13 Luglio 2020

COMUNICATO STAMPA

LIVORNO – Alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi riguardo alla gestione dei servizi culturali cittadini, il gruppo Cultura di ‪#‎BuongiornoLivorno‬ constata la leggerezza con cui l’Amministrazione Comunale ha gestito tutta la questione; dalla prima proroga dell’affidamento, avvenuta lo scorso dicembre, all’uscita tardiva del primo bando, continuando con il suo successivo ritiro – mai motivato alla città e ai lavoratori – per finire con la mancata uscita in tempo utile del bando nuovo, mancata uscita che ha reso necessaria un’ulteriore proroga che pesa sulle spalle dei trenta lavoratori impegnati quotidianamente a offrire un servizio e garantire ai cittadini il diritto di accesso alla cultura (diritto sancito a livello europeo nel 2007 dalla Dichiarazione di Friburgo).
Non ci permettiamo di sentenziare sulle attività che impegnano gli amministratori della nostra città: ma che l’appalto in questione sarebbe scaduto era noto da tempo, e ci preme sottolinearlo. Crediamo che trascinare il problema fino a questi ultimi giorni, trasformando un passaggio amministrativo ordinario in una situazione di emergenza, sia stata quanto meno una grave negligenza della Giunta.
Perché mai governare inseguendo le emergenze? Perché tanti lavoratori – già in condizione di precarietà – devono essere lasciati in un’ulteriore incertezza lavorativa per mesi? Perché, infine, rischiare la chiusura di servizi fondamentali per il progresso culturale dei cittadini?
Nel corso della Commissione VII di venerdì 1 aprile l’Assessore Fasulo ha ammesso la responsabilità della Giunta, che né sulla questione del ritiro del bando né sul ritardo nella sua nuova stesura si era precedentemente confrontata; ci chiediamo se i lavoratori e i cittadini possano essere vittime di una discussione mancata e se l’Amministrazione di una città possa bloccare tutti i settori d’intervento per dedicarsi a un’unica emergenza, com’è successo negli ultimi mesi per la questione Aamps.
Secondo noi non può e non deve. È tempo che il M5S prenda atto del proprio potere di governo della città e capisca che, come si dice, “da un grande potere derivano grandi responsabilità”.
L’ammissione di colpa di fronte a tali grandi responsabilità mancate sarebbe stata un atto dovuto e un segno di umiltà da parte del Sindaco che, invece, dalla propria pagina Facebook si è vantato di aver rimediato ad una “follia”, quella del monopolio che il bando – emesso e presto ritirato – avrebbe inevitabilmente creato, dimenticando che la “follia” era stata provocata dalla mancanza di un’adeguata revisione cui la Giunta da lui capeggiata non aveva provveduto. Tutto ciò è costato alla città tempo e soldi, due cose che Livorno non può certo permettersi di sprecare.
Adesso finalmente, con soli quattro o cinque mesi di ritardo, sembra si sia intrapresa una strada che, come gruppo cultura di #BuongiornoLivorno, ci sentiamo di condividere; siamo infatti convinti che unificare la gestione di tutte le istituzioni culturali – da quelle esistenti a quelle in via di formazione (Museo della Città e Casa della Cultura) – avrebbe finito per dar vita a un monopolio, cosa molto rischiosa per l’intero sistema culturale cittadino. Lungi da noi voler insinuare che attualmente questo monopolio esista già, come dichiarato dal Sindaco Nogarin sul suo profilo social.
Anche secondo noi, infatti, la decisione di suddividere il bando in tre diverse sezioni è la più opportuna, sia dal punto di vista dirigenziale – grazie all’individuazione dei percorsi specifici che i tre settori dovranno avere – sia da quello organizzativo. Così sarà più facile individuare le professionalità richieste da ciascuna delle diverse attività; sempre che, come auspichiamo, ci sia un’effettiva e proficua collaborazione tra le figure che si occuperanno di gestirli. Quel che ci sembra davvero assurdo è parlare di “abbassamento dei requisiti e delle competenze richieste a chi va a partecipare”, in quanto è sensato presumere che ogni bando avrà determinati requisiti a seconda delle attività richieste. Anzi, sarà proprio la diversità di queste richieste ad alzare il livello di professionalità degli operatori e di chi gestirà ogni settore.
Naturalmente quel che ci preoccupa, e che vigileremo affinché sia chiarito prestissimo, è l’aspetto economico dello scorporamento. Prevedendo un unico bando, infatti, con un budget che – per tutti i servizi richiesti – era già basso, si poteva pensare all’assorbimento di alcuni costi gestionali, che con la suddivisione dei settori rischiano di raddoppiare, se non di triplicare. Ci chiediamo quindi se questo non metta a rischio altre operazioni previste e inserite nel primo capitolato, come l’apertura della Casa della Cultura, in particolare alla luce del Patto di Stabilità che prevede che per aprire nuove strutture un’amministrazione sia in grado di dimostrarne la sostenibilità per tre anni.
A darci da pensare, relativamente alla storica struttura di Piazza della Repubblica, già casa dei Macchiaioli e di quello che fu il Premio Modigliani, è la scelta di suddividere i tre piani affidandoli, per competenza, a tre diversi assessorati; un eccesso di “scompattamento” che, a nostro avviso, renderà molto difficile la gestione e la sostenibilità della struttura, anche solo in termini di personale e utenze.
Infine una piccola nota sull’interesse apparentemente dimostrato dal PD locale negli ultimi mesi per le sorti dell’edificio; un interesse che ci sembra davvero curioso, improvviso e del tutto dimentico del fatto che se la Casa della Cultura è ancora lì, vuota, chiusa e inutilizzata, la colpa, questa volta, decisamente non è di Nogarin.


Gruppo Cultura di #BuongiornoLivorno
Michela Molitierno

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Matteo Taccola
Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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