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Torna, ricco di sorprese, il nostro acclamato sondaggio! Torna il Renzometro di Uni Info News!

Dalla scorsa rilevazione, due mesi fa, il mondo della politica ha dovuto affrontare un’infinità di questioni: dalla vicenda di Roma e del Sindaco Marino, al successo dell’Expo, passando per i viaggi presidenziali, le alluvioni, le riforme e la finanziaria. Ecco solo alcuni dei più frequenti argomenti utilizzati per elogiare o criticare il Presidente del Consiglio. Il 30 agosto, il gradimento nei confronti di Matteo, era di 5.81 su 10, in miglioramento rispetto al 5.36 del primo sondaggio. Secondo voi, gli eventi di questo autunno burrascoso avranno inciso positivamente sul giudizio nei confronti di Renzi? O, al contrario, avranno interrotto il trend positivo osservato due mesi fa? Intanto, per chi si fosse perso i primi due articoli di questa rubrica, ecco i link delle nostre scorse rilevazioni: Renzometro/1Renzometro/2.

Ma veniamo al dunque: ho chiesto a 30 persone, tutte di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, residenti a Livorno, Firenze, Roma, Milano e Grosseto, di dare una valutazione anonima, con un voto da 0 a 10, su quanto fatto dal nostro Presidente del Consiglio (le valutazioni, terminate di registrare prima dell’inizio di novembre, non tengono conto dei fatti accaduti negli scorsi dieci giorni).

Sommando i voti e dividendo il risultato ottenuto per 30, risulta che l’indice di gradimento di Matteo Renzi, in una scala da 0 a 10, sia di:PicsArt_11-09-12.19.10

Questo 5.97, che sarebbe una sufficienza piena, se noi della Redazione non fossimo così pignoli nel valutare anche i decimali, racchiude davvero tante sorprese.

Mentre il PD cala nei sondaggi e perde simpatie, Matteo Renzi sembra inarrestabile nella sua parabola di consolidamento a Palazzo Chigi. Il giudizio nei confronti del Presidente del Consiglio migliora (questo sondaggio, precisiamo, misura solo l’indice di gradimento nei suoi confronti e non lo stato di salute del Partito Democratico), nonostante i temi più caldi di questo autunno lo abbiano coinvolto ripetutamente. Cerchiamo quindi di comprendere, analizzando i dati raccolti, le ragioni di questo risultato.

La prima percentuale interessante è la seguente: solo il 33% del campione ha espresso la stessa valutazione di due mesi fa. Ciò conferma un fenomeno già osservato, tipico di questi tempi: la fluidità degli schieramenti. Sebbene vi siano una minoranza di Renziani e una di anti-Renziani radicali, la maggioranza del campione, il 67%, muta opinione in base alle scelte adottate dal governo nei confronti di singoli eventi, giunte all’attenzione dell’opinione pubblica. Non ci sono blocchi ideologici contrapposti, ma quasi unicamente giudizi dettati dalla cronaca politica, con un’attenzione, quasi spasmodica, alle dichiarazioni quotidiane del Presidente.

Tornando al dato, per la precisione, tra coloro che hanno dato una valutazione diversa dallo scorso sondaggio, risulta che solo il 26% abbia espresso un giudizio peggiore (erano il 27.2% ad agosto). Ciò, in parte, si giustifica dal fatto che molti oppositori del governo si erano già assestati su posizioni intransigenti, connotate da voti molto bassi (tra il 3 e il 4). Al contrario, il 41% degli intervistati ha consegnato una valutazione migliore che ad agosto (erano il 40.9%), marcando la propria approvazione con voti leggermente più alti che in passato, confermando l’andamento registrato due mesi fa.

Con il Renzometro/1 registrammo, tra molti dei sostenitori dell’esecutivo retto da Matteo Renzi, una certa insicurezza nel manifestare il proprio consenso, esprimendo voti raramente superiori al 6. Il governo convinceva, ma non entusiasmava. Adesso non è difficile imbattersi in voti pari a 7 o 8, sintomo di maggior fiducia nei confronti dell’oggetto del nostro sondaggio.

Passiamo ora alla notizia più importante: il 58.3% del campione esprime un giudizio favorevole sull’operato governo. Il 30 giugno, gli intervistati che avevano espresso un voto pari alla sufficienza, o superiore, erano il 45.4%. Negli ultimi quattro mesi, quindi, i sostenitori di Matteo Renzi sono aumentati di ben 13 punti percentuali. Come mai, allora, la media finale risulta sotto la sufficienza? La risposta a questa domanda sta in quanto già detto in precedenza. Mentre tra gli oppositori delle politiche renziane, si registrano, spesso, valutazioni molto severe, tra i sostenitori del governo si rilevano, al contrario, votazioni più moderate che, sebbene in aumento, non riescono a compensare i voti estremamente negativi di una parte del campione.

