9 Agosto 2020

Comunicato stampa di Libera

“Samba è un ragazzo senegalese, 25 anni, arrivato in Italia nel 2014, richiedente asilo. Oggi ospite di un Centro di Accoglienza Straordinario in provincia di Livorno.


Giovedì prossimo, 13 febbraio, si siederà nell’aula del Tribunale di Livorno in un processo che lo vede vittima di caporalato e sfruttamento. Imputato il pescatore.

Accanto a lui i Presidi di LIBERA della provincia di Livorno, “Rossella Casini” di San Vincenzo/Castagneto C., “Francesco Marcone” di Livorno, “Annalisa Durante” di Cecina, che hanno conosciuto Samba e la sua storia e che hanno deciso di non far passare questa vicenda come una notizia di “nera” tra le altre.

Nel 2016, erano in mare davanti a Tirrenia, durante la pesca, alla vista di una pilotina della Capitaneria di Porto di Livorno in avvicinamento per un controllo, il pescatore costringeva Samba a gettarsi in mare. Era al lavoro “in nero”, senza contratto, assicurazione. Nulla.

Il giovane non sa nuotare, si dimena, urla, da terra un bagnino si accorge della situazione e va in suo soccorso, salvandolo.

Da questo drammatico episodio nasce un’indagine della Capitaneria e di Carabinieri che porterà all’arresto” del pescatore.

“Durante le indagini è emerso che erano numerosi i giovani immigrati che lavoravano senza alcun contratto, da qui l’accusa in base alla legge 199/2016 contro il caporalato, il lavoro nero e lo sfruttamento.


Il 13 febbraio tutta questa vicenda andrà a processo, a Livorno. Presente anche la FlaiCgil, che ha deciso di costituirsi Parte Civile, richiesta accettata dal Giudice.

I Presidi di Libera della provincia di Livorno hanno conosciuto Samba e la sua storia 3 anni fa. Lo scorso anno il giovane senegalese ha partecipato a Siena, il 21 marzo, alla Giornata per la Memoria e l’Impegno per le vittime innocenti delle mafie. In uno degli incontri pomeridiani, vincendo la sua difficoltà a parlare in pubblico, ha raccontato la sua storia, davanti ad un’attenta platea di studenti, rappresentanti sindacali, delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine.

Da quel 21 Marzo senese nasce l’impegno di Libera accanto a Samba, che ci porterà a seguire il processo partecipando, come pubblico, alle diverse udienze in segno di solidarietà verso il giovane senegalese e di sollecitazione ad un maggiore impegno per il rispetto dei diritti e della dignità di tutte le persone.

Ci preoccupa il fatto che anche a Livorno e provincia siano sempre più numerose le vicende giudiziarie che vedono imputati imprenditori sulla base della legge contro il caporalato e lo sfruttamento. E’ il segnale di difficoltà e fragilità di parte del tessuto economico e imprenditoriale, che rischia di mettere in discussione le tradizioni di civiltà e democrazia di questa parte di Toscana.

Libera è impegnata a raccogliere storie, raccontarle e sostenere le vittime di queste situazioni di sfruttamento, lo facciamo insieme alla FlaiCgil, ad altre Associazioni e imprese oneste del territorio, affinché si alzi il livello di attenzione, denuncia e proposta per impedire che i fenomeni di sfruttamento e agromafie trovino terreno fertile in questi territori”.

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