15 Agosto 2020

Un’ Italia straordinaria demolisce i campioni in carica della Spagna con una prestazione strepitosa. Nonostante apparisse come uno scontro proibitivo gli azzurri scendono in campo agguerriti, aggredendo alti una Spagna che inizia a soffrire fin da subito collezionando interventi decisivi di De Gea, uno dopo l’altro. E così le occasioni fioccano, prima Pellè, poi la rovesciata di Giaccherini, il colpo di testa di Parolo; i tifosi non credono ai propri occhi, l’ Italia invece di soffrire e ripartire sta mettendo alle corde la Spagna che si limita ad incassare come un pugile confuso e stremato.

Le flebili speranze lasciano il posto alla convinzione che questa Italia possa davvero farcela ed è così al 33° quando su una punizione calciata da Eder, De Gea respinge maldestramente e come un falco Chiellini si avventa sul pallone scaraventandolo in porta. Gli azzurri sono sopra 1 a 0. Le furie rosse imbambolate pensano di trovarsi in un brutto sogno dal quale non riescono a destarsi. I tentativi degli spagnoli sono velleitari e non producono mai azioni pericolose. Allo scadere ci riprova Giaccherini ma il solito De Gea sventa il raddoppio con una prodezza. L’arbitro rimanda negli spogliatoi le squadre, il tabellino indica l’1 a 0 ma il risultato potrebbe essere molto più pesante.


Nonostante lo sbigottimento riguardo la prestazione, il risultato non asseconda voli pindarici, la tecnica e la classe di giocatori come Iniesta o David Silva è mostruosa ed in ogni momento possono cambiare le sorti della partita. E nella ripresa la Spagna lancia qualche timido segnale di risveglio anche grazie agli ingressi di Aduriz e Vazquez che in effetti qualche momento di apprensione alla difesa azzurra lo regalano. Ma l’ Italia è ancora viva e pericolosa come un predatore che aspetta il momento giusto per dare il colpo di grazia alla sua preda. Serve il colpo del ko perché coi minuti la Spagna inizia a crescere e allora ci prova Pellè che con un tacco lancia Eder libero di involarsi a rete ma davanti a De Gea spreca un’occasione colossale. l’1 a o sta strettissimo agli azzurri e adesso c’è da soffrire; così ci provano Piqué ed Iniesta ma Buffon risponde presente. La barricata azzurra targata BBC regge ma la Spagna attacca ed il centrocampo azzurro sfinito resta troppo basso a causa dell’iniziativa iberica, incapace di rilanciare l’attacco e di costruire alcuna manovra. Così entra in campo Insigne nel tentativo di ridare freschezza e velocità al gioco azzurro e se c’è qualcuno che può farlo è proprio lui. l’ Italia è ancora in difficoltà ma lo scugnizzo cambia la partita, grazie alla sua tecnica si costruisce una grande occasione ma purtroppo il tiro da fuori non è abbastanza angolato. I secondi scorrono lenti ed i minuti finali sembrano non passare mai e intanto il solito, monumentale Buffon compie il miracolo su una conclusione ravvicinata di Piqué.

Ma al 90° gli azzurri tentano la sortita, Insigne con un lancio lungo pesca Darmian che entra in area, appoggia su Pellè che, in fotocopia al gol realizzato contro il Belgio, calcia di prepotenza mettendo a segno il colpo del ko. Mancano appena un paio di minuti ma ormai sugli spalti ed in campo è esplosa la festa ed il cronometro è una pura formalità.

L’ Italia operaia, tutto cuore e polmoni, batte 2 a 0 le stelle della Spagna, un risultato storico se pensiamo che era più di 20 anni che non li battevamo. Ma la cosa più importante è che oltre al Europei 2016 - Italia - Spagna - Stadio "Stade de France" - Ottavi di Finale.risultato importantissimo è arrivata una prestazione perfetta che ha letteralmente surclassato la roja, vendicando così anche la cicatrice di Kiev. Il capolavoro di Conte non è stato solo dare grinta e motivazioni, Conte ha dato un gioco a questo gruppo ed ha fatto di questo collettivo una vera squadra affiatata. E’ con il lavoro, con gli schemi provati e riprovati in allenamento che si vincono queste partite. Conte, da sempre molto criticato non solo per la sua indole ma probabilmente anche per i colori bianconeri tatuati sul cuore ha fatto ricredere tutti e adesso sta regalando un sogno ad un paese intero. Non basta essere un mero selezionatore e buttare nella mischia i campioni che la sorte ti ha concesso (vedi Del Bosque o Hodgson) , queste partite si vincono con la testa prima che coi piedi. E allora forza, diteci ancora che siamo scarsi.

Adesso il tabellone, impietoso, dopo la Spagna ci regala la partita per eccellenza: Italia – Germania. Solo a pronunciarla sento i brividi sulla schiena, anche questo sulla carta si presenta come uno scontro proibitivo. Ma chissà.

E infondo sognare non costa nulla.

Alessio Nicolosi


 

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