26 Novembre 2020

Questi 3 giorni ho deciso di partecipare al politicamp di Pippo Civati a Livorno, spinto dalla curiosità per la corrente “Civatiana” all’interno del PD, che conosco poco, ma anche dal fatto di vedere se all’interno del PD si riuscisse a fare qualcosa di Sinistra, con la “s” maiuscola”, che non sia da vecchia DC o roba del genere.
L’evento di Civati, occorre dirlo, avrà coinvolto in questi giorni, come pubblico, un migliaio di persone provenienti da tutta Italia, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige,  ed almeno una cinquantina di ospiti, di basso ed alto livello, che sono venuti a parlare sui palchi del Cage. L’evento voleva passare sin dal primo sguardo come qualcosa per forza di sinistra. All’interno dell’evento si trovavano così dei fumetti che parlavano dei vecchi tormentoni della sinistra – quali quelli di più laicità all’interno dello Stato – ma anche scritte più attuali come quella “meno spread, più felicità” che spuntavano da delle finestre di un palazzo diroccato dietro il palco. Poi c’erano altre cose che

Vendola appisolato
Vendola appisolato

ricordavano le vecchie feste dell’Unità come il pranzo di autofinanziamento alla modica cifra di 15€, oppure la richiesta di contribuire economicamente all’evento quando ti registravi come stampa. Insomma, Civati si è impegnato con tutto se stesso per far associare la sua 3 giorni alla sinistra. Questi 3 giorni sono passati così fra alti e bassi. In quel di Livorno siamo passati da confronti, a mio parere, insopportabili su molti temi – dove la gente presa dalla noia più atroce si metteva a giocare ad Hearts sul computer od a guardare freneticamente sul cellulare la pagina Facebook di Civati – a momenti molto interessanti sulla legge elettorale o sull’economia. Comunque il 75% degli interventi erano fra quelli poco interessanti. Il tema che riuniva questi dibattiti era la frase: “è possibile”, ma io mi sono subito chiesto: “Per fare che cosa?” . La maggior parte dei dibattiti sono stati, sotto molti punti di vista, su “della pura aria fritta” dove non si aggiungeva niente di nuovo, se non il fatto di portare avanti delle convinzioni che ormai non portano più da nessuna parte. Per questo dopo un po’ non ne potevi più di stare lì al Cage. Sembrava che i vari invitati provassero piacere a far sentire alle persone i propri pensieri iper-personali, ti veniva da chiederti: tutto questo è impossibile!
L’evento di Civati io l’assocerò così per il 75% a questi discorsi inconcludenti, ma resta sempre un 25% dove ho trovato qualcosa di salvabile. In questo 25% devo dire che rientrano molti discorsi sensati fatti da Vannino Chiti, Maurizio Landini, Fabrizio Barca e “Corradino” Mineo. Queste persone al PD, infatti, alle tanto attese riforme costituzionali, hanno esposto delle semplici obiezioni che farebbe qualsiasi persona che non sia Renzi o Berlusconi od un suo seguace. Si è avuto così, almeno, l’occasione di dire pubblicamente che l’italicum e le riforme varie sono dei disastri e che porterebbero ad una specie di dittatura, dove chi vince nomina presidente della Repubblica e di conseguenza i membri del Consiglio Superiore della Magistratura. Ci voleva tanto? Evidentemente sì, trovo che hanno ragione in toto, ma non capisco perché continuino a stare nel PD, perché non cambiano gruppo alla camera od al Senato, perché non fanno qualcosa di concreto che non sia un semplice lamento all’interno di un palco amico? Naturalmente, tutto questo non è venuto fuori dai reportage dei media Livornesi ed italiani, ma è venuto soltanto fuori la notizia sulla gaffe detta sulla falsa morte di Ciampi, anche di questo se ne potrebbe parlare ad ore. Sempre all’interno di questo 25%, ho apprezzato la sincerità di Stefano Fassina, anche se continuerò a ricordarlo per le interviste con Brunetta, dove ha detto chiaramente che a Settembre l’Italia si “schianterà contro un iceberg” perché Renzi dovrà trovare vari miliardi per sostenere il pareggio di Bilancio. Ma anche qui, dove sono delle proposte concrete? E poi c’è lui, l’uomo che sta cercando di farsi crescere la barba per diventare un po’ più di sinistra e per cercare di assomigliare a Karl Marx, “Super” Pippo Civati. Civati, che in quasi mezz’ora del suo intervento è riuscito a dire poco e nulla,  ha nuovamente alzato il dito contro Renzi per ricordargli di chiamare non solo Verdini, ma anche Vendola e che dopo la riforma


Marx/Civati
Marx/Civati

costituzionale e l’italicum si dovrebbe parlare di scuola per parlare dell’ipotetico aumento di ore di lavoro verso gli insegnanti. Sul finale ha ricordato anche alcune cose astratte di sinistra quali eguaglianza e ricerca di un identità pura. Sulla stessa linea di una sinistra “old style” si sono schierati precedentemente anche Gianni Cuperlo e Vendola, che hanno tirato fuori dalla propria “cuore” i loro i sentimenti di sinistra, chiedendo a Civati di unire tutte le loro idee per ottenere qualcosa di concreto (cosa?).  Per non concludere con tutte queste cattiverie, parlo brevemente anche dell’evento che mi è piaciuto maggiormente. Sarà perché sono uno studente, ma ho veramente molto apprezzato la passione dei professori Anna Pettini ed Andrea Ventura quando hanno cercato di spiegare ad una platea di non economisti o di studenti dei concetti di economia molto attuali. Io queste persone le avrei fatte parlare prima di Civati e non alle 19.30 di sabato 12 quando tutti stavano andando via.
Concludendo, posso dire che ci sono stati rari punti interessanti solo perché in quei  minuti si sono dette le cose così come stanno, mentre in altri punti delle varie giornate si è parlato solamente di questioni inconcludenti e che sapevano tanto o di aria fritta o di idee appartenenti all’iperuranio dei vari ospiti.

 

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Paolo Gambacciani
Paolo Gambacciani

Studente appassionato di politica, arte, teatro, cinema e tennis. Sono laureato in Comunicazione presso la Scuola di Scienze Politiche dell'Università 'Cesare Alfieri' di Firenze e collaboro con uninfonews dalla sua fondazione; sono fortemente convinto ed a favore del progetto editoriale del giornale online. Vicepresidente e socio di Uni Info News.

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