20 Febbraio 2020

Conosco Jacopo Mauriello oramai da quasi cinque anni, da quando si presentò quattordicenne al Liceo Classico di Livorno un po’ spaesato dal nuovo ambiente scolastico ma già animato da una grande personalità; ragazzo estroverso e con tanta passione per il Cinema, Jacopo si è velocemente messo in gioco realizzando brevi video clip di notevole pregio insieme ai suoi amici di sempre, ispirati alle pellicole dell’immortale Tarantino e caricate già da diverso tempo su Youtube.

La sua più grande ambizione  è sempre stata quello di dirigere e girare un vero e proprio cortometraggio ed oggi, con l’uscita de “I Numeri Uno”, possiamo dire che il sogno è diventato concreta realtà; mi accingo quindi a presentare questo giovane attore, regista e studente, alle prese con il terribile ultimo anno di scuola, la scelta della facoltà universitaria e la strada da percorrere per costruire il suo futuro.


1185119_10200267729437058_1853523087_n(Direttamente dal Set dei I Numeri Uno)

Ciao Jacopo! E’ un piacere rivederti! Parlaci un po’ di questa tua passione per il cinema, come è nata, come ti ha ispirato nella realizzazione dei video clip e del corto

Ciao Giulio, come prima cosa permettimi di ringraziare te e Uni Info News per avermi dato la possibilità di far sentire la mia voce fuori da Livorno.

Per rispondere alla tua domanda, mi è difficile definire come e quando sia nato l’amore per il cinema. Mi ricordo che già a 6 anni facevo impazzire i miei riconoscendo ogni attore e ricordandomi film a memoria involontariamente; credo che questa conoscenza da autodidatta, mi abbia permesso di scrivere e girare un cortometraggio, modesto ma che si difende…Considerando anche il budget zero.

E come mai questo amore per Tarantino? E soprattutto per lui o per i suoi film? Prendi spunto da altri registi?

Credo che Tarantino sia il miglior regista degli ultimi 20 anni, non solo per l’eccezionale capacità di regia ma anche per la genialità delle sue sceneggiature e personaggi.


Oltre a questi ovvi motivi, probabilmente, in Tarantino vedo quello che vorrei essere: un regista animato da un grande genio creativo,armato della sua conoscenza autodidattica e una cinefilia maniacale. Comunque, innegabili fonti di ispirazione sono altri mostri sacri del cinema come Cronenberg, Fulci e Sergio Leone: un occhio attento può individuare la citazione a “Giù la testa” all’inizio del cortometraggio.

Come sei riuscito a coinvolgere i tuoi amici in queste avventure?

Fortunatamente, chi più chi meno, i miei amici condividono l’interesse per il cinema e si divertono come matti a fare video e cortometraggi. Quindi non è stato difficile.

Ti è rimasto impresso un particolare specifico nella realizzazione di questi video clip ?

Bhè, conservo il ricordo di ogni lavoro che abbiamo fatto perché ogni volta succede qualcosa di divertente come ad esempio quando sono soffocato con il Rum e abbiamo dovuto interrompere la scena nel video di Kill Bill oppure quando abbiamo girato le scene allo stadio ne I NUMERI UNO. Ogni minuto è carico di risate e imprevisti.

E Spiegaci ora la genesi di questo corto…”I Numeri Uno”, cosa significa?

Dopo esserci cimentati nei video clip il nostro videotecaro di fiducia ci consigliò di creare qualcosa di nostro e passare al cortometraggio.

Così, dato che ho molta fantasia, mi misi a scrivere una storia con eventi e personaggi originali senza dimenticare le nostre origini filo-tarantiniane e quindi il corto pur mantenendo un’originalità nella trama è stracolmo di citazioni alle opere di Tarantino, dai vestiti, agli oggetti, ai nomi delle strade.

Per quanto riguarda il titolo non posso rivelarti nulla perché il finale gioca su questa frase.

Parlaci in breve della sua trama

La trama è molto semplice ispirata a uno dei miei film preferiti: Pulp Fiction. Un boss malavitoso invia due dei suoi uomini a recuperare una valigetta dal contenuto misterioso, i due si ritroveranno mille imprevisti nell’adempimento della missione.

