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Quarto Potere

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Non conta ciò che è vero, ma ciò che la gente ritiene esserlo.

Il potere del “quarto potere” sta racchiuso in questa frase.

Il capolavoro di Orson Welles, il potere per eccellenza, il giornalismo. Dare una definizione di giornalismo vuol dire mettere in evidenza la presunzione e l’inettitudine di un semplice studente universitario. Questo articolo, saggio, ammasso di parole, che dir si voglia, non ha l’arroganza di delineare un profilo oggettivo del concetto di giornalismo, ben si di condividere quale è il pensiero di una persona che esternamente ha sempre ammirato il magico mondo della Stampa.

Cosa è il giornalismo? Il giornalismo è un velo che si interpone tra la notizia pura e il proprio destinatario, con il compito di elaborarla, mutarla, edulcorarla a seconda dei vari diktat ideologici o economici, al fine di renderla innocua e vantaggiosa per un determinato gruppo di persone. Stop.

Da qui nasce il giornalismo come quarto potere, il quale insieme ai classici tre (esecutivo, legislativo, giudiziario)determina il fallimento o la buona riuscita di qualunque stato (pseudo)democratico. Esso si nutre dell’opinione pubblica, la modella, la plasma, la ingurgita e si rafforza sempre di più. Chiunque controlli il quarto potere tiene in mano anche gli altri tre dato che non c’è niente di più potente del consenso vuoto e sterile del volgo.

 

Il giornalismo come la magistratura deve essere autonomo, astratto da qualsiasi forma di collusione e corruzione. Il magistrato sceglie chi è innocente e chi è colpevole, il giornalista sceglie chi starà alla maggioranza e chi all’opposizione