3 Dicembre 2020

IMG_0767 2LIVORNO – Nell’ambito del contest Obiettivo Livorno – Scatta la città: Scorci di Vita Livornese, l’Associazione Uni Info News si è prefissata tra gli “obiettivi” quello di far conoscere da un punto di vista artistico tutti i partecipanti, così che coloro che ci seguano possano dare uno sguardo all’artista che è dentro ognuno di loro.

Questa sera intervistiamo Ilaria Cariello, che ringraziamo calorosamente per le risposte e a cui auguriamo un forte in bocca al lupo!


Quando fai una foto cosa provi?

Fin da quando ero una bambina mi è sempre piaciuto fare foto; un’arte che ho apprezzato sempre di più col crescere. La ricerca del dettaglio, lo scatto di “fortuna” e quello un po’ più studiato sono tutte occasioni che mi fanno provare per ogni singolo scatto un qualcosa di diverso; a volte è gioia, a volte grinta ma è anche pace o tristezza.

Preferisci come soggetti le persone o i paesaggi? Perchè?

Francamente preferisco le persone o gli animali e in particolare mi piace cogliere l’attimo in situazioni di vita e/o nel gesto atletico. Questo perchè trovo affascinanti le persone, tutte diverse l’un l’altra e tutte con una loro particolare indole che se riuscita di catturare in una fotografia allora questa non sarà solo un immagine pura e semplice ma riuscirà a raccontare la storia di quella persona in quel determinato momento, magari un momento o una situazione irripetibile.

Propendi più per una macchina fotografica analogica o una digitale? Quali pensi che siano i vantaggi e gli svantaggi?

Avendo conosciuto di più la macchina fotografica digitale sono più propensa a scegliere questo genere dove gli svantaggi sono decisamente pochi visto che praticamente si creano delle istantanee: hai la possibilità di scattare anche più di 500 foto su una solo scheda di memoria dove hai la possibilità di vedere subito se hai commesso qualche “errore”, se ti piace o meno o se pensi semplicemente di avere qualche scatto in più per non parlare della vasta gamma di ISO a disposizione. Nelle analogiche questo vantaggio non era minimamente pensabile, ricordo che utilizzavo più che altro rullini da 36 e li era più un “la va o la spacca”, facevo più attenzione nello scatto della foto perchè sapevo che avevo pochi tentativi a disposizione o addirittura solo uno dopo di chè dovevo “solo” sperare che fosse venuta bene (cosa che magari accadeva 3 volte su 10). Ecco, forse una cosa che mi rende nostalgica della macchina a rullino è proprio l’ansia dell’attesa dello sviluppo anche se la fotografia ha fatto enormi passi avanti col digitale.
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Pensi che Livorno sia una città culturalmente attiva? E con una certa attenzione per l’ambito fotografico?

Penso che in questi ultimi anni si sia iniziato a dare uno spazio sempre maggiore al campo fotografico anche se possiamo fare sempre meglio.

Cosa ne pensi dell’uso che si fa quotidianamente dei Social per pubblicizzare o pubblicare le fotografie? Che ne pensi di Instagram?


In una società che cresce molto velocemente come la nostra penso che l’utilizzo dei Social network sia una trovata geniale soprattutto per un giovane fotografo in erba che magari deve sempre farsi conoscere e grazie a questa enorme rete di comunicazione che è internet può rendersi noto in tutto il mondo (ma non solo!), internet ci dà la possibilità di confrontarci fra noi fotografi con consigli, critiche costruttive e apprezzamenti di un lavoro particolare. Tutte cose che contribuiscono alla crescita del fotografo. Instagram in particolare è il Social delle foto. Anche io ho un canale instagram e vedo con piacere che tutte le foto che carico, aiutate da vari “hashtag”, sono viste ed apprezzate in tutto il Mondo.

Per te scattare foto è più una questione “tecnica” o di impulso?

Mah, per me una cosa completa l’altra. Nel senso che è l’impulso che mi fa dire “Ok, devo assolutamente immortalare quel momento!” ma poi è la tecnica che contribuisce a rendere ancora più significativo lo scatto.

IMG_3502Livorno offre sia Paesaggi suggestivi che scenari tipici di una città come tante altre, alcuni anche con sfumature ricche di decadenza. Sei più attratto dai primi o dai secondi?

Forse mi sento più attratta dai paesaggi suggestivi e decadenti della mia città. Anche se gli scenari tipici mi diverto a prenderli come una sfida personale. Chi non ha mai fatto delle foto alla terrazza? O al castello del Boccale? Sono, penso, due fra i tanti scenari tipici di Livorno fotografati, fotografati e fotografati ancora da mille mila persone, ecco io mi diverto a ricercare angolature o dettagli che magari sono sfuggiti per dare maggiore forza a uno scenario tante volte visto… o forse no? 😉 .

Qualora tu dovessi arrivare tra i dieci selezionati per la votazione finale del Contest, cosa rappresenterebbe per te il laboratorio fotografico indetto dal comune?

Senz’altro una grandissima opportunità. Potrà sembrare una banalità, ma la frase “Non si finisce mai di imparare” non è nata per caso e quale occasione migliore di crescere nell’ambito della proprio città.

Cosa ti ha spinto a prendere parte al nostro Contest fotografico?

Volevo mettere insieme le due cose che amo di più: lo sport e la fotografia e volevo presentarle ai miei concittadini cercando di far vedere che Livorno è bella sotto tanti aspetti e a volte diversi da quelli più comunemente rappresentati unendo le mie due grandi passioni.

Matteo Taccola

e

Claudio Fedele

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Matteo Taccola
Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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