23 Maggio 2022

Giunge finalmente al debutto, dopo il rinvio a causa della chiusura dei teatri nel marzo 2020, Napoli milionaria, il capolavoro di Nino Rota ed Eduardo De Filippo inizialmente previsto per la stagione lirica 2019-2020 e che la situazione legata all’emergenza covid ha fatto slittare fino ad oggi. Due le recite in programma al Teatro Goldoni, sabato 12 marzo alle ore 20.30 e domenica 13 marzo con inizio alle ore 16.

Questa messa in scena è frutto della coproduzione tra il Teatro del Giglio (capofila), Teatro Goldoni di Livorno e Teatro Verdi di Pisa, e riprende l’allestimento del 2013 che tanto successo di pubblico e di critica ebbe nella sua tournée. Lo spettacolo viene proposto al pubblico in tutta la freschezza giovanile di LTL Opera Studio – il laboratorio permanente di formazione, specializzazione e perfezionamento per le professioni del teatro musicale che ormai dal 2001 unisce i tre Teatri di Tradizione della costa toscana, Lucca, Pisa, Livorno.


Con Napoli milionaria la lirica incontra la grande prosa nel segno di due artisti straordinari che ci hanno regalato – ciascuno nel proprio campo – opere indimenticabili capaci di parlare oggi come allora al grande pubblico: come dimenticare quella notte senza fine legata agli orrori ed alla desolazione che la guerra porta con sé richiamata proprio al termine della commedia? E’ il celeberrimo «Ha da passà à nuttata» pronunciato dal protagonista della vicenda, Gennaio Jovine, reduce dai campi di concentramento, che però verrà sostituito nell’opera lirica da Eduardo da un’altra frase ancora più amara: «La guerra non è finita. Non è finito niente». Una tragica constatazione che assume proprio in questi giorni una terribile forza ed attualità.

Alla sua prima esecuzione assoluta a Spoleto il 22 giugno 1977, Napoli milionaria fece scalpore per i suoi tratti così diversi dalla commedia omonima a cui il pubblico era abituato. Il libretto è più cupo della versione teatrale, e la musica di Nino Rota (famoso per le sue colonne sonore dei film di Federico Fellini e Luchino Visconti) lo pervade di un’intensa emozione. De Filippo, resosi conto del degrado di valori seguito alla guerra, rivisitò il testo teatrale e creò una drammaturgia ormai disillusa, che narra lo scivolare verso il basso della dignità umana. Nino Rota, dal canto suo, rese in musica l’affresco di una Napoli dall’umanità ferita e fragile, povera non solo materialmente, che comincia a portare i segni di un’inconsapevole rovina interiore.

Argomenti e situazioni che saranno musicalmente resi in questa edizione dal direttore d’orchestra Jonathan Brandani che ha all’attivo una brillante carriera internazionale, sul podio dell’OGI – Orchestra Giovanile Italiana. Al regista Fabio Sparvoli, che ha lavorato a lungo a fianco di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano e negli anni ha intrapreso una carriera internazionale di grande successo dedicata prevalentemente alla regia lirica, il compito di formare e portare al debutto i giovani interpreti di Napoli milionaria, che ha necessità di artisti che siano paritariamente e cantanti e attori. «La difficoltà di questa messa in scena – ha affermato Sparvoli – è stata soprattutto quella di non farsi condizionare da modelli prettamente eduardiani, cercando di uscire da uno schema ‘regionale’ e rendendo universale il testo dove questi esseri umani lottano, amano, vivono grandi passioni ed altrettante amarezze e delusioni, sempre lo sguardo e l’anima proiettati al domani. Credo fermamente che questo di Eduardo sia un testo universale, capace di cogliere, oggi più che mai, un importante messaggio di solidarietà, spesso però dimenticato da tutti noi

A completamento del team creativo, l’Ensemble vocale del Progetto LTL Opera Studio diretto da Riccardo Mascia. Le scene sono firmate da Alessandra Torella; i costumi, sempre di Alessandra Torella, sono ripresi per questa produzione da Rosanna Monti. Marco Minghetti ha firmato le luci dello spettacolo.

La scelta degli interpreti, che si alternano nelle varie recite, è il risultato del progetto LTL Opera Studio 2019. Questa la distribuzione del cast nelle due recite: Alfonso Michele Ciulla Gennaro Iovine, Elena Memoli / Valentina Iannone Amalia, sua moglie, Gesua Gallifoco / Viola Sofia Nisio Maria Rosaria, loro figlia, Andrea Galli / Daniele Adriani Amedeo, loro figlio, Alessandro Fantoni / Francesco Fortes Errico “Settebellizze”, Yuri Miscante Guerra Peppe ‘o cricco, Lorenzo Liberali Riccardo Spasiano, ragioniere, Niccolò Casi Federico, Alessandro Ceccarini ‘O miezzo Prevete’, Mauro Secci Pascalino ‘o pittore’, Gianluca Tumino Il Brigadiere Ciappa, Aran Matsuda Johnny, sergente americano, Antonia Fino Adelaide Schiano, Rebecca Pieri / Lucia Conte Assunta, sua nipote, Adina Vilichi Donna Peppenella, Maria Chiara Vigoriti Donna Vincenza, Emma Carlotti Rituccia, l’ultima figlia di Gennaro (7 anni).

 

Biglietti ancora disponibili per entrambe le rappresentazioni presso il botteghino del Goldoni (tel. 0586 204290), aperto il martedì e giovedì ore 10/13 e il mercoledì, venerdì e sabato ore 16.30/19.30. La vendita dei biglietti è anche online su www.goldoniteatro.it. Si ricorda che per accedere in Teatro è necessario il green pass rinforzato ed indossare la mascherina ffp2.


 

 

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Chiara Sabbatini

Nata a Livorno il 25/09/1995 e laureata in Scienze dei Beni Culturali all'Università di Pisa. Coltivo da sempre una passione per l'arte e la letteratura, amo il cinema e il teatro e scrivo poesie nel tempo libero. Viaggiare mi affascina e non perdo occasione di ampliare i miei orizzonti. Fare del mio diletto, la giornalista, una professione, sarebbe un sogno che si avvera. Spero di appassionarvi con i miei articoli legati al campo dell'Arte e della Cultura.

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