La fame controlla il cervello o il cervello controlla la fame?

Piergiorgio Romano - 7 Aprile 2014

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Indian Wells….vinto; Miami…..vinto.

Archiviati i primi 2 Masters 1000 della stagione 2014 e raggiunta la prima posizione dell’ATP Race, Novak Djokovic sembra tutt’altro che intenzionato a fermarsi. Quanto appare lontana quella sciagurata voleè sul Matchpoint per Wawrinka a Melbourne, quanto risulta distante quella prestazione non irresistibile con Federer in semifinale a Dubai.

Adesso possiamo dirlo: Bentornato Nole!

Il maggior antagonista di Rafael Nadal (per chi non lo sapesse, Nadal è l’attuale numero 1 del mondo) è tornato ad essere l’insaziabile cannibale di qualche anno fa. Cancellata la grande delusione dei quarti dell’Australian Open, Djokovic ha ricominciato poco alla volta a macinare Aces e servizi vincenti, ha perfezionato il discreto gioco di volo e ritrovato il rovescio dei giorni migliori, eliminando metaforicamente Nadal in finale a Miami.

A proposito, per Nadal è la quarta sconfitta in 4 finali in Florida, se non è un Tabù questo, poco ci manca. Comunque, a pochi giorni dall’inizio della stagione sulla terra rossa il circus dell’ATP ci regala non poche sorprese e inaspettate conferme. Se sul pieno ritorno di Federer è lecito avere dei dubbi e sul totale superamento dei guai fisici di Nadal restano perplessità, non può dirsi lo stesso per Djokovic, in grado di portare a casa i primi 2 tornei di rilievo dopo l’Happy Slam australiano, e fa molto piacere rivedere Andy Murray in buone condizioni, confermate dalla buona partita con Djokovic nei quarti, in cui senza quella svista arbitrale sul 6-5 forse avremmo visto ancora più battaglia e magie da parte dello scozzese.

Da valutare Dimitrov, reduce da 2 tornei in cui la sufficienza in pagella è un regalo, e Raonic, il quale sembra deciso a diventare più che un semplice buon tennista.

Male Ferrer, malissimo i francesi Gasquet e Tsonga, in un quadro a cui va aggiunto l’ennesimo infortunio al polso di Del Potro, un problema che lo terrà fuori tutto l’anno. Convincente il giapponese Nishikori, il quale senza quel forfait in semifinale avrebbe potuto stupirci ancora un po’. Peccato. Buon tennis a tutti!

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