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37059_414902655275083_1111674107_n[1]Quali sono le esigenze e le problematiche peculiari ai corsi di laurea di Giurisprudenza e DILPA? E le azioni che porterete avanti per eliminarle come saranno portate avanti?

Abbiamo riscontrato problematiche soprattutto di carattere logistico legato ad orari e collocazione delle lezioni e accesso alle risorse della facoltà. Intendiamo far presenti queste criticità negli organi competenti con determinazione arrivando ad una più efficiente sistemazione per gli studenti ivi presenti nel Polo; non dimentichiamoci che a fronte di una forte richiesta da parte di Giurisprudenza e DILPA, è concesso come spazio in cui si tengono le lezioni soltanto il primo piano del Polo Piagge, visto che il secondo piano è destinato agli studenti di Scienze Politiche ed altri in numero minore con conseguenza di forte affluenza al pian terreno e al primo piano e desolazione al secondo. Chiediamo pertanto che le lezioni di ogni corso seguano un percorso logistico tale per cui gli studenti non siano costretti a vedersi spostare lezioni dal Polo Piagge al Polo Carmignani e viceversa nell’arco di una stessa giornata.

Ritenete che vi siano informazioni insufficienti riguardo gli esami opzionali?

Riteniamo che le informazioni che riscontriamo nei programmi di esame dei corsi opzionali siano insufficienti quanto a collocazione dell’indirizzo al quale fanno riferimento e ai temi che verranno trattati durante le lezioni frontali. Proprio su queste ultime riteniamo che un corso opzionale possa essere diverso dalle lezioni tenute canonicamente dagli insegnanti dei corsi base e che si presti bene all’utilizzo di altri strumenti da parte dei docenti, quali seminari, convegni, ecc. coinvolgendo ancora di più lo studente.

Le aule sono adeguatamente spaziose per gli studenti? O ritenete invece che l’organizzazione delle stesse debba essere modificato?

La risposta ha bisogno di essere articolata, perché le aule del Polo Piagge possono contenere fino ad un massimo di 2.200 studenti risolvendo la domanda da parte dell’intero corpo di studenti tra Giurisprudenza e DILPA . Quello che tanti non sanno è che l’uso del Polo Piagge è destinato non solo a questi studenti, ma anche a Scienze Politiche e Sociali, Economia, Agraria, Medicina Veterinaria, a i quali è interamente riservato il secondo piano del Polo Piagge. E riteniamo che un uso più omogeneo degli spazi possa pertanto abbattere la staffetta che gli studenti si trovano a fare tra Polo Piagge e Polo Carmignani.

La chiusura della Sapienza ha influenzato la vita di tutti noi studenti. Come intendete, ad esempio, facilitare l’accesso alla biblioteca giuridica?

La chiusura della Sapienza ha spostato l’intera area degli studenti di Giurisprudenza dal Centro della città pisana ad una zona più periferica come quella delle Piagge, con la conseguenza che i punti di accesso alla biblioteca giuridica sono rimasti gli stessi di prima (Dipartimento di Diritto Pubblico, Dipartimento di Diritto Internazionale), a questi si è aggiunta la concessione di un piano del Palazzo Ricci in cui si sono stanziati i professori dell’area privatistica ed altri. Riteniamo che quest’ultima collocazione non può che essere provvisoria, chiedendo che venga utilizzato un immobile dell’Università come sede centrale per Diritto Privato e che sia il nostro punto di riferimento come nuovo accesso al materiale che al momento si trova presso l’Archivio generale dell’Università nella località di Montacchiello.

Perché volete introdurre una nuova fascia di corrispondenza in trentesimi per chi non ha passato l’esame intermedio? A quale scopo?

L’introduzione di una nuova fascia di valutazione in trentesimi, stiamo parlando della lettera E (16-18) mira ad una uniformità rispetto ad altri corsi di dipartimento, tra cui Ingegneria, Economia, Scienze Politiche, Matematica e Informatica che già adottano la quasi sufficienza. Le sei prove intermedie (Storia del diritto I e II, Diritto del lavoro I e II, Diritto commerciale I e II, Diritto penale I e II, Diritto processuale civile I e II, Diritto processuale penale I e II) previste dal nostro corso di laurea LMG Giurisprudenza, la prima parte può essere sostenuta solo negli appelli del primo semestre e solo se il professore dà il consenso. Noi con l’introduzione della quinta lettere di valutazione cerchiamo di agevolare lo studente nel superamento della prima prova.