Un ultimo dato interessante è quello della provenienza dei voti. Questi rimangono in gran parte stazionari a Milano, Roma e in quasi tutta la Provincia di Firenze, mentre subiscono mutamenti vistosi nella città di Livorno, dove si è registrata una vera ondata di consensi per questo Renzometro.

Il dato più significativo però pesa notevolmente sugli equilibri nel nostro panel e sarebbe sbagliato trascurarlo. Se la media resta ancorata alla scala di valutazione, che premia chi esprime voti più vicini agli estremi, un’ampia maggioranza assoluta premia, invece, quanto fatto dal governo finora, ponendo Matteo Renzi saldamente al comando di Palazzo Chigi. 

Ma come ha fatto il Presidente del Consiglio ad incrementare il favore nei propri confronti? Nonostante gli ultimi eventi, spesso, abbiano messo in cattiva luce il suo partito? Scopriamolo insieme con i commenti degli intervistati.

Cominciamo dai giudizi espressi dai detrattori. “Il gioco sporco fatto nei confronti di Marino ha fatto di lui una barzelletta” ci scrive un ragazzo “Ciò che Renzi contesta a Marino, è ciò che lui prima ed ora Nardella hanno fatto a Firenze: spese non rendicontate. Le vicende degli scontrini e di Roma, che ora ci appaiono così lontane, ma che sono state al centro del dibattito politico per tutto ottobre, motivano i commenti più negativi “Un voto basso perché ha abbandonato Marino, dopo averlo difeso a spada tratta a lungo” e ancoraVergogna per la questione di Roma, alla fine è riuscito a far mettere un Commissario di sua fiducia, tradendo il voto dei romani”. Una ragazza sostiene anche che sia “ridicola la scelta, del governo PD-NCD, di alzare il tetto dei contanti a 3000 euro” continua un livornese, passato dai sostenitori del premier, ai suoi detrattori “questo, ormai, non è più un governo di sinistra. Chiudono, questa sintesi dei commenti più negativi sull’operato del governo Renzi, i giudizi sul patto di stabilità e sul viaggio in Sud America: “questa finanziaria è fatta male, senza criteri ed obiettivi, bocciata da tutti gli esperti“, che “nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto” e che è “un pasticcio inqualificabile“. Quindi “per quanto riguarda i suoi viaggi, so solo che mentre l’Italia affonda lui è lontano dal suo paese”.

Tra i sostenitori del premier si parla molto dell’ “Expo, dove i meriti non sono tutti suoi, ma sul cui successo ha scommesso, quasi da solo”. Riprende un ragazzo “grande plauso per l’organizzazione e lo stupendo risultato ottenuto, in barba a tutti coloro che amano solo criticare”. Si torna a parlare di Roma perché “Renzi non ha colpe sulla questione, non vedo come avrebbe potuto gestire meglio la vicenda” dato che “gli errori sono stati commessi dalla giunta Alemanno in primis e dal PD romano poi, ed è Ignazio Marino l’ultimo responsabile dell’infelice parabola romana, Renzi ha fatto quello che doveva”. Sul viaggio di Stato “non vedo cosa ci sia di strano” mi scrive una ragazza “gli interessi della nostra nazione si fanno all’estero. Se il sud Italia frana, le responsabilità vanno cercate nella politica locale, non di certo del premier”. Un altro commento positivo da Livorno “sull’immigrazione ha avuto ragione lui, l’invasione non c’è stata e persino la Germania ci ha seguito”. Alla fine “si può dire tutto ciò che si vuole, ma il PD di Renzi è l’unico partito di governo in Italia”.

In sintesi, questo terzo Renzometro conferma i fenomeni osservati due mesi fa, dimostrando che si trattava di percorsi ad ampio respiro e non solo di valutazioni temporanee:

  1. Confermando un trend positivo, l’accreditamento di Matteo Renzi, come Presidente del Consiglio, cresce e si consolida. Adesso, il 58% degli intervistati esprime un voto positivo, dal 6 al 10, sul lavoro svolto dall’esecutivo finora.
  2. I detrattori del premier si attestano su posizioni sempre più radicali e provengono parimenti da una componente di destra non-liberale e da una area di sinistra che si sente idealmente tradita.
  3. L’ampia fluidità degli schieramenti si conferma frutto della non appartenenza, dei più giovani, a blocchi partitici o ideologici e testimonia quanto la cronaca incida sul giudizio politico. L’elettorato, specie quello giovanile, appare così facilmente influenzabile, nella formazione del proprio giudizio, dalle opinioni veicolate dai mass-media.

Termina, con queste conclusioni, il Renzometro/3, che vi da appuntamento tra due mesi, per parlare del governo e delle vostre opinioni.

Ringrazio di cuore, ancora una volta, tutti coloro che si sono sottoposti al sondaggio.

Lamberto Frontera