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Luca, la prima edizione del TEDxLivorno è stata un grandioso successo. Prima c’è stato il sold-out dei cento biglietti in soli cinque e poi l’entusiasmo di un pubblico che, alla fine dell’evento, è rimasto grandemente soddisfatto. Qual è stato il segreto di un così grande risultato? 

I segreti penso siano stati due: l’averci creduto fino in fondo, anche quando farlo sembrava da folli, e l’aver seguito alla lettera le indicazioni di TED. Penso che questi due aspetti abbiano fatto la differenza. Nella scelta vincente dei relatori ho seguito il mio istinto e credo che i livornesi, preparati con i tre precedenti eventi del TEDxSalon, non potessero lasciarsi scappare l’esperienza TED, totale e coinvolgente. Un vasto pubblico ha risposto alla nostra chiamata, dimostrando quanto in città ci fosse bisogno di un evento del genere.

Nello scorso articolo dedicato al TEDxLivorno, scritto da Marco D’Alonzo, abbiamo raccontato la giornata di domenica, quella dell’evento. Mi piacerebbe, però, che tu ci regalassi il tuo personale ricordo di quella giornata. Quanto è stato emozionante aver condotto l’edizione nostrana di un format globale come quello TED?

È stata un’esperienza così emozionante e coinvolgente che solo con un imperativo in testa ho potuto cavarmela così: quello di divertirmi. Sai quanto mi sono speso perché tutto andasse bene e che l’unico modo per intrattenere un pubblico così carico di aspettative, fosse quello di divertirmi e divertire: tenere per tutto il tempo la barra sul divertimento, e spero di esserci riuscito. Come ho detto nel discorso di apertura, cercavo un taglio capace di emozionare per farci incontrare in modo più autentico e genuino.

È stata un’emozione incredibile. Tante persone qualificate, da Marco Leone a Marinella Viscusi, sono venute a farmi i complimenti, increduli che fosse il primo grande evento che conducevo. Ho fatto quello in cui credevo e l’ho fatto divertendomi perché questo è il mio spirito. Uno spirito che mi ha portato, con naturalezza, ad abbracciare o interloquire maggiormente con alcuni relatori, innescando una empatia più diretta con il pubblico.

Il giorno della kermesse abbiamo raccolto alcune impressioni tra le fila del pubblico, estremamente vario per età e provenienza, molto spesso al suo primo TEDx. 

A Tiziana, insegnante, ha colpito molto l’intervento della Prof.ssa Lorella Carimali, che le ha dato “numerosi spunti”. A Federico, studente, invece, è piaciuto molto l’intervento del Prof Ametrano sullo sviluppo del Bitcoin. A Giovanni e Sara, una giovane coppia, la nobilità di Caterina Falleni. A Martina, infine, ha commosso la perseveranza di Sergio Giovannini. 

Le idee e le esperienze di relatori così diversi tra loro, ma così vicini spiritualmente ed accomunati dal desiderio di parlare al cuore dei presenti, sono riuscite nel compito di convincere ed emozionare una platea intera. 

Sei soddisfatto dei relatori che hai selezionato? 

Quella legata alla scelta dei relatori è stata la fase più lunga ed invisibile. Ho cominciato a pensare ai relatori già da quando ho cominciato ad immaginare il TED che avrei organizzato. Inizialmente mi sarebbe piaciuto invitare anche ospiti stranieri, ma l’aver scelto sei livornesi su dieci, alla fine, è stato un traguardo maggiore. Ciò è servito a rafforzare l’idea del Ted di mettere in evidenza le eccellenze del territorio, sia che fossero relatori o che fossero partners. L’idea di mettere assieme le migliori risorse della città è venuta fuori maggiormente e sono contento che sia emerso quel fil rouge che lega tutti noi. Sono davvero felice di tutti quanti loro e del fatto che si siano anche costruite belle relazioni tra di loro e con il pubblico.

L’idea che ha mosso questa avventura è stata quella di infondere a Livorno una consapevolezza maggiore delle proprie potenzialità, una fiducia che troppo spesso annega purtroppo nell’autocommiserazione. La nostra città, fucina di creatività, ingegno e follia, ha bisogno di credere in sé stessa e tenere alta la fiaccola del genio, così come stanno facendo i sei relatori livornesi chiamati a portare la loro esperienza sul palco. Credi che questa prima edizione sia riuscita nell’intento di smuovere le acque e cominciare ad imprimere ai livornesi quel salto di mentalità che ancora manca?

