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Claudio Fedele - 19 Settembre 2015

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Claudio Fedele - 19 Settembre 2015

Coppa del Mondo di Rugby 2015 : Inghilterra – Fiji

Claudio Fedele - 19 Settembre 2015
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Coppa del Mondo di Rugby 2015 

Inghilterra – Isole Fiji

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Lasciate che chi scriva quest’articolo, dopo aver visto la prima partita del Mondiale di Rugby 2015, ospitato dal Regno Unito, vi parli un po’ dell’ emozioni provate e dei tanti momenti esaltati che hanno costellato una serata in nome dello Sport puro, lasciandosi andare, magari, a qualche aneddoto.

imageAnche se a chilometri di distanza, l’atmosfera che si respira in uno stadio come quello del Twickenham Stadium è a dir poco esemplare ed al contempo tanto unica e caratteristica che, grazie ad una buona regia ed una discreta telecronaca, si finisce da vero nel credere che tu sia lì, in attesa del momento cruciale in cui l’arbitro darà il via alla sfida d’esordio, in mezzo ad Inglesi ed abitanti delle Isole Fiji che si sono fatti mezzo globo per arrivare a tifare la squadra del cuore, sebbene ci sia un televisore che fa da filtro tra te ed il mondo reale.

A Londra già nel 2012 vi era stata una grande cerimonia di apertura, quella delle Olimpiadi, che persi per i più svariati motivi, che non sto a riportare poiché non interesserebbero a nessuno, e che ancor oggi mi dispero per non averla vista in diretta, sebbene abbia in un qualche modo rimediato gustandomela, se così si può dire, in differita su Youtube, due anni dopo. Tuttavia a questo particolare appuntamento non ho Twickenham-stadium-2mancato e, speranzoso, ho preso parte all’iniziazione di questo mondiale, essendo, tra l’altro, la prima manifestazione internazionale di Rugby su cui posavo gli occhi per la prima volta.

Il tutto è iniziato al Twickenham Stadium, dove è stato fatto partire un filmato nel quale venivano mostrati, sotto forma di documentari dell’epoca, i primi passi di quello che sarebbe divenuto uno sport capace di appassionare gran parte del mondo. Siamo in Inghilterra, nella Rugby School, nel 1823, alcuni ragazzi decidono di iniziare a passarsi una palla ovale, in un prato limitrofo all’apposito collegio, cucito maldestramente con del duro cuoio, tra loro, dando, magari anche un po’ inconsapevolmente, il via ad un’attività che prenderà sempre più piede nella mentalità del popolo di sua Maestà la Regina, Schermata 2015-09-19 alle 00.16.48ma che, nei decenni, interesserà anche altre nazioni come la Nuova Zelanda, il Sud Africa, l’Australia, la Scozia, l’Irlanda, l’Italia e la Francia.

Conclusosi il cortometraggio, che ha visto anche un cameo di Johnny Wilkinson, l’attenzione della cerimonia torna sugli spalti dello stadio, poiché un gigantesco pallone da Rugby, dall’aspetto antico come quello visto nel filmato, è “piantato” al centro del campo, ed attorno ad esso si sono formate delle crepe, dove, dalle quali, iniziano a fuori uscire, come piccole zolle di terra, delle colonne con rappresentati tutti i simboli delle nazioni partecipanti al torneo. Sopra di esse, nel bel mezzo di una coreografia che comprende attori che si Schermata 2015-09-19 alle 00.16.57sono calati all’occorrenza per occasionali giocatori e l’esecuzione dell’inno della Rugby World Cup 2015, appare, per ciascuna nazione, un ex membro delle varie nazionali.

Conclusasi questa carrellata di vecchie glorie, il monumentale pallone, costantemente al centro di ogni cosa, smantellato dall’involucro che lo rendeva simile a quello usato nel 1800, cambia aspetto per mostrarsi a noi tutti come quello ufficiale di questa manifestazione e, disfatto dai tanti “giocatori” rivela all’interno, come un cuore pulsante, la Coppa del Mondo. I ragazzi chiamati a partecipare alla coreografia, semplice, elegante, tutt’altro che barocca, ma allo stesso tempo spettacolare e raffinata, compongono così una piramide, che ricorda tanto una mischia, affinché il mediano possa, salito sopra a tutti, alzare al cielo, simbolicamente, l’agognato trofeo.

