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Pokemon GO – come un brand cambierà il mondo

Cosimo Franchini - 15 Settembre 2016
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Non perderò tempo a parlare di Pokemon Go, dato che ultimamente non si sente parlare d’altro, con 30milioni di download nelle prime due settimane dal lancio questo gioco ha battuto tutti i record e ha sicuramente fatto parlare molto di se -forse anche troppo- ma per quale motivo?

Grandi e piccini, chiunque in un modo o nell’altro ha avuto a che fare con Pokemon GO.immagini-quotidiano-net
Gli individui affetti da questa “poke-patologia” possono essere riconosciuto da varie caratteristiche: testa china sullo schermo dello smartphone, passo felpato contornato da brevi interruzioni in cui il soggetto è affetto da spasmi concentrati nel dito indice. In rari casi questi individui interagiscono tra loro, scambiandosi strane parole in codice come “Pikachu, Magikarp, Weedle” e gesticolando verso luoghi ignoti; Si aggirano da soli o in piccoli gruppi formati da due a quattro elementi, i soggetti in cui la malattia ha raggiunto lo stadio più avanzato sono caratterizzati da un cavo collegato al loro telefono e alla loro batteria portatile che conservano con estrema cura nel loro zainetto, nella tasca dei pantaloni e certe volte perfino in mano, per sfoggiare l’attrezzatura più all’avanguardia.
Scherzi a parte, questa orda di zombie non è passata di certo inosservata e oltre a portare nelle casse dei produttori del gioco -la Niantic e la Nintendo Company– ben 250miliardi di dollari, ha attirato anche le attenzioni delle grandi distribuzioni, bramose di mettere le mani e usufruire del grande successo che il gioco del momento sta portando. Una di queste è stata proprio la “McDonald’s Japan” che il 20 Luglio, non appena il gioco è stato lanciato ufficialmente nel Sol Levante, ha annunciato che: gli oltre 3.000 ristoranti della catena di panini più famosa al mondo verranno riconosciuti all’interno di Pokemon Go.

Mi spiego meglio, senza dilungarmi troppo,pokemon-go-photo00_c78f una delle grandi caratteristiche del gioco del momento (ereditata dal precedente gioco sempre in realtà aumentata della Niantic “Ingress”) è che moltissimi luoghi di interesse storico e culturale come statue, monumenti, chiese, parchi, fontane eccetera eccetera, sono riconosciuti e utilizzabili dai giocatori, alcuni vengono chiamati “Pokè-Stop” e danno la possibilità ad ogni giocatore di ottenere, ogni 10 minuti, strumenti fondamentali per catturare e curare i Pokèmon, che, serviranno per la seconda delle altre funzionalità a cui vengono attribuiti questi luoghi di interesse comune, le “Palestre” dove i giocatori possono mettere alla prova i proprio mostriciattoli l’uno contro l’altro.

Chiusa questa breve parentesi tecnica, i fast-food giapponesi in questione saranno considerati dal gioco o come Pokè-stop o come Palestre in modo tale da aumentare le presenze all’interno dei locali, e non vuoi che tra un Pikachu e l’altro non venga voglia di un spuntino?

cnu9zpawcaatpumQueste è la prima -e non sarà di certo l’ultima- manovra commerciale con una grande azienda, con ogni probabilità nelle settimane a venire altri colossi della ristorazione (e non solo) firmeranno accordi del genere per dare una svolta al proprio business.
I vertici di McDonald’s si sono detti molto soddisfatti della partnership siglata con Nintendo, la quale porterà incredibili benefici al gruppo.
[fonte gizmodo.com]

Accordi di questo tipo potranno beneficiare anche altri locali che pagheranno una quota al gioco per avere Pokè-stop sulla propria attività o altre iniziative proprio legate ai Pokèmon, si tratta di un business che è solo agli inizi. Nonostante i tanti bug, problemi ai server, importanti limitazioni di gioco e le novità che ancora devono essere implementate, Pokemon GO non solo è il fenomeno del momento, ma è anche una realtà redditizia alle quale molti vogliono partecipare.japan-pokemon-go-mcdonalds
Non solo incassi da capogiro per Nintendo e Niantic, ma anche potenziali guadagni per chi sfrutterà gli appassionati del gioco invitandoli in locali e location, organizzando tornei e iniziative, per non parlare della ormai diffusa e molto redditizia vendita di account con livelli alti, questo vale per praticamente tutti giochi che prevedano qualche forma di progresso e collezionismo. In America sono apparsi anche annunci di “Pokè-sitter”, ovvero di persone che vengono pagate per camminare e catturare Pokèmon al posto vostro!

Perfino la chiesa non è rimasta in silenzio difronte alla “Pokèmania” infatti, alcuni cattolici non negherebbero il progetto di usufruire dei mostriciattoli per invogliare le nuove generazioni ad avvicinarsi alla chiesa, e dire che per tutti questi anni proprio questi ultimi hanno considerato “Pikachu e co” una vera e propria raffigurazione del diavolo, adescatore di fanciulli, per non parlare del brand stesso considerato un prodotto diseducativo e di manipolazione (esaltazione) al fascismo e alla sottomissione del diverso, guarda caso ora sono proprio le note creature tascabili a trascinare in chiesa gli appassionati della serie.