A differenza di Pulp Fiction i due protagonisti sono dei pesci piccoli, l’ultima ruota del carro dell’organizzazione criminale di cui fanno parte, e quando il Boss gli affiderà una missione così importate definendoli i suoi Numero Uno, rimangono piacevolmente sorpresi. Scoprirete poi, che nulla avviene per caso e dietro a questo grande onore di “Numero Uno” del Boss si nasconde una brutta sorpresa.

E’ stato difficile girarlo? Come sei riuscito a rapportarti con un mondo, quello del Cinema, che sembra essere distante anni luce da Livorno?

Devo ammettere che nelle riprese non ci sono state particolari difficoltà, ho trovato una grande disponibilità dai miei attori, dagli operatori e dalle persone che ci hanno ospitato.

Le difficoltà sono arrivate in fase di montaggio e pubblicazione su internet dove ci siamo trovati davanti ad una vera e proprio odissea fatta di Pixel, effetti speciali e programmi ostici. Queste pecche nel video e negli effetti ci hanno rattristato non poco ma essendo la nostra prima volta abbiamo deciso di non piangere sul latte versato ma di adoperarci per risolvere questi problemi in modo che non si ripresentino nel prossimo cortometraggio.

Livorno non è certamente Roma, ma ci sono più persone di quante si pensi dedite alla realizzazione di video, cortometraggi, webseries, ecc. Ad esempio ho preso parte come attore a due cortometraggi di altri due registi.

Ed ora?  Progetti futuri?

Ho già scritto un corto Horror e mi sono adoperato per eliminare tutte quelle carenze di attrezzatura che penalizzano molto I NUMERI UNO… dagli effetti speciali meno caserecci a una qualità video e audio superiore. Posso anticiparvi che in questo corto mi sono ritagliato un piccolo ruolo come attore in modo da poter stare più dietro alla telecamera e curare meglio la regia.

Cosa consigli ai tanti ragazzi della tua età che hanno un sogno simile al tuo?

La domanda mi suona molto strana perché anche io sono un ragazzo e non ho ancora concretizzato nulla nella vita, nemmeno l’esame di maturità, però posso dire a chiunque abbia questa passione che la creatività è tutto, se non ce l’avete vi sconsiglio questo settore, ma se siete creativi trovate collaboratori, persone che vi appoggiano e la volontà di andare avanti. Seguite il vostro sogno anche se a scoraggiarvi sono i vostri stessi genitori, come nel mio caso, coltivate la vostra passione e fatelo sempre divertendovi perché prima di ogni altra cosa viene il sorriso.

Vuoi ringraziare qualcuno per il supporto dato?

Il primo grazie va al mio socio, fratello e mamma Lorenzo Paci, per il quale nutro una stima immensa e non immagino nessun altro con cui potrei fare questi lavori. Inoltre il cameraman Roberto Guideri, nonché nonno di Lorenzo, che nonostante l’età ci ha seguito in ogni luogo ad ogni ora con la massima disponibilità assecondando le nostre richieste e dandoci utili consigli.

Grazie anche a tutti gli attori improvvisati, gente comune che tra la scuola e il lavoro a saputo trovare il tempo e la voglia di divertirsi con noi. Grazie alla videoteca VIDEODROME e al NELSON TAVERN per l’ospitalità.

Ringraziamo quindi Jacopo Mauriello per la disponibilità, vi invitiamo quindi a guardare il suo corto …”I Numeri Uno” aspettano solo e soltanto la vostra visione!

JacopinoJacopo ( A sinistra) in compagnia di Lorenzo(A destra), suo grande amico e compagno d’avventure

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Giulio Profeta
Giulio Profeta

Avvocato, livornese.
Sono uno dei fondatori del progetto "Uni Info News", nonché attuale presidente dell'associazione; ho avuto l'idea di buttarmi in questa avventura per promuovere uno stile di vita attivo fra tanti miei coetanei, all'insegna del confronto come motore di crescita personale.

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1 thought on “Il cinema amatoriale a Livorno: intervista a Jacopo Mauriello

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