21 Settembre 2020

Data la mia scarsa conoscenza tecnica torno a scrivere di musica solo quando mi sento davvero ispirato. E sarà forse l’effetto che mi riserva tornare sui libri, o magari sarà perché talvolta mi sento circondato da criticoni nonsense, ma quello di oggi è un commento che mi andava di fare da un po’ di tempo.

È tutta l’estate che il mio orecchio viene martellato da due canzoni in particolare: “Vorrei ma non posto” e “Andiamo a comandare”, la seconda non m’interessa se non per puro spirito goliardico, la prima invece sì e molto. Esatto, è di Fedez che voglio parlare, e forse in un certo qual modo è solo una scusa per parlar d’altro.


Federico Leonardo Lucia, rapper e produttore di Buccinasco cresciuto a dischi e Youtube, con una smodata passione per i tatuaggi e molte altre cose che danno meno nell’occhio. Che Fedez nel suo campo sia un genio è –secondo me- indiscutibile, forse chi dice il contrario lo fa perché mosso da una qualche forma di invidia o ignoranza, e credetemi non è neppure il mio genere prediletto, ma questo non cambia il mio rispetto per quello che è riuscito a fare con Newtopia, la sua etichetta. Detto questo, de gustibus –musicali- non disputandum est.

Ma teniamo fuori Giulio Cesare e torniamo a Fedez. Per me anche Berlusconi nel suo ambito è un genio, e non direi una bugia affermando che non tutti ne hanno una grande stima. Ecco, credo che l’esempio di Berlusconi sia perfetto sia per rendere le mille sfaccettature di gradimento che il popolo riserva all’artista in questione, sia per comprendere meglio di cosa stiamo parlando.

Il logo di Newtopia
Il logo di Newtopia

E dopo tutto ad essere onesti queste pagine altro non sono che la storia di un’ambivalenza, quella verso Fedez, un perfetto odi et amo. Vi racconto il perché.

Da buon studente di economia e appassionato di politica sono un amante dei sondaggi, del marketing ad ogni livello, delle strategie di comunicazione e di qualsiasi dato da cui si possa estrarre una spiegazione della realtà o un’idea sul come far leva su un comportamento sociale. Ma si sa, una parte imprescindibile dell’amare passa dal conoscere ogni pregio e difetto, limite e potenzialità della persona amata. Questa norma è tanto buona nelle relazioni amorose quanto nelle nostre passioni quotidiane. Ecco perché pur amando tutto questo mondo devo riconoscerne i limiti.

Proprio a causa di queste mie strane passioni spesso mi interesso delle tendenze principali in campo artistico e culturale, lo faccio in un modo piuttosto attento e distaccato, ma soprattutto lo faccio per un motivo: capire qualcosa di più del mondo in cui viviamo. Proprio con questa ratio spesso vengo attratto da cose di cui normalmente –cioè con riguardo esclusivo ai miei gusti- non m’interesserei. L’esempio in questione è molto semplice. Quando ad inizio estate mi sono andato a guardare il nuovo video di Fedez e J-Ax, la canzone di per sé mi ha fatto schifo, lo dico sinceramente. Altrettanto sinceramente il pensiero successivo vedendo nel video un Cornetto Algida è stato:

– Non mi dire che questi pensano di fare di questa merda la canzone dell’estate


Stop. Passa il tempo, non so quanto, ricordo che ero a casa di mia nonna per pranzo, passano le pubblicità mentre parliamo, non ci faccio caso, non le guardo neppure. Finisco di mangiare ed entrando nel bagno mi fermo davanti allo specchio a lavarmi le mani canticchiando. Esatto, avete indovinato, stavo cantando proprio quella canzone. È bastato un ascolto di sfuggita, inserito al punto giusto, con immagini giuste, nella pubblicità-simbolo dell’estate –quella del Cornetto- per farmi canticchiare una canzone che consciamente ad un primo ascolto ho ritenuto orrenda.

