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L’estate sta finendo: i livornesi continuano ad andare al mare ma il vento comincia a farsi sentire e siamo tutti più tristi.

È per questo che ho deciso di scrivere qualcosa che facesse ridere.

Ma non avevo niente che facesse ridere se non parlare degli stessi livornesi tristi del fatto che l’estate stia finendo e che ritornano in libreria alla ricerca di libri in attesa dell’autunno ormai prossimo.

Si sa: lavorare al pubblico regala delle piccole gioie, soprattutto se il pubblico è quello di una libreria.

Stare dietro al bancone a volte mi dona quella felicità che non penso sia comune ad altri lavori.

Solitamente la giornata parte con un cliente che tira forte la porta della libreria, non rendendosi conto che siamo ancora chiusi visto che apriamo alle 9:00 e sono le 8:45.

“Ehhhhh!!!! E c’ho da andà a lavorà!” e picchietta l’indice di una mano sul polso opposto come a indicare un orologio. Quindi, anche se hai le luci spente, i computer spenti e stai posando lo zaino in magazzino, apri.

Cliente: “Mi serve un libro!”

Libraio:” è nel posto giusto!”

Questo è il miglior modo per iniziare la giornata, che continua con delle perle fuori dal comune: non so se tutto questo succeda perché siamo a Livorno o se così è anche in altre librerie. Se così fosse, librai in lettura, rincuoratemi.

“Buongiorno senta vorrei due libri per i miei nipotini che sono gemelli: uno di sei anni e uno di sei anni e mezzo”

ed è proprio qui che ti rendi conto che questa signora ha le potenzialità o per mandare a quel paese tutti i tuoi anni di studi sul corpo umano e sulla scienza in generale o per farti cominciare a credere che il nome del gruppo “Gemelli diversi” non fosse totalmente buttato lì a caso.

“Buongiorno senta, vendete libri push up?”

e disperatamente cerchi una busta di Tezenis alle mani della signora che, puntualmente, non trovi.

 

“Non son di qui: vendete abbonamenti sky?”

ma perché: nelle altre librerie sì?

 

“Vendete lanterne cinesi?”

no ma esaudiamo desideri comunque: fa lo stesso?

 

“Vorrei fare un regalo ai miei nipoti, però non il solito libro: portafogli ne avete?”

“Guardi: “SìSì Pelle” è qui di fronte”

 

“Scusi ma i funghi dove sono?””

“Nel bosco”

Vi tranquillizzo: la signora cercava il reparto botanica.

 

“Ma sui libri di narratura c’è lo sconto?”

“Guardi, i libri di narrativa scontati son qua”

“Ahhhh ma allora c’è qualcosa di narratura scontato!”

E niente: tu ci hai provato a correggerla ma nulla.

 

“Avete la rivista “Di più TV” ?”

“No, però l’edicola in piazza Attias ha tante copie”

Sì: c’è chi ci scambia per una biblioteca ma succede che si venga scambiati anche per un’edicola (e succede spesso).

 

“Tenete scalpellini per modellare l’argilla?”

“…”

 

“Qui ce l’avete le caramelle?”

Perché sì: si viene cambiati anche per un tabaccaio.

 

“Ce l’avete “Sette piccoli indiani?”

“E gli altri tre dove li ha lasciati?”

 

E infine, perché la più bella di sempre:

“Buongiorno, ce l’avete “La gabbia bella e il gatto?”

ed è quello è il momento in cui non mi chiedo più perché Mobrici abbia scritto un libro intitolato “Sei personaggi in cerca di vodka” perché vedo bene che i personaggi in cerca