13 Dicembre 2019

Siamo alle porte del 2014. E’ stato un anno ricchissimo di avvenimenti, la scena politica internazionale ha incontrato mutamenti di enorme rilevanza ed è quindi opportuno guardare un po’ a ritroso. Come collaboratori di Uni Info News, abbiamo tentato un esperimento: sulla scia di quanto già da anni proposto dalla rivista “Time”, proveremo anche noi ad eleggere il Personaggio dell’anno.

Abbiamo chiesto a tre persone diverse, e di diversa sensibilità politica, di stabilire un podio, per così dire, dei personaggi più influenti dell’anno, con motivazioni non più lunghe di 10 righe come criterio indicativo.

Giulio Profeta
1°: Vladimir Putin

(A seguito di alcune legittime critiche ricevute vorrei specificare un paio di punti; il discorso seguente su Putin si basa su una analisi del suo “attivismo” politico e della sua influenza in questo 2013, non abbraccia in alcun modo, come speravo fosse implicito, il merito delle sue scelte da me non condivise.
La scelta quindi di “premiare” un personaggio moralmente discutibile è solo da analizzare nel contesto della situazione, posto sulla stessa scia di quello del Time e della sua iniziativa, la quale in passato non ha esitato a nominare “Personaggio dell’anno” signori come Stalin(1939 e 1942), Hitler (1938) e George W. Bush (2000 e 2004).
Secondo il Time, e secondo la mia modestissima opinione, “Personaggio dell’anno” è colui il quale ha più influenzato e segnato l’anno appena trascorso, prescindendo da valutazioni di morale e di giudizio.
Se accadesse il contrario, d’altronde, ogni anno dovremmo premiare uomini e donne come Gino Strada di Emergency, la giovane Caterina, attaccata da nazi-animalisti, o Shamsia, la ragazza afghana sfigurata dall’acido solo perchè voleva studiare.
Questo non accade ed, anzi, è piuttosto raro che il Time premi personaggi alieni dalla politica)

 
Lo Zar della Russia conquista il primo posto per tutta una serie di vittorie politiche ottenute, partendo dal consolidamento della sua posizione di Presidente fino alla concessione di asilo al discusso Edward Snowden e alla nuova legge, da lui fortemente voluta, sulla “Propaganda Omosessuale”, punita ora con la reclusione.
Putin è riuscito, con una certa dose di machiavellismo politico, anche a preparare il terreno alle Olimpiadi Invernali di Sochi liberando diversi prigionieri politici tra cui le altrettanto discusse Femen; dulcis in fundo, è da ricordare come la determinazione russa abbia dissuaso gli Stati Uniti dall’attaccare la Siria, come aveva preannunciato a vuoto Obama.

2°: Papa Francesco
Papa Francesco I merita il secondo posto per la sua vasta opera di riforma della Chiesa, in contrasto con i Pontificati precedenti; le sue aperture nei confronti degli omosessuali e dei separati sono storiche, in grado di segnare davvero la storia della Chiesa Cattolica.
Purtroppo, Papa Francesco non ha ancora agito concretamente su molti fronti.
Prima di dare un giudizio più nitido sulle sue azioni si dovrebbe ancora far passare diverso tempo, d’altronde la Curia Cattolica potrebbe anche cogliere l’occasione per nascondere nuovamente tutti gli scandali emersi negli anni precedenti dietro la figura di un Papa esemplare, in un Gattopardesco “Occorre cambiare tutto perché non cambi niente”

3° : Angela Merkel
La donna più potente d’Europa merita  il terzo posto per il suo storico terzo trionfo alle ultime elezioni federali tedesche; “Angie” ha reso queste consultazioni popolari un vero e proprio referendum sulla sua persona, superandolo ampiamente e ottenendo oltre il 40% delle preferenze.
La Merkel non merita, a mio avviso, né il secondo posto né tantomeno il primo per due errori:

1)      Rendendo queste elezioni, de facto, un referendum sulla sua persona,  “Angie” ha drenato i consensi ai propri alleati liberali, non permettendo loro di entrare in Parlamento.
Ciò ha causato la “Grosse Koalition” con i SocialDemocratici, un passo indietro rispetto ai quattro anni precedenti.