Inizia così, sotto scroscianti applausi, l’ottava edizione della Rugby World Cup 2015 e, alle 21:00, l’appuntamento è per l’esordio tra i padroni di casa, i giocatori dell’Inghilterra, contro i rivali delle Isole Fiji.

Inghilterra vs Fiji 

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Formazioni :

England: 

15 Mike Brown, 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Brad Barritt, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Ben Morgan, 7 Chris Robshaw, 6 Tom Wood, 5 Geoff Parling, 4 Courtney Lawes, 3 Dan Cole, 2 Tom Youngs, 1 Joe Marlerengland-v-fiji-pool-a-match-1-rwc-2015-tickets-match-details-predictions

 

A disposizione: 16 Rob Webber, 17 Mako Vunipola, 18 Kieran Brookes, 19 Joe Launchbury, 20 Billy Vunipola, 21 Richard Wigglesworth, 22 Owen Farrell, 23 Sam Burgess

 

Isole Fiji:  

 

15 Metuisela Talebula, 14 Waisea Nayacalevu, 13 Vereniki Goneva, 12 Gabiriele Lovobalavu, 11 Nemani Nadolo, 10 Ben Volavola, 9 Nikola Matawalu, 8 Sakiusa Masi Matadigo, 7 Akapusi Qera, 6 Dominiko Waqaniburotu, 5 Leone Nakarawa, 4 Apisalome Ratuniyarawa, 3 Manasa Saulo, 2 Sunia Koto, 1 Campese Ma’afu

 

A disposizione: 16 Tuapati Talemaitoga, 17 Peni Ravai, 18 Isei Colati, 19 Tevita Cavubati, 20 Peceli Yato, 21 Nemia Kenatale, 22 Joshua Matavesi, 23 Aseli Tikoirotuma

Inghilterra – Fiji si è rivelato un incontro interessante, ma di certo non spettacolare, se non per i minuti conclusivi dove gli inglesi hanno versato il sangue per arrivare a conquistare la tanto sperata quarta meta che porta ad un punto bonus extra. Tutto è iniziato con il tipico tempo londinese, pioggia non particolarmente forte, umidità (le informazioni è stato possibile ricavarle dai tanti avvisi presenti durante 12032153_10153670974007174_6176906040100704323_nla telecronaca) e una tangibile tensione negli spogliatoi, tipica per chi è chiamato a rompere il ghiaccio in una iconica competizione quale un mondiale.

Per la squadra padrone di casa non solo questa era una prova importante, ma doveva essere un avvertimento alle altre pretendenti del girone, su cui è bene soffermarsi, poiché il Gruppo A è stato, da tutti, identificato come quello “infernale” per via delle nazionali presenti: Australia, Fiji, Galles e Inghilterra. Stiano perciò attente, ora, le altre, perché la squadra di Lancaster non farà sconti a nessuno, poiché sa di giocare in casa e che può contare sul supporto del proprio pubblico, persino e sopratutto nei momenti peggiori.

Il primo tempo, ad ogni modo, ha visto i primi dieci minuti non particolarmente esaltanti, ove le squadre si sono studiate a viso aperto senza lasciare troppo spazio agli avversarsi o a azioni travolgenti, l’unica, infatti da segnalare è la trasformazione, su punizione, di G. Ford. La musica ha cambiato ritmo una volta avvenuta la prima metà, tra le altre cose tecnica, ovvero 12027578_10153670974017174_2709734380949820259_nche la si dà in particolari situazioni, quando un fallo proibisce al giocatore di segnare, senza il quale avrebbe certamente battuto la palla oltre la linea, realizzata al 12°, seguita dalla solita trasformazione per mano del già sopracitato George Ford. E’ seguita, poi, una costante crescita dei padroni di casa che li ha portati, al 21°, a segnare un’altra metà grazie ad una stupenda azione di squadra conclusasi con la mano di Mike Brown, forse il migliore del match. Gli inglesi, in questo caso, aiutati anche dalla mancanza di un giocatore tra le fila delle Fiji per via di una ammonizione, che comprende ben 10 minuti di allontanamento temporaneo dal terreno di gioco, hanno dare una precisa impronta di gioco che li ha visti dominare per gran parte dello scorrere del tempo.

Gli ultimi 20 minuti della prima parte di gioco, hanno visto, però, una rinascita per la squadra dell’emisfero australe, e Nemani Nadolo non ha faticato, per via del suo fisico, a segnare una meta importante, 12036432_10153671222037174_4024150238988344354_ndopo che, una prima, era stata annullata dall’arbitro. Lo stesso Nadolo segnerà poi 3 punti calciando, grazie ad una punizione, la palla ovale in mezzo ai pali.

Il secondo tempo ha visto una Inghilterra sofferente, vittima non tanto della tecnica delle Isole Fiji, quanto della loro fisicità. Gli impatti, sui padroni di casa, da parte dei giocatori di John Mckee si sono fatti sentire ed hanno subissato importanti mancanze che, tuttavia, alle lunghe hanno permesso agli inglesi di poter gestire al meglio la partita di esordio. Dopo una prima parte non particolarmente brillante, l’Inghilterra, grazie ad una mischia ben riuscita, ha preso consapevolezza di essere padrona della partita e saperla controllare. E per questo, dopo due trasformazioni mancate da parte di Nadolo, con la meta di Brown e di Vunipula (80° minuto), gli uomini di Lancaster hanno saputo portare a casa un trionfo che, se non risuona proprio come tale, 12036473_10153670972707174_8142320479566620762_nresta comunque di importanza fondamentale, poiché i padroni di casa hanno dimostrato di avere coraggio e eccellenza tra i propri ranghi e riscattarsi anche nei momenti migliori.

Domani, alle ore 21:00, toccherà alla Nazionale Italiana, contro la Francia, ad esordire e, a detta di molti, questo è uno scontro già vinto in partenza per i “cugini” francesi, reduci del Sei Nazioni. L’appuntamento è comunque per domani, dopo la prima partita della seconda giornata, delle 15:30, che vedrà Irlanda contro il Canada.

Di seguito, per comodità, riportiamo la suddivisione dei vari gironi, che arrivano dalla A fino alla D e le date ed i giorni in cui giocheranno le squadre fino alla Finale, il 31 Ottobre.

Calendario

Fase a Gironi 

A & B

 Girone AGirone B

 

C & D

Girone CGirone D

 

Quarti di Finale

QuartiQuart 2

 

Semifinali 

Semi finali

Finale 3 ° / 4° Posto 

Finale terzo: Quarto Posto

Finale 

31 Ottobre 

finale

 

Twickenham Rugby Statue

Statua presso l’entrata del Twickenham Stadium

 

La prima partita, di una lunga serie di sfide che accompagneranno gli spettatori per più di un mese, si conclusa con il solito terzo tempo, un momento essenziale e simbolico, che lo sport della palla ovale ha sempre potuto vantare come prova non solo di rispetto, ma anche di estrema lealtà tra avversari. Gli Inglesi, così come i giocatori delle Fiji hanno “combattuto” sul campo per quasi due ore, dimostrando tutta la loro tenacia, i muscoli, la forza fisica, attraverso spietati placcaggi, scontri duri, in una battaglia d’esordio molto tecnica e sporca, impegnativa, ma tutt’altro che memorabile, appagante, ma non leggendaria, sudando e faticando fino all’ultimo, ma a fine partita, come la tradizione vuole, ci sono state strette di mano, complimenti reciproci ed onore della armi: 12027499_10153671233927174_566814439274404275_nquesto è lo spirito del rugby, e magari potrà apparire un po’ retorico, o un luogo comune, eppure questo è l’animo della World Cup.

Dopo tanto tempo, con la consapevolezza di averci giocato per 5 anni della mia vita, resta comunque il fatto che il Rugby sia uno sport particolare, che o lo si ama o lo si odia, nel profondo, che fino a 30 anni fa era visto solo ad un livello quasi amatoriale e che ora riesce a coinvolgere un numero spropositato di persone. Ed il bello di tutto questo sta non tanto nelle sue azioni, ma nel creare un gruppo, una squadra capace di vivere in modo equilibrato all’interno, tanto unita che non ha bisogno di nomi su magliette o slogan eccentrici, perché nel Rugby valgono solo i numeri, quelli con cui ci si identifica in un apparato come può essere quello dello spogliatoio, così come sono quelli che brillano sul tabellone a fine partita. Come si diceva sempre nell’ambiente: uno sport da duri, giocato da signori.

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