2 Giugno 2020

BIOGRAFIA AUTORE: Mi chiamo Giorgiana Moruzzi e sono nata a Roma il 28 Settembre del 1980. Mi sono laureata in Comunicazione nel 2006 e poi dopo aver viaggiato un po’ in giro per il mondo ho iniziato, quasi per caso ad insegnare. In funzione di questo nel 2014 ho conseguito la seconda laurea in Scienze dell’educazione. Attualmente insegno in una classe terza elementare. Ho sempre coltivato una passione per la lettura di fiabe, storie e filastrocche e da sempre scrivo favole, poesie e brevi racconti. Questa è la mia prima pubblicazione e sono onorata che in qualche maniera contribuira’ a far conoscere il meraviglioso lavoro dell’associazione Faggio Vallombrosano Onlus.

 UN’INCREDIBILE AVVENTURA – Ep. 1

 

Ci sono storie che iniziano in un paese lontano lontano e tanto tanto tempo fa. Iniziano in un bel regno che odora di confetto e brilla di lustrini. Ci sono di solito maghi, draghi e streghe e magari strada facendo qualche folletto dispettoso. Questa storia inizia in un posto lontano rispetto a dove siamo noi, ma non tanto tempo fa. In un luogo fatto di mille colori, mille profumi e mille meravigliose assurdità: l’India. Ci troviamo nel cuore del Rajastan, a Jaipur. Vicino alla stazione rumorosa e polverosa, dove ogni giorno decine di autobus caricavano e scaricavano turisti, donne colorate, pecore, capre, uomini barbuti e persone cariche di ogni sorta di fagotto, c’era una piccola via, nascosta da una grande insegna di un ristorante. Celata oltre il trambusto della strada principale, questa via senza nome e senza asfalto era sempre in penombra. L’acqua, accumulata nei giorni precedenti a causa dei monsoni, stagnava in pozzanghere fangose. La stradina era piccola, ma pulsante di vita. Tutt’intorno, le donne chiacchieravano tessendo sedute su ceste di vimini e vecchi mattoni; i bambini correvano scalzi tra i resti di un vecchio motorino arrugginito, gli uomini passavano con i loro carretti ricolmi di spezie variopinte , gli anziani rompevano le pietre per farne sabbia da usare per costruire, i maiali grufolavano tranquilli tra le macerie di un cumulo di rifiuti ed i cani, un po’ malandati, dormivano o si azzuffano. Ad un tratto passò correndo un bimbetto sugli otto anni con i capelli neri come la pece. I cani smisero di azzuffarsi, alcune donne lo ammonirono e gli altri bambini presero ad inseguirlo curiosi. Correva e stringeva in mano un quadernetto tutto sgualcito. Passò sotto un carretto urtando dei contenitori di spezie variopinte che gli imbrattarono la canottiera logora. Anche la terra divenne un arcobaleno ed i bimbi gioirono festosi passando. Un uomo uscì da una piccola porta di lamiera agitando le braccia furiosamente a causa del disastro. Il bimbetto non si curò di nulla e continuò a correre fino all’angolo dove la stradina incrociava due vicoli più piccoli. Prese fiato un attimo e fece per entrare dentro una piccola apertura senza porta. Qualcuno però si parò davanti a lui bloccando la sfrenata corsa.


– “Si può sapere Prakash che cosa stai facendo?”

– “Mamma guarda ho trovato un oggetto prezioso!” rispose il piccolo trafelato continuando ad agitare festoso il libretto tra le mani.

– “Hai anticipato la festa dei colori quest’anno? Dove hai preso quel quaderno?”

– “Mamma una ragazza con i capelli strani lo ha perso salendo su un motoriscio’ ed io l’ho raccolto!”

– “E perché non gliel’hai restituito?”

– “Beh non ho il motore ai piedi! Lei è salita sul motorisciò ed è andata via. Ho gridato, ma non mi ha sentito.” rispose Prakhash mostrano i piedi nudi infangati.


– “Dai entra! Prakhash dovresti smettere con queste avventure assurde. E dovresti restituire quel quaderno.”

– “Un giorno racconterò le mie storie a tutto il mondo mamma” rispose Prakhash, poi superò la madre ed entrò. Attraversò il corridoio buio e si andò a rannicchiare vicino alla nonna e alle zie che sedute in circolo nella stanza in fondo bevevano del Masala Chai the. Nascosto da uno dei veli dell’abito della zia più giovane, Prakhash aprì il quaderno. La stanza era in penombra e si riusciva a vedere poco. Sulle pagine riuscì comunque a scorgere tantissimi segni in nero e molti disegni intrecciati. Sfiorò la carta e questa gracchiò. Prakhash spaventato chiuse il quadernetto immediatamente. Non poteva credere alle sue orecchie. Possibile che quell’oggetto avesse parlato?

– “Prakhash? Dove ti sei nascosto?”

La voce della mamma che entrava nella stanza e la attraversava a grandi passi gli giunse alle orecchie facendolo quasi rimpicciolire. Sgattaiolò sotto al letto e con il suo tesoro ben stretto passò praticamente sotto le gonne della madre e si precipitò di nuovo in strada. Attraverso la piccola via ed entrò in una porticina sbilenca. Oltre il minuscolo uscio la vista era rischiarata solamente da piccole aperture quadrate che lasciavano filtrare una timida luce. Prakhash quasi senza fiato camminò velocemente lungo il corridoio e dopo aver superato un cortiletto, dove un anziano sonnecchiava su una sedia ed un paio di mucche pascolavano in un’aiuola, uscì di nuovo nella strada principale. Come un fantasma si fece largo tra i venditori ambulanti e tra le bancarelle di spezie ed entrò in una casetta tutta storta schiacciata tra due grandi palazzoni.

– “Hari? Ci sei?” chiamò appena varcata la soglia. Non sentendo risposa continuò ad inoltrarsi nell’abitazione. Salì le scale e sul terrazzo trovò il suo amico piegato su dei libri che, con la lingua di fuori, si sforzava di riprodurre dei segni su un foglio. Sillabava e, con grande fatica, tracciava un segno dopo l’altro.

– “Hari guarda cosa ho trovato?”

Il bambino alzò lo sguardo dal suo lavoro e lo posò prima sul suo amico e poi sul quadernetto sgualcito.

– “Cos’è?”

Il prossimo mercoledì uscirà la seconda puntata!!

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FAGGIO VALLOMBROSANO ONLUS è un'associazione fondata nel 1995 e porta avanti la sua missione attraverso il sostegno a distanza di bambini in Brasile, India, Honduras e Angola. Il nostro obiettivo è migliorare la vita dei bambini tra i 4 e i 18 anni che vivono in situazioni di povertà e disagio sociale, attraverso un contributo economico che permetta loro di fruire di beni di prima necessità e dell’istruzione opportuna perché diventino adulti indipendenti.

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