2)      Le politiche economiche della Merkel sono tutte finalizzate ad ottenere il massimo nel breve periodo, in realtà come emerso anche oggi in un rapporto del “CEBR”(Centre for Economic Business Research)  la Germania è destinata a perdere nel giro di 15 anni massimo il proprio predominio sull’Europa.

 

Matteo Taccola
1°: Papa Francesco
Attuale Pontefice, non può non essere citato come volto 2013. Il 266iesimo Papa della Chiesa cattolica sta scuotendo quest’ultima dal torpore che sembrava averla assalita con il pontificato di Papa BenedettoXVI.
Non solo è fautore di un importante avvicinamento tra la Chiesa cattolica e le persone, ma chiede a gran voce un’economia volta non soltanto all’esclusivo profitto, ma che ricordi soprattutto l’umanità e i principi di carità e solidarietà reciproca, tant’è che per questo è diventato bersaglio dell’estrema destra statunitense e di alcuni esponenti del partito repubblicano americano.
Ha riformato la Curia, lo Ior, il Codice Penale vaticano, l’economia della Santa Sede, ha combattuto e combatte tutt’oggi la piega della pedofilia e dei comportamenti sessuali che alcuni esponenti del clero hanno messo in atto, approvando inoltre una Commissione per la protezione dei fanciulli.

2°: Malala Yousafzai.
Studentessa e attivista pakistana, più giovane candidata al Premio Nobel per la pace.
Malala è passata alla cronaca per il suo attivismo nella lotta per i diritti civili e per il diritto allo studio delle donne della città di Mingora, dove i talebani, veri padroni del territorio, avevano vietato tali libertà contrarie al loro credo.
Il 9 Ottombre del 2012 i talebani la feriscono gravemente mentre lei tornava da scuola, ma grazie alle cure mediche ricevute nell’ospedale militare di Peshawar e alla sua grande forza di volontà è sopravvissuta.
Divenuta secondo i talebani “simbolo degli infedeli e dell’oscenità” il leader dei terroristi ha minacciato ulteriori attentati, ma Malala, dopo essere stata trasferita a Londra, ha continuato il suo attivisimo.
Oltre alla candidatura per il Premio Nobel per la Pace, è stata insignita del Premio Sakharov per la libertà di pensiero.
In occasione del suo sedicesimo compleanno ha parlato al palazzo delle Nazioni Unite.

3°: Hassan Rohani.
Successore di Mahmud Ahmadinejad alla presidenza dell’Iran, favorevole anch’esso al programma nucleare sembra voler portare avanti una politica estera meno offensiva, più conciliante e incline al dialogo con gli altri Stati.
In politica interna sembra aver preparato una carta in cui vengono nominati diritti e tutele civili prima impensabili, inoltre ha attuato riforme importanti per rilanciare l’economia del suo Paese.
Storica è stata la sua visita a New York che ha portato ha un’apertura prima di allora impensabile tra l’Iran e gli Stati Uniti.
Pur portando avanti la tradizionale politica ostile contro Israele, si è dissociato dal suo predecessore riconoscendo l’olocausto e i crimini dei nazisti contro gli ebrei.
Si è dichiarato favorevole a una maggior inclusione delle donne nella società iraniana, a una maggior libertà di stampa tramite i vari mezzi di informazione, arrivando a criticare la televisione di Stato perché colpevole di trasmettere notizie irrilevanti trascurando quelle di maggiore spessore.

