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Elezioni in Croazia: A.A.A. vincitore cercasi

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L’esito incerto preannunciato dai sondaggi ha spinto i croati ad andare a votare.
Infatti l’affluenza ha raggiunto quasi il 61%, che in Croazia, specialmente negli ultimi anni, è da considerarsi un’enormità.

Per il resto il risultato di queste elezioni non è per niente chiaro.
Certamente la Crozia ha voltato le spalle a Milanovic, ma anche Karamarko è ben lontano dalla maggioranza assoluta.
Tra i due litiganti il terzo, Božo Petrov, non può affatto lamentarsi, ma nemmeno lui è il vincitore.
Quindi, per il momento, non si sa ancora chi sarà a guidare il nuovo governo.

Ma andiamo con ordine, partiamo dai risultati.

 

Risultati definitivi con copertura del 100% dei seggi:

grafico2

Affluenza: 60.83% (che per la Croazia è alta)
Hanno votato circa 2 milioni e mezzo di persone.

Domoljubna 56+3 seggi
Hrvatska Raste 56 seggi
MOST 19 seggi
Minoranze linguistiche 8 seggi
IDS 3 seggi
HDSSB 2 seggi
BM 365 2 seggi
Uspješna Hrvatska 1 seggio

Zivi Zid  1 seggio

I seggi in parlamento sono in totale 151, 140 assegnati al voto in Croazia, 8 riservati alle minoranze linguistiche e 3 assegnati al voto dei croati all’estero (si è votato da ben 48 paesi stranieri).
La maggioranza assoluta è raggiunta con 76 seggi.

treleader

Sulla sinistra Tomislav Karamarko, candidato conservatore della Domoljubna Koalicija, in mezzo Božo Petrov, candidato indipendente del MOST e sulla destra Zoran Milanović, candidato socialdemocratico della Hrvatska Raste.

-La Domoljubna Koalicija (“Coalizione Patriottica”) è la coalizione dell’Unione Democratica Croata (HDZ), partito conservatore di Tomislav Karamarko.
Karmarko ieri sera, non appena ha capito di essere leggermente in vantaggio su Milanovic, si è proclamato vincitore.
In realtà, se si guarda ai seggi assegnati in Croazia, la Domoljubna non ha ottenuto nemmeno un seggio in più della rivale Hrvatska Raste (cioè 56).
A fare la differenza sono stati i 3 seggi assegnati al voto all’estero, tutti aggiudicati alla coalizione di Karamarko, che gode di un consenso bulgaro (85,75%) tra gli emigrati.
In ogni caso, pur avendo ottenuto la maggioranza relativa con 59 seggi, la coalizione conservatrice resta lontana dalla maggioranza assoluta (76 seggi) necessaria alla formazione del governo.
Tale obiettivo rimarrebbe irraggiungibile anche qualora gli altri due partiti di destra, l’HDSSB e lo Zivi Zid, venissero in aiuto con i loro 3 seggi complessivi (ipotesi comunque improbabile posto che lo Zivi Zid ha posizioni molto più radicali ed euroscettiche).
Consapevole di tale situazione, Karamarko nel suo discorso si è detto disposto a collaborare con tutti coloro che vogliano il cambiamento per la Croazia, rivolgendosi implicitamente al partito degli indipendenti “MOST”.

-La Hrvatska Raste (“La Croazia Sta Crescendo”) è la coalizione del Partito Socialdemocratico di Croazia (SDP), partito di centro-sinistra del premier uscente Zoran Milanović.
Al premier uscente non è bastato il “risultato” dell’uscita dalla crisi economica durante il suo mandato per mantenere i consensi dell’elettorato.
Probabilmente da un lato i timori per il crescente afflusso di immigrati e rifugiati provenienti da oriente e dall’altro la comparsa sul piano politico nazionale della lista indipendente MOST hanno allontanato diversi elettori dal SDP.
Nonostante il rilevante calo dei consensi, ieri sera Milanović si è detto tutto sommato soddisfatto perché la distanza tra lui è Karamarko non è poi così rilevante e anzi si è proposto come partner di governo al giovane leader di MOST Božo Petrov.
Mossa che non stupisce posto che, anche con tutti gli altri partiti di centro-sinistra al suo fianco, il leader del SDP al massimo potrebbe arrivare a 70 seggi (infatti secondo RaiNews potrebbe contare sui seggi delle minoranze linguistiche e dell’IDS, e, secondo me, anche su quelli di Bandić Milan 365 e di Uspješna Hrvatska, formazioni nate da scissioni dal SDP).

MOST è il “Ponte delle Liste Indipendenti”, partito fondato dal giovane trentaseienne Božo Petrov, Sindaco della città dalmata di Metkovic, che unisce varie liste indipendenti locali.
Si caratterizza per posizioni liberiste in ambito economico, con l’intento principale di contenere la spesa pubblica (in particolare tagliando drasticamente i costi della politica) e di ridurre la tassazione.

Tra la sconfitta di Milanović e la non vittoria di Karamarko, è certamente Božo Petrov a poter festeggiare un grande successo che dal nulla porta il suo partito ad essere il terzo a livello nazionale e lo mette in posizione di contare davvero nella formazione del nuovo governo.

ALTRI CENTRO-SINISTRA
IDS è la “Dieta Democratica Istriana” partito di centro-sinistra che tutela il bilinguismo istriano; “Bandić Milan 365” è il partito personale di Milan Bandić, Sindaco di Zagabria da quasi 15 anni, che è stato membro del SDP; Uspješna Hrvatska (“Croazia vincente”) è una nuova piccola coalizione nata da una scissione da un partito di centro-sinistra alleato del SDP.

ALTRI CENTRO-DESTRA
L’HDSSB (“Alleanza Democratica Croata di Slavonia e Barania”) è un partito conservatore “slavonista”; Zivi Zid (“Muro vivente”) è un partito nazionalista ed euroscettico.

Il risultato elettorale non permette quindi di indicare un completo vincitore.
Certamente chi si trova nella situazione di maggior vantaggio, al momento, è Božo Petrov.
Infatti il giovane leader a questo punto ha un’occasione unica per dettare le proprie condizioni e decidere con chi andare al governo alleandosi con l’una o con l’altra coalizione, sulla base di un accordo programmatico.
Unico ostacolo è l’impegno, che aveva preso in campagna elettorale, di non allearsi né con Karamarko né con Milanović.
Proseguendo con questa strategia il MOST rischia però di perdere l’occasione di essere protagonista principale nel nuovo governo e di essere messo all’angolo dagli altri partiti, costretti a soluzioni di larghe intese.
In ogni caso le prossime mosse di Petrov saranno decisive.

In effetti dal risultato di queste elezioni una sola cosa è emersa chiaramente: i Croati saranno pure indecisi su chi debba governare, ma su una cosa sono più che sicuri, chiunque governi deve prima chiedere il permesso a Božo Petrov.