Se poi aggiungiamo a questa storia infelice il fatto che adesso trovi “Vorrei ma non posto” pure molto orecchiabile, questo vi dovrebbe dare ad intendere l’enorme potenziale che il mondo della comunicazione ha sulle nostre vite. Immaginate ad esempio l’enorme effetto che queste tecniche commerciali possono avere se traslate ad esempio sulla politica anziché sull’arte, che poi è un concetto molto vicino al populismo (non a caso Fedez ha chiamato il suo album più famoso pop-hoolista). Ma tranquilli, non è di questo che voglio parlare, o mi perderei in un mare davvero troppo sconfinato.

Ci sono tanti modi di ascoltare la musica, io personalmente oscillo tra una spasmodica ricerca di ispirazione, fino ad una più banale volontà di svagarmi. È quello che fanno in tanti, dipende dal momento che prendiamo in considerazione. Se siamo tristi, se siamo felici, innamorati, oppure apatici. Non si può essere categorici sui gusti musicali, non sopporto quelli che se non ascolti “La Musica” neppure ti rivolgono parola. Etichettare qualcuno perché ascolta Fedez piuttosto che i Pink Floyd è un processo mentale davvero fastidioso.

Tuttavia, e qui torniamo al punto, c’è da fare un distinguo molto importante. Oggi il mondo della musica si muove in tante direzioni, come tutto il resto delle cose, lo sappiamo, la realtà sta diventando sempre più complessa, orientarsi è sempre più difficile per tutti. E questo il mercato lo sa, ma ancor prima del mercato lo sanno i discografici. E dunque ecco Fedez, Rovazzi, Greta Menchi, tutti personaggi usciti da Youtube. Tutti personaggi di Newtopia. Avete presente invece Sofia Viscardi? La giovane youtuber che ha pubblicato un libro con Mondadori dal titolo “Succede”. Beh, ci fa piacere saperlo, direte voi, e ci sarebbero tanti altri nomi da citare, come tutti gli youtubers, o il caso sempre più frequente dei personaggi famosi sui social –come lo squallido Il Pagante– che finiscono sotto la Universal o la Warner. Ma che ci combina?

Queste dinamiche ci stanno lanciando un chiaro segnale, le case discografiche, così come le case editrici, anche in Italia, stanno investendo in due direzioni principali: gli artisti talentuosi da far diventare famosi, come peraltro è sempre stato, e i personaggi già famosi che vendono grazie alla loro immagine. Ci sono artisti, musicisti e scrittori che sono geniali e meritano di essere diffusi. Ce ne sono altri che invece sono già famosi (youtubers, fashion blogger, personaggi televisivi e così via) e la loro immagine viene sfruttata e diffusa a scopo di lucro.

Mi viene da pensare che Fedez questo l’abbia annusato prima di tanti. Per questo lo trovo davvero geniale, così come Berlusconi aveva fiutato prima di tutti in Italia il potenziale della tv commerciale. Commerciale, appunto, non un qualcosa di strettamente culturale ma qualcosa di pop.

Però occorre fare attenzione prima di lanciar simili azzardi, non è forse vero che il pop non è che una forma di cultura alla portata di tutti? Certo, e proprio per questo suo carattere di diffusione popolare la pop music ha bisogno di seguire più di ogni altro genere le logiche del commercio, del mercato. E quindi diventa un prodotto, un prodotto atto a soddisfare un bisogno preciso.

Una canzone pop in senso stretto non può essere che pensata per piacere, per piacere a tutti, e forse, almeno in potenza, a chiunque. È qui che entriamo nel genio di Fedez, non è forse geniale sfruttare questo meccanismo della società dei consumi per dire quello che si vuole? Pensateci bene, è davvero così facile trovare un linguaggio per esprimere idee ed emozioni proprie –magari anche banali- ma che possano essere facilmente recepite da tutti? Ecco, chi fa pop in questo senso per me è un genio. E Fedez l’ha brillantemente dimostrato in una canzone precisa: “L’amore eternit. Perché di questa canzone si può dire di tutto, può piacere o no, ma che sia la canzone di un’artista che vuole comunicare al mondo le proprie emozioni mi sembra un’opinione decisamente condivisibile.

