Andrea Falchi e Francesca Bani… in giallo

Melissa Aglietti - 25 Luglio 2015

Alla (ri)scoperta della musica italiana. (#8-14)

Melissa Aglietti - 25 Luglio 2015

Rimedi letterari per combattere il calo del desiderio

Melissa Aglietti - 25 Luglio 2015
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La libido, si sa, è una creatura capricciosa. Spietata tiranna del nostro corpo, ora ne esaspera i sensi, obbligandolo a impegnarsi in faticose (ma alquanto  piacevoli) veglie, ora lo ingabbia in un lungo e  piatto letargo, privandolo anche della più lieve percezione erotica. Che siate giovani o meno giovani, affascinanti o privi di qualsiasi attrattiva, non disperate se i finestrini delle vostre auto non si appannano più o se lo sfiorarsi dei corpi non produce più il suo elettrico effetto: lasciate che le pagine di un buon libro stimolino la vostra rattrappita immaginazione.

 

 

Il delta di Venere, Anaïs Nin.Anais-Nin5

“Elena lasciava che la bocca e le mani di lui scoprissero i rifugi e le nicchie più segrete, e riposava, cadendo in un sogno di carezze avviluppanti, piegando la testa su quella di lui, quando le appoggiava la bocca alla gola, baciando le parole che lei non poteva pronunciare. Sembrava che Pierre riuscisse a indovinare dove lei si aspettava un altro bacio, quale parte del corpo chiedeva d’esser scaldata.”

Composto da 15 racconti erotici realizzati su commissione, “Il delta di Venere” saprà condurvi attraverso quella babilonia di sensazioni che temete aver perso per sempre. Nonostante l’asettica richiesta di “meno poesia” da parte dell’inflessibile committente, sensualità  ed emozione si aprono la strada fra la sterpaglia delle descrizioni cliniche e meccaniche, capaci di catturare “solo quello che sente il corpo”. A ogni perversione Anaïs Nin ha magistralmente riservato la sua dose di inchiostro, ma senza scadere nell’affettato: il sesso è osservato più con il caleidoscopio che con la lente d’ingrandimento, perché ” il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino”. Ed ecco che forse vi sorprenderete a sorridere delle fantasie di Maman che volentieri si sarebbe trasformata in un ciottolo perché l’esercito scozzese, con i suoi uomini nudi sotto il kilt, le camminasse sopra; oppure finirete, con vostra sorpresa, con il riconoscervi nel  personaggio di Elena, così vivo e splendidamente tratteggiato. Spogliatevi di ogni inibizione e avvicinatevi ai racconti di questa raccolta come se steste spiando dal buco della serratura: presto scoprirete, percorsi dalle stesse vibrazioni che esasperano i corpi dei protagonisti, che in voi nuovi desideri richiedono di essere soddisfatti.

 

L’amante di Lady Chatterley, David Herbert Lawrence.

“È un’idea divertente che il sesso sia un’altra forma di conversazione in cui le parole vengono agite invece che dette. Credo che sia davvero così. Credo che potremmo scambiare molte emozioni e sensazioni con le donne, così come ci scambiamo chiacchiere sul bel tempo, sulla pioggia.”

Inno all’emancipazione sessuale e sociale, non c’è da stupirsi se ottenne il visto definitivo della censura del Regno Unito solo 00060304 (1)negli anni Sessanta, più di trent’anni dopo la sua prima pubblicazione, avvenuta a Firenze nel 1928. Ricerca del piacere sessuale come rivolta contro una società ipocrita e moralmente intransigente, grigia come i distretti industriali del Nord dell’Inghilterra: questo il nucleo ideologico da cui si snodano le vicissitudini dell’intorpidita Constance Chatterley, sposata a un uomo che la guerra ha reso infermo e sessualmente impotente, e del sanguigno guardiacaccia Oliver Mellors. In quanto simbolo di libertà, l’amore si colora degli erotismi più accesi, si esprime per mezzo di termini osceni senza scadere in volgari ovvietà, si purifica attraverso gli amplessi dei protagonisti. Aggrappatevi alle pagine di questo romanzo come vi aggrappereste ad un amante; immergetevi nel potente e sensuale turbinio di sensazioni che vi si offre: la verità è che il piacere provocato dalla pioggia sulla pelle nuda non è poi, in fondo, così differente dal piacere erotico.

 

 

Rustico e Alibech, Giovanni Boccaccio.decameron

 “[…]Per la qual cosa essa spesse volte andava a Rustico, e gli dicea: – Padre mio, io son qui venuta per servire a Dio e non per istare oziosa; andiamo a rimettere il diavolo in inferno.
La qual cosa faccendo, diceva ella alcuna volta: – Rustico, io non so perché il diavolo si fugga del ninferno; ché, s’egli vi stesse così volentieri come il ninferno il riceve e tiene, egli non se ne uscirebbe mai.”

Se necessitate di ritrovare, oltre alla libido, anche il senso dell’umorismo, questa breve novella tratta dal Decameron di Giovanni Boccaccio fa proprio al caso vostro. La giovane ed ingenua Alibech  spinta da un forte misticismo, decide di recarsi in eremitaggio nel deserto. Accolta dall’eremita Rustico, si lascia istruire su come “servire Dio” rispedendo il Diavolo nell’Inferno. Ma in realtà, “rimettere il diavolo in inferno” consiste semplicemente nel consumare l’atto sessuale, e ben presto si rivela per Alibech un modo molto piacevole di omaggiare il Signore. Impregnati del sapore bruciante di questa atmosfera erotica e al contempo giocosa, affidatevi a questa licenziosa novella come ad un potente afrodisiaco. Ricordatevi solo di tirare le tende della vostra camera da letto.