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Butrint Gllasoviku: La prima gara ufficiale del kosovo

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Oggi, 5 settembre 2016 , rimarrà una giornata speciale per il calcio kosovaro.
Infatti la nazionale del Kosovo a esordito a Turku ,contro la Finlandia (essa occupa attualmente il 90º posto del Ranking Uefa).
Gli uomini dell’allenatore Bunjaku ,hanno giocato una discreta partita,pareggiando per 1-1 contro la Finlandia nella gara del Girone I valida per le qualificazioni ai Mondiali che si disputeranno in Russia nel 2018.
Al vantaggio finlandese, realizzato da Arajuuri, ha risposto l’ultimo aggregato al gruppo, Valon Berisha, segnando su calcio di rigore.  A Turku, Ujkani e compagni, hanno posto una pietra importante nella storia del calcio kosovaro. Non senza però aver superato difficoltà.
La Federazione mondiale, ha infatti lavorato a lungo per determinare l’eleggibilità dei giocatori, poiché non è prevista la possibilità per un calciatore – a meno di casi eccezionali – di vestire più di una maglia a livello di nazionale maggiore. La nascita di un nuovo Stato appartiene a questa casistica, tant’è che per la gara contro la Finlandia sono stati concessi permessi a nove giocatori che avevano precedentemente giocato con sei diversi paesi europei. Gli ultimi in ordine di tempo a cui è stato riconosciuto il pass per giocare sono Ujkani – portiere del Pisa che sarà investito della fascia di capitano – Meha, Rrhamani, Shala, Rashica e Valon Berisha, fino a tardo pomeriggio in forte dubbio su un suo possibile impiego. Ad ogni modo, il Ct Albert Bunjaku dovrà attendere a lungo prima di dare un volto definitivo alla sua rosa, essendo ancora numerosi i calciatori papabili per una convocazione. Nel gruppo del Kosovo  sono impegnate anche Turchia, Croazia, Islanda e Ucraina, di cui parleremo più nello specifico.

HETEMAJ NON GIOCA – Da chi cerca l’inclusione a chi si è tirato fuori dalla partita. E’ il caso del centrocampista del Chievo Verona, Perparim Hetemaj, nato a Skënderaj in Kosovo, ma naturalizzato finlandese in seguito alla fuga della sua famiglia dal conflitto jugoslavo. Il calciatore ha chiesto all’allenatore dei finnici, Hans Backe, di non giocare contro la sua nazione, ottenendo il lascia passare del ct: “Abbiamo parlato, mi ha chiesto di non giocare. Trattandosi di una questione molto complessa ho deciso di rispettare la sua decisione” ha dichiarato il tecnico.

E CONTRO L’UCRAINA?- Tornando al calcio, vi sono due questioni che la Fifa dovrà affrontare rapidamente. La prima riguarda la vicinanza tra Pristina e Albania.Visto che le partite in casa verranno giocate a Shkodër,in Albania,poiché ancora non abbiamo gli stadi secondo le norme della Fifa e dell’Uefa.
In più sono più di dieci i calciatori di origine kosovara che hanno rappresentato la nazionale di De Biasi in questi europei, dichiarando di giocare in nome dei loro fratelli in Francia. Una vicinanza che la federazione non può apprezzare, in quanto pregna di significati politici. In Finlandia, infatti, non saranno ammesse bandiere che non siano della squadra di casa o del Kosovo stesso. Bandita da Turku, dunque, l’aquila bicipite con lo sfondo rosso, simbolo di Tirana.
L’altra, in via di definizione riguarda l’Ucraina, che giocherà nel girone I contro i balcanici. Kiev è uno dei molti Stati che non riconosce l’indipendenza  kosovara. Questo creerà sicuramente un caso particolare quando i giocatori del Ct Shevchenko dovranno ospitare Ujkani e compagni. Giocare in Ucraina significherebbe riconoscimento.
Infine il 6 ottobre il Kosovo riceverà la Croazia (anche se si giocherà in Albania, a Shkodër) e a seguire due trasferte complicate in Ucraina e Turchia. Il girone d’andata si chiuderà con la partita in casa contro l’Islanda, sorpresa positiva degli ultimi Europei disputati in Francia.

Butrint Gllasoviku,
5 Settembre 2016