7 Dicembre 2019

Dalla sconfitta in Friuli agli attacchi al 25 Aprile

 

Lunedì è stato davvero un brutto giorno per il leader del movimento 5 Stelle Beppe Grillo. Dopo aver per più di una volta dichiarato che il Friuli Venezia  Giulia sarebbe stata la prima regione a “Cinque Stelle”, Beppe ha dovuto fare i conti con lo spoglio dei voti, dove il candidato a 5 stelle ha avuto solo circa il 20% dei voti totali (circa la metà dei voti della candidata del PD). Di conseguenza, anche Martedì è stato un giorno di critiche per Beppe Grillo. Grillo, dopo aver ricevuto le pressioni dei media alla conferenza stampa di domenica 21 Marzo, decide così di pubblicare il numero dei voti delle “quirinarie”. Da queste risulta che “#il presidente di tutti” Stefano Rodotà ha preso solo 4.677 preferenze ed ha ricevuto meno voti sia della Gabanelli, sia di Gino Strada. La critica e la domanda che tutti si sono chiesti è stata allora: “come può essere Rodotà il presidente di tutti gli italiani se ha preso solo 4.677 voti?”.

Per calmare gli animi dei detrattori Beppe decide di pubblicare un post sul suo blog (http://beppegrillo.it) intitolato “Cittadini tra i cittadini”. In questo articolo Beppe, intelligentemente, mostrava come siano state diverse le accoglienze dei deputati-senatori del movimento 5 stelle che uscivano da Montecitorio rispetto a quelle degli altri partiti (come l’onorevole Gasparri che mostrava il dito medio ai manifestanti).

Anche Mercoledì Grillo è stato ancora difronte al suo computer per pubblicare alla buon ora un articolo sulla crisi economica attuale. Questo articolo verrà poi giudicato, tanto per cambiare, populista dai non attivisti-simpatizzanti del movimento 5 stelle. Qui veniva ricordato ai cittadini il programma del movimento 5 stelle e si sottolineava come la crisi economica stesse colpendo l’Italia, mentre a Roma c’era “il gioco delle poltrone” in Parlamento. Riguardo alla crisi economica Beppe ricordava anche che cosa proponesse il movimento 5 stelle:  l’ abolizione dell’IRAP, la  creazione del reddito di cittadinanza, il cambiamento dei metodi di pagamento dell’IVA e lo sblocco immediato dei 120 miliardi dovuti dallo Stato e dagli Enti alle imprese.

Giovedì infine, il giorno della festa della Liberazione, Grillo scrive un post sul suo blog intitolato “Il 25 aprile è morto” andando così contro a tutti gli aspetti istituzionali di questa giornata. In questo  articolo il comico genovese, infatti, sostiene che il 25 Aprile sia morto per le contraddizioni italiane. Queste, per Lui, sono:

–  La distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano,

–  il saccheggio impunito del Monte dei Paschi di Siena,

–  l’inciucio tra il PDL e il “pdlmenoelle”,

–  la rielezione di Napolitano

–   il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale

mentre in Italia continuavano ad esistere i disoccupati per le fabbriche che chiudono e mentre in Italia si continuava a tagliare nella Scuola e nella Sanità.

Per l’andamento della settimana di Grillo si può così dire che questa sia andata migliorando e che senza ombra di dubbi il Movimento 5 stelle sia per ora l’unica vera opposizione al governo di larghe coalizioni di Enrico Letta che si sta formando. Per questo motivo, Grillo si puo’ anche permettere di dire: “Oggi evitiamo di parlarne (del 25 Aprile), di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere.”

Beppone 2

Paolo Gambacciani  @paologamba10

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Paolo Gambacciani
Paolo Gambacciani

Studente appassionato di politica, arte, teatro, cinema e tennis. Sono laureato in Comunicazione presso la Scuola di Scienze Politiche dell'Università 'Cesare Alfieri' di Firenze e collaboro con uninfonews dalla sua fondazione; sono fortemente convinto ed a favore del progetto editoriale del giornale online. Vicepresidente e socio di Uni Info News.

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