Qual è il Vostro giudizio sulle differenze marcate fra il corso di Giurisprudenza e del DILPA? Come possono essere risolte? Perché sussistono ancora oggi?

Beh le differenze tra i due indirizzi sono molteplici: il corso LMG Giurisprudenza è a ciclo unico e permette una volta sostenuto l’esame di laurea di accedere a concorsi pubblici per le professioni forensi, non così si può dire per il DILPA laurea triennale con a sbocchi professionali: giurista d’impresa, consulente del lavoro, giurista della pubblica amministrazione, operatore giudiziario e dei servizi sociali.

Premesso ciò, l’unica differenza a nostro parere ingiustificata è l’impossibilità per il DILPA di scegliere la lingua giuridica.

Come reputate lo strumento del test a numero chiuso? Andrebbe modificato? O totalmente eliminato? Perché?

Noi sdi Diritti A Sinistra, ma in generale di tutti i gruppi studenteschi afferenti all’Unione degli Universitari riteniamo che i corsi a numero chiuso siano lesivi dell’aspirazione che gli studenti hanno del loro futuro e che questa cosa danneggi l’intera società perché la si priva di capitale umano, che è senza dubbio la più grande risorsa ai tempi d’oggi,avvalendosi tra l’altro di un sistema che già si per sé è poco oggettivo e flessibile e lo diventa ancor di più se si considerano i criteri con i quali viene messo in atto . Infatti, tante e gravi irregolarità che ogni anno si perpetuano, mostrano quanto questo sistema deve essere rivisto da parte

del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Riteniamo pertanto opportuno che sia lo stesso studente a confrontarsi con la realtà al quale aspira senza che sia un test per lo più con domande non attinenti agli studi, a decidere il passaggio di uno studente piuttosto che un altro. Per fortuna questa realtà non ci tocca personalmente visto che è circoscritta alla facoltà di Medicina e di Professioni sanitarie e pochi altri corsi di laurea, ma ciò nonostante ci battiamo affinché il numero chiuso sia debellato anche per questo tipo di professioni. Riteniamo questo strumento fuorviante, soggettivo, un oltraggio alla democrazia e soprattutto alla meritocrazia.

10267776_583011578464189_4763765674245769030_n[1]Per quale motivo non Vi siete presentati con la lista “Sinistra per…”? L’unione non dovrebbe fare la forza?

Anche se entrambe le liste si rifanno a valori di sinistra le pratiche ci dividono. Noi aderiamo alla lista nazionale unione degli universitari e abbiamo un approccio meno “movimentista” del loro che invece fanno parte della lista nazionale link. Un esempio significativo può essere l’uso del ricorso al tar che noi portiamo avanti per l’abolizione del numero chiuso e che sinistra per… non riconosce e ostacola.

Ci sono state scorrettezze nei Vostri confronti da parte delle altre liste? Come avete reagito? In cosa consistevano questi atteggiamenti?

Consideriamo un atto di bullismo ma soprattutto un’offesa alla democrazia quello di staccare, coprire o scarabocchiare i manifesti degli altri, perché deve essere lasciata piena libertà ad ogni singolo studente di esprimere il proprio consenso per una lista piuttosto che per un’altra e ad ogni candidato di esprimere il proprio pensiero, di far conoscere a tutti il proprio lavoro e il proprio progetto, e in generale di espandere la propria personalità.

Altra scorrettezza che abbiamo evidenziato è stata fatta dall’associazione Universitas nella pubblicazione delle liste agli organi centrali di Ateneo che, utilizzando impropriamente l’uso del “detto”, ha sostituito alla possibilità di indicare per ciascun candidato un nomignolo, nomi di esponenti di spicco dell’associazione: Grassi, Godani e Stas, tutti impossibilitati a presentare come candidati. Nei tempi a noi concessi ci siamo recati presso l’ufficio elettorale dell’Università di Pisa per segnalare questa farsa, scrivendo anche una lettera al Magnifico Rettore di Pisa Massimo Augello.

Ringraziamo Diritti A Sinistra, e in particolar modo Martina Cimino, Mirko Pellegrini e Antonio di Buono, per il tempo concessoci, augurandogli un buon lavoro. Ci risentiremo presto, subito dopo le elezioni di Maggio!

Matteo Taccola

matteo.taccola@uninfonews.it