15 Agosto 2022

Articolo successivo
https://www.uninfonews.it/the-first-tag-generazioni-in-cammino/

Introduzione

Puzzle Society è un sistema di luoghi e persone, di idee ed azioni.


È un puzzle che si lega al presente ed al passato, remoto e recente.

Come detto, la sua esposizione è divisa in fasi, in modo tale da rispettare i tempi, le ansie e l’eventuale entusiasmo della nostra generazione.

Da questo momento in poi, i miei sforzi descrittivi, riguardano questo primo Tassello d’Azione: “La Teoria Generazionale”.

Pertanto, da “Puzzle Society” passiamo a “The First Tag”, anche detto “TFT”.

Cerco di essere il più chiaro e semplice possibile, affrontando e presentando le parti che compongono il tag.

Ma prima, un breve quadro di contesto.


Il contesto

Uno dei sociologi che più mi ha colpito quando ho studiato sociologia dell’educazione è stato Émile Durkheim. In “L’Educazione come riproduzione sociale” afferma che il processo di socializzazione, rivolto alle nuove generazioni, “è il mezzo per il quale la società (mediante la scuola) rinnova le condizioni della propria esistenza”.

(Ulteriori riflessioni sul tema in: “Con la Scuola contro le mafie”)

Quando mi sono affacciato a questa materia, era passato appena un anno dal maxiprogetto che facemmo con il Presidio di Libera Livorno nelle scuole della città.

Fu un’esperienza nata dalla volontà di diffondere scintille di pensiero critico, con incontri brevi e intensi, su quegli aspetti del mondo che nessuno ci racconta, usando un approccio innovativo rispetto alla solita lezione.

Infatti, per gli incontri, al meglio delle nostre possibilità, usavamo discorsi, riflessioni, giochi e filmati, per promuovere la riflessione, l’ascolto e la parola.

Facemmo 23 incontri nelle classi del Liceo Scientifico Francesco Cecioni e 7 incontri nelle assemblee d’istituto delle altre scuole superiori.

Quel che emergeva dallo stare insieme, dal confrontarsi “peer to peer”, era un agglomerato esplosivo di emozioni che ci cambiavano letteralmente la giornata. In quel guardarsi sentivamo la potenza della potenzialità giovanile.
Quella potenza inascoltata e marginalizzata nella società adulto-centrica.

È da quegli incontri che nasce la convinta determinazione nell’affermare il protagonismo e la centralità della riflessione e dell’azione giovanile.
Convinzione che si è irrobustita in ognuno di noi. In ogni persona che è passata da questo percorso di antimafia sociale.
Convinzione dimostrata dal fatto che ognuna di queste persone ha maturato la propria passione verso altre associazioni, partiti e realtà.

La potenzialità giovanile

Queste pagine hanno un po’ quest’ambizione: risollevare quello spirito di gioventù da troppo tempo sepolto.
Quello spirito che riscopro ogni giorno con te, che sei giovane come me.

Il progetto si concretizza con la necessità di avere a disposizione quelle competenze e conoscenze a noi indispensabili per vivere nella società dell’oggi. Quella preparazione che si manifesta nelle pratiche di cittadinanza, di cui parlerò maggiormente in seguito.

La socializzazione si inserisce qui, nella capacità di trasmettere quei saperi a noi essenziali per affrontare le situazioni che il presente ci pone.

In questo modo acquisiamo la coscienza del nostro essere in società, che rafforza la percezione che abbiamo del mondo e, quindi, la nostra capacità di rinnovarlo.

E’ così che ci sentiamo contestualizzati, capaci di intervenire, di fare, di parlare. Ci sentiamo sicuri, in grado, all’altezza. 

In sociologia, la socializzazione è definita come il processo di trasmissione del patrimonio culturale e delle competenze sociali che la società richiede, come i valori, le pratiche o i saperi.

È quindi, il trasferimento di qualcosa, di un contenuto, di uno stimolo utile a vivere con gli altri.

Secondo Durkheim è questa trasmissione che rinnova le condizioni d’esistenza di una società e lo strumento che diffonde questo bagaglio è la Scuola.

Se cambiano gli elementi trasmessi, la società muta le sue condizioni.

Questo è il motivo per cui la Scuola è al centro del mio pensiero e della nostra azione sociale.

Perché questa teoria

La teoria generazionale valorizza e lega le nostre sensazioni, aspirazioni e volontà in un unicum di riflessione/azione reale e a breve termine, pubblico e trasparente.

È la teoria che ci consente di percepirci come conviventi della medesima epoca, di un unico destino e dello stesso presente.

La teoria generazionale si sviluppa step by step.

Inizio presentando la prospettiva di Karl Mannheim un sociologo molto importante per la branca della “sociologia delle generazioni”. Con le sue categorie analizziamo il concetto di “generazione” e gli aspetti per una “coscienza generazionale”.

Successivamente, introduco gli elementi “di attuazione” che credo importanti per lo sviluppo di questa coscienza.

Stay tuned congenerazionali!

Oggi …

Marco Pacini

Articolo precedente
https://www.uninfonews.it/puzzle-society-le-premesse/

Articolo successivo
https://www.uninfonews.it/the-first-tag-generazioni-in-cammino/

Show Full Content
Previous Preziosi vs Bocci – il reading musicale del Mascagni Festival che ha incantato il pubblico labronico
Next The First Tag: Generazioni in cammino
Close

NEXT STORY

Close

Alessandro Cecchi Paone presenterà martedì 7 dicembre al Teatro Goldoni: “Buon compleanno Mascagni”

3 Dicembre 2021
Close