 

Leonardo Esposito Vangone
1°: Edward Snowden.
Il primo posto ritengo debba spettare a lui. Un atto temerario come il suo ha aperto, forse per la prima volta in questo secolo, un dialogo aperto sulla libertà dell’individuo dei nostri giorni, e nello specifico sulla libertà di informazione e sulla tutela della privacy in un mondo dominato da tecnologie in grado di accedere ai nostri dati sensibili. I governanti di tutto il mondo si sono dovuti interrogare sulle conseguenze delle loro azioni, sulla portata dei propri programmi di spionaggio e soprattutto di quelli statunitensi. In ultima istanza, un uomo solo ha riaperto il dibattito su un concetto che mai deve essere dato per assodato: la libertà.

2°: Wendy Davis.
Il secondo posto dovrebbe spettare a lei. Ancora una volta, la determinazione di una donna in grado di raggiungere risultati eccellenti: un esempio di buona politica. La senatrice in questione, nel rispetto delle leggi del Texas, ha parlato per più di 10 ore consecutive senza mangiare, bere, andare al bagno o anche soltanto sedersi; un ostruzionismo pagato sulla propria pelle. L’ostruzionismo è stato motivato dall’altrimenti imminente approvazione di una legge sull’aborto che, di fatto, avrebbe chiuso numerosissimi centri nello stato del Texas, per via di una regolamentazione troppo specifica ed esigente. La procedura di voto, grazie al suo intervento, è iniziata dopo la mezzanotte e quindi è stata considerata nulla. Il suo è un esempio di cui credo la politica italiana farebbe bene a trarre tesoro.

3°: Papa Francesco.
Che se ne parli bene o che se ne parli male – dice il detto – l’importante è che se ne parli. Papa Francesco è una figura che continua a far parlare molto di se’, soprattutto per la disarmante spontaneità con cui compie gesti di carità ed amore verso l’ultimo. Oltre a tutti i meriti che gli vengono giustamente tributati, citarlo al terzo posto, per quel che mi riguarda, è diretta conseguenza di un atto passato in sordina: l’invio di un documento preparatorio a numerosissime diocesi nel mondo in vista di un Sinodo straordinario avente per oggetto il diritto di famiglia: nel documento si sottolinea una evidente e straordinaria apertura verso i fedeli, pur rimanendo nel solco di una tradizione millenaria. Aprirsi, lo si ricordi, ad oggi non significa solo aprire agli omosessuali: significa anche aprire alle donne che hanno abortito, alle ragazze madri, a uomini e donne divorziati. Il cammino tracciato credo sia quello giusto.

 

Alla luce delle valutazioni compiute, Uni Info News dichiara come proprio personaggio dell’anno Papa Francesco.

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3 thoughts on “Il personaggio dell’anno secondo Uni Info News

  1. Allora intervengo in quanto tirato in causa da Christian.
    La classifica “il personaggio dell’anno” stilata da Times, a cui l’articolo si rifaceva abbastanza esplicitamente, include uomini e donne diversi, di diverso orientamento politico e dal diverso spessore morale; tanto per darti l’idea, Times è arrivato a premiare nei decenni passati anche Stalin e Nixon, non certo due persone “ammodo”.
    Ora, io non simpatizzo per Putin, avrei votato Spd e sono ateo.
    La tua fretta nel giudicarmi, oltre ad essere un “tantino” offensiva non tiene conto che queste tre persone da me scelte nel bene e nel male hanno segnato questo 2013.
    Avrei volentieri e con gioia premiato Obama ma cosa ha fatto ?
    Lo stesso dicasi per Hollande, è riuscito a produrre qualcosa?
    I SocialDemocratici tedeschi hanno vinto?
    A te la risposta.
    P.S. un consiglio, prima di dare giudizi quasi fossi un giudice rifletterei, soprattutto sul fatto che Putin, che ripeto a me non piace e di cui non condivido quasi nulla, è stato votato due anni fa da quasi il 60% del popolo russo.
    La stessa discriminazione omosessuale, che da sostenitore dei matrimoni gay non condivido, è vista con favore da larga parte dei russi.
    Bollare il tutto come “bassa coscienza sociale di un paese” mi sembra un tantino da radical chic

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