Allora è in questa logica che dev’essere inquadrata anche “Vorrei ma non posto”? La risposta in questo caso è diversa per un semplice fatto, il produttore non è Fedez, né tantomeno J-ax, ma Takagi insieme a Ketra, gli stessi produttori del singolo di punta della scorsa estate, “Roma-Bangkok”. Dunque stavolta Fedez e Lo Zio Ax (Cioè J-Ax) sono stati forse investiti ufficialmente dalla Sony Music, o da chiunque altro goda del privilegio di decidere cosa ascolteremo per tutta l’estate, del ruolo di portabandiera della “stagione dei cornetti”.

Ovviamente non sono mancate le polemiche tra Fedez, Salvini, i rettori delle università, gli stessi universitari e chi più si è sentito ingiustamente citato e deriso nel testo. Ma tutto questo c’è sempre stato, si sa, Gasparri che chiama Fedez “il coso colorato” ormai è una scena di quotidianità su Twitter, idem i litigi con Salvini. E d’altro canto anche Fedez fa bene a dire quello che gli va di dire, è nella sua libertà farlo.

screen

Piuttosto quello che mi lascia perplesso -ma non sorpreso- è ben altro. Qualche tempo fa ho chiesto ad una bambina di 10 anni se sapesse chi è Chiara Ferragni. Perché? Certo, ho un po’ esagerato forse.

          – Scusa ma lo sai chi è Chiara Ferragni?

          – No – ha risposto lei.

          – E allora perché canti sempre una frase su di una persona che non conosci?

          – Beh, perché la sento alla radio e su Youtube. Chiunque sia lei chi se ne frega. –

Che saggia bambina. È questa la risposta più vera che abbia mai sentito. La verità è che quando un prodotto diventa così diffuso nessuno si preoccupa di capirlo. Lo si accetta per com’è. E forse da capire non c’è nemmeno niente, l’obiettivo che si pongono canzoni del genere è far leva sulla quotidianità. Salvini, Ferragni, Vuitton, Facebook, Instagram, che ne sanno i nati nel duemila, esami, università, estate, Iphone, si fa a gara a chi ce l’ha più grosso, postare, reggiseno, Groupon, mare, nazional-popolare, la voglia di cantare che non passa, selfie, è più importante vivere che condividere, ma non lo facciamo. Tutto questo può sembrare molto scontato, e quasi incoerente pronunciato da chi sui social ci passa le giornate, come Fedez e compagnia, ma il messaggio che arriva all’ascoltatore è veramente geniale dal punto di vista commerciale, perché parla di tutti. Ognuno di noi ci si potrebbe rivedere. È una perfetta macchina da lucro, niente più, niente di meno.

La domanda da farsi a questo punto è proprio questa, qual è il segreto del successo di questa canzone? Perché le case discografiche e le case editrici producono youtubers e fashion blogger? Guardatevi d’intorno, pensate alle vostre giornate, pensate alle relazioni che avete. La verità forse è che siamo afflitti dalla voglia di apparire tanto criticata nel brano. Così criticata che finisce per ottenere l’effetto contrario e farcela piacere tutta questa smania d’apparire. Questo risulta davvero pesante da ammettere, ma è così che va. La differenza è che Fedez e altri con questo meccanismo ci hanno costruito il lavoro della vita. Noi no, e sempre a differenza nostra lui può dire quello che vuole senza troppi problemi. Che sia giusto o sbagliato l’opinione di Fedez agli occhi degli altri conta almeno dieci volte di più della mia o di un’altra persona con molta più cultura di me e lui messi insieme.

Tutto questo vi spaventa? Vi atterrisce? Fatevene una ragione, ma la prossima volta prima di fare il mio errore e di catalogare la sua musica come merda senza ragione di esistere fateci un pensierino, che nulla ai nostri tempi è lasciato al caso.

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