Penso che sia stato un primo passo, certamente utile. Per valutarne l’ampiezza servirà ancora tempo, però sono certo che sia stato un buon primo passo. Penso che Livorno sia in ascolto e dopo aver convinto cento persone a presenziare al nostro primo evento, ce ne siano ancora migliaia in attesa di essere contaminate dalla mission del TED.

Per Uni Info News è stata la media partnership più importante. Mesi fa provammo anche noi ad “immaginare al di là dell’orizzonte”, credendo fermamente in questa impresa. Da allora abbiamo prodotto quasi cento tra articoli e contenuti social sulle nostre piattaforme (LinkedIn, Facebook ed Instagram) targati TEDxLivorno per sostenere questo progetto. Sei soddisfatto del lavoro svolto dal nostro team (Tommaso Ferraro⁩, Benedetta Cirillo⁩, Francesco Gadducci⁩, Gabriele Bacci⁩, Rodolfo Ortolani⁩, Michele Parisi⁩, Alessio Nicolosi⁩, Giulio Profeta⁩ e dal sottoscritto)?

Sono contento matto della collaborazione che abbiamo immaginato in tempi non sospetti, quando le cose non sembravano avere questa prospettiva così rosea. Sono così felice che sto già guardando avanti, volendo continuare a collaborare con UIN in futuro. Sono stato orgoglioso di aver scelto voi come mediapartner e non un altro attore, magari maggiore, come un quotidiano, perché credo che da underdog, dovessimo stare con gli underdog. TED condivide i vostri obiettivi e siamo in perfetta sintonia perché ci poniamo come coloro che vogliono fare, ma in modo diverso, pensando out of the box.

Ci sono, tra le tantissime persone che ti hanno aiutato ed hanno creduto in te, alcune che vorresti ringraziare pubblicamente in questa intervista?

Sicuramente tutta la mia squadra, che è stata fantastica. Specialmente nelle ultime settimane hanno fatto l’impossibile per dare vita all’evento. Non voglio fare nomi per non correre il rischio di dovermene dimenticare qualcuno, ma ci sono davvero tante persone che vorrei ringraziare, anche durante il percorso di semina dei mesi scorsi, che sono salite a bordo piene di entusiasmo, di positività. Alcuni, che hanno investito al di là di quanto fosse loro richiesto, hanno reso davvero questo mio sogno una realtà. Tutti i partners poi, sia finanziatori che in-kind, sono stati essenziali per raggiungere questo risultato. A loro va tutta la mia gratitudine e riconoscenza. Infine vorrei ringraziare anche tutti i volontari: il giorno stesso dell’evento, una quindicina di ragazzi hanno potuto vivere l’esperienza TED, contribuendo efficacemente a realizzarla. Qualcuno ha detto che sono stato un buon capitano e se qualcuno me lo chiedesse, la risposta sarebbe affermativa: ricomincerei con le stesse persone, squadra che vince non si cambia!

Caro Luca, se TED promuove la diffusione di idee di valore ed il coraggio della perseveranza, tu e tutto il tuo team dovreste essere invitati ad un altro TEDx per poter parlare di come, in una città non più così aperta come la nostra, siate riusciti a convincere ed a vincere la vostra sfida.

A nome di Uni Info News, e sono certo di tantissime persone che non hanno avuto occasione di farlo, voglio ringraziarti di cuore per averci stupito e meravigliato con la tua passione.

Ed ora la domanda che tutti aspettano: il TEDxLivorno, dopo la prima edizione, avrà un seguito?

Avrà un seguito, ci sarà sicuramente un prossimo TEDxLivorno in futuro, anche se prima abbiamo in mente di continuare con altri due format: prima con il programma dei TEDxSalon e poi con una sorpresa per la fine dell’anno, tra novembre e dicembre, che ti regalo in anteprima: il TEDxWomen! Un TEDxLivornoWomen, dal semplice quanto dirompente titolo “Why Us“, giungerà a Livorno contemporaneamente al parallelo evento internazionale che si terrà in California. Da qui a dicembre avremo molto da fare. Quindi continuate a seguirci perché a breve giungeranno maggiori novità, il meglio deve ancora venire!