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Stefano Tomei - 4 Dicembre 2016

Le Idi di Marzo

Stefano Tomei - 4 Dicembre 2016

CORE. Beatrice Gallori al Lu.C.C.A.

Stefano Tomei - 4 Dicembre 2016
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CORE, la particella più piccola dell’informatica. L’atomo, la molecola, la cellula di partenza da cui inizia il percorso dell’artista Beatrice Gallori, che si racconta al Lucca Center Of Contemporary Art (Lu.c.c.a.) nella mostra in corso ( dal 3/12 al 5/2, per info http://www.luccamuseum.com/it)

"CORE" foto di B. Taddei

“CORE” foto di B. Taddei

Tra le sale dei due piani riservati all’artista spiccano con forza primitiva i tre colori con i quali si esprime: il bianco e il nero, gli opposti, lo yin e lo yang, e il rosso, che più degli altri due emerge, gridando, sul silenzio asettico delle pareti. Tre soli colori, per dare forma alla sua ricerca.

“Ogni oggetto possiede un nucleo interiore, indipendentemente dalla sua forma. La verità non si trova nella superficie delle cose”

La Gallori fa proprio questo: plasmando la materia ricrea un nucleo, un’origine, una cellula-madre da cui far iniziare il proprio percorso. Dopodiché crea le sue opere, quadri che invadono lo spazio, che fuoriescono dalla semplicità della propria tela, con un blob, un’energia primordiale che si esprime attraverso essi.

"CORE" foto di B. Taddei

“CORE” foto di B. Taddei

Core” dunque, un’energia indefinita, inafferrabile e fugace che non si accontenta dalla semplicità del quadrato della sua tela e ne esce con decisione ma senza rotture. Come lo ha definito l’artista: “un blob gassoso” che è proprio leitmotiv di tutta la mostra, dalla singola tela fino a opere che riempiono un’intera sala come “Society“, in cui tanti piccoli core, ciascuno in una dimensione, forma e colore proprio, si uniscono a creare un’opera dal fortissimo impatto visivo e scenografico. Un’unità minima appunto, che si aggrega via via, fino a divenire un agglomerato, un’ unità. O ancora “Haywire//fuori controllo“, l’esplosione della bollicina in un insieme disordinato e caotico ma allo stesso tempo armonico e attraente.

"HAYWIRE//fuori controllo" foto di B. Taddei

“HAYWIRE//fuori controllo” foto di B. Taddei

La mostra comunque non annoia nella varietà di opere in cui la ricerca formale è ancora più ardita e complessa: “Cocons//Hidden life” è forse una delle più scenografiche in assoluto. Tre “Cocons”, bozzoli, giganteschi, appesi al soffitto come gigantesche larve, delicati ma protettivi, che gocciolano un liquido purissimo e cristallino, in una pozza d’acqua nera, sporca, impura.

"COCONS//Hidden Life" foto di B. Taddei

“COCONS//Hidden Life” foto di B. Taddei

“Con il cuore, con la testa e soprattutto con la pancia uniti tutti insieme” è così che l’artista ha dichiarato di lavorare, con un sorriso durante l’inaugurazione, mentre si raccontava ai suoi ospiti.

Con il cuore, con la testa, con la pancia e con leggerezza: la leggerezza con la quale ci ha invitato a tornare “coi piedi per terra” nell’analisi della materia e con la quale è scesa dai tacchi troppo scomodi per lei, raccontandoci la sua mostra a piedi nudi.

"CORE" foto di B. Taddei

“CORE” foto di B. Taddei