8 Dicembre 2022

 

 

Fino a due giorni fa il tradizionale tempo grigio britannico era reso ancora più cupo dalle previsioni dei sondaggisti sulle elezioni politiche, a loro dire dominate dall’incertezza e dal rischio ingovernabilità.

Gli ultimi sondaggi, resi pubblici ad urne aperte, profetizzavano un testa a testa serrato fra Conservatori e download (2)Laburisti, con i secondi favoriti per formare un Governo grazie all’eventuale appoggio dato dai Socialisti Nazionalisti Scozzesi.


 

 

 

(In rosso il Labour, in blu i Conservatori, in viola l’Ukip, in giallo i socialisti-nazionalisti scozzesi e in verde i Verdi)

L’esito tuttavia ha smentito clamorosamente le previsioni della vigilia: David Cameron è riuscito nell’impresa di conquistare ben 331 seggi, 29 in più rispetto alla scorsa legislatura, cannibalizzando i LiberalDemocratici, suoi precedenti alleati di governo.
I Laburisti guidati da Ed Miliband hanno deluso le aspettative di tutti, comprese quelle dei sondaggisti, fermandosi a 232 seggi, uno dei peggiori risultati nella storia politica della formazione progressista inglese.
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Cosa è avvenuto? E come hanno fatto i laburisti, in questi cinque anni all’opposizione, a perdere questa ghiotta occasione per conquistare Downing Street?

La spiegazione è una e molto semplice: il Labour ha perso di vista gli insegnamenti di Tony Blair e ha gestito una campagna elettorale all’insegna di proposte viste dai britannici come “Socialiste”.

 

In un mondo Occidentale in cui il “Neo-Liberismo” è dagli anni Ottanta il modello culturale egemone, tanto per utilizzare una terminologia gramsciana, le sinistre ideologiche Novecentesche soffrono e faticano a vincere le elezioni; il Neo-Liberismo induce infatti i cittadini a preferire tagli ai servizi pubblici piuttosto che aumenti fiscali, in una logica prettamente individualista secondo cui i servizi sono fruibili da chiunque mentre i tagli alle tasse sono godibili esclusivamente.

Tony Blair fu uno dei primi tra i progressisti a percepire questo mutamento di paradigma e, proprio sotto la sua guida, il Labour riuscì ad imporsi dopo quindici anni di sconfitte, prevalendo per ben tre legislature sui conservatori e coniugando il capitalismo con la giustizia sociale all’insegna della “Sinistra della Terza Via”.

La fisiologica sconfitta subita dai progressisti britannici nel 2010, unita alle precedenti dimissioni di Blair, ha tuttavia favorito un processo opposto, rafforzando l’ala sinistra del partito guidata dai potenti Sindacati inglesi e da Ed Miliband, in grado di imporsi in un Congresso “Fratricida” sul ben più moderato David Miliband.


Ed the redIl nuovo segretario, ben presto conosciuto nel Regno Unito come “Ed the Red”, ha concentrato l’attenzione del Labour in questi anni sulla lotta alle disuguaglianze sociali e ai tagli alla spesa pubblica, promettendo di migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e di inasprire la tassazione nei confronti delle fasce più agiate della popolazione.

Il risultato ottenuto alle ultime elezioni è stato definito per bocca dello stesso Miliband durante le sue dimissioni come “deludente” e al di sotto delle aspettative”.

 

Il Segretario del Labour ha captato alcune disfunzioni presenti nella società inglese, a dire il vero diffuse in ogni società occidentale, ma non è riuscito ad offrire delle valide risposte ai temi considerati più impellenti dall’elettorato: la lotta alle disuguaglianze sociali come posta da Miliband non tiene conto dell’immigrazione, fenomeno sempre più percepito con ostilità dai cittadini europei, e le sue proposte economiche fortemente stataliste sono del tutto prive di concretezza, antiquate in un’epoca dove la globalizzazione e il capitalismo si sono oramai imposti ovunque.

I cittadini europei, di qualunque Stato o Nazione, non credono più nell’internazionalismo novecentesco, sono preoccupati dall’estensione dei servizi pubblici anche a soggetti stranieri attraverso spese finanziate a loro carico e hanno paura di tradizioni ritenute lontane da quella Occidentale.

La riprova di quanto detto si coglie nelle prime analisi sul voto di ieri in cui emerge chiaramente come l’Ukip abbia ottenuto molti più voti da ex sostenitori del Labour, delusi dall’assenza di proposte politiche concrete sul versante immigrazione-tasse, che da ex tories.

Che lezione si può trarre da queste elezioni britanniche?

La sconfitta del Labour insegna, ancora una volta, come la sinistra vince oggi solo se guarda al centro, se lascia in secondo piano la sua vecchia impostazione ideologica Novecentesca e abbraccia una visione più pragmatica, più consapevole dei cambiamenti socio-economici avvenuti negli ultimi trent’anni.

Il concetto di solidarietà, pietra miliare di ogni schieramento progressista, deve essere reinterpretato per renderlo più moderno ed efficace, in caso contrario la sinistra occidentale è condannata ad una perpetua opposizione da una destra più abile e cinica nello sfruttare le contraddizioni odierne.

E la sconfitta della solidarietà è sempre una sconfitta per tutti.

 

Giulio Profeta

giulio.profeta@uninfonews.it

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Giulio Profeta

Dottorando, abilitato alla professione forense, livornese.
Sono uno dei fondatori del progetto "Uni Info News", nonché attuale presidente dell'associazione; ho avuto l'idea di buttarmi in questa avventura per promuovere uno stile di vita attivo fra tanti miei coetanei, all'insegna del confronto come motore di crescita personale.

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