2 Dicembre 2020

Recensione de

La Torre Nera- La Chiamata dei Tre


Una storia originale, ben scritta e con ottimi personaggi che inizia a mettere in luce la vera anima della saga de La Torre Nera.

la chiamata dei 3Conscio di un primo volume non proprio all’altezza delle aspettative, ma non per questo di poco valore o lontano dalla prospettiva che ne caratterizza la produzione letteraria, King decide con La Chiamata dei Tre di mettere in scena una storia originale, divertente, ricca di pathos e momenti pieni di adrenalina ottimi per delle produzioni cinematografiche non vergognandosi assolutamente di mostrare qualche debolezza o pecca. Recensire, dunque, questo secondo tomo dedicato alla saga de La Torre Nera non sarà solo un dovere, ma vista la natura del prodotto anche un piacere.

Roland, l’ultimo cavaliere, si risveglia su una spiaggia che si affaccia su un vasto Mare, circondato da strane creature simili a delle aragoste, ma molto più grandi e spietate, le quali non vedono l’ora di mangiare il povero pistolero. Ferito e mutilato ad una mano, Roland riesce comunque a scappare dalle Aramostre e decide, proprio come gli era stato profetizzato dall’uomo in nero, di andare alla ricerca delle 3 porte al cui interno dovrà trovare e trasportare nel Medio-Mondo una persona a lui del tutto sconosciuta. Parte così l’avventura del sopravvissuto, che lo vede passare da un universo a un altro, dagli anni ’60 agli ’80 alla ricerca del Prigioniero, La Signora delle Ombre e La Morte (ma non per te, come aveva detto l’uomo in nero). Riuscirà nell’impresa il protagonista di questa avventura? Oppure soccomberà al Ka (destino) lasciando che altri personaggi giungano all’Oscura Torre? Non vi resta, per scoprirlo, che leggere il libro.

Si potrebbe supporre che Stephen King abbia deciso di indirizzare la narrazione e la storia nell’unica direzione possibile, in modo da riempire di originalità e interesse il prodotto da lui creato. Abbandonate le atmosfere Western e le terre selvagge simili a quelle del tanto amato The Lord of the Rings, lo scrittore del Maine fonde il fantasy alla fantascienza, giocando su più livelli e universi. Così non stona affatto l’entrata in scena di una nuova ambientazione quale può essere quella di una New York della seconda metà del 1900, ma proprio su questo King sottolinea e dimostra la sua bravura e riempie il racconto di momenti ricchi di azione conditi a volte da una buona dose di ironia. Certo, alcune trovate potrebbero essere leggermente stucchevoli e artificiose, ma nel complesso (sopratutto nella prima parte del libro) dialoghi e descrizioni funzionano molto bene e fidatevi se in più occasioni vi troverete ad abbozzare un sorriso sul vostro volto grazie alle strampalate osservazioni di Roland sul nostro Mondo. Va detto che la cura e la profondità che l’autore mette nella prima parte del racconto non si trova nelle ultime pagine, che sembrano leggermente tirate via, ma vogliamo sottolineare come il passo in avanti rispetto al primo volume sia tangibile e i difetti presenti nell’opera non intaccano (quasi) minimamente la valutazione. Per coloro che non hanno letto il primo libro della saga consigliamo di fare un piccolo sforzo, visto il piatto appetitoso che King presenta per gli amanti del genere e dell’avventura con La Chiamata dei Tre, mentre chi l’avrà letto non potrà non concordare con noi se scriviamo che una volta finito il suddetto racconto la curiosità di scoprire cosa accadrà in seguito sarà presente nel cuore di ogni lettore.

Concludendo questa recensione vogliamo sottolineare come La Chiamata dei Tre rappresenti, effettivamente, un passo in avanti rispetto al predecessore, che riesca nel difficile compito di mettere in luce il potenziale della storia e raccontare a sua volta una parte di essa in modo soddisfacente e mai banale. Peccato per una certa superficialità nella parte finale, quasi che fosse una eredità lasciata da “L’ultimo Cavaliere” e alcuni momenti un po’ fini a se stessi, ma che danno comunque respiro alle varie sequenze e descrizioni fatte sempre in modo soddisfacente e accurato da King. Consigliamo dunque di leggere il racconto, di andare avanti con l’avventura e farsi rapire, proprio come Eddie Dean e Odetta, da Roland per entrare nella sua vita. Le premesse per una grande storia sono in parte state mantenute ed allo stesso tempo (ancora) annunciate.

Claudio Fedele

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Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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1 thought on “Recensione de La Torre Nera -La Chiamata dei Tre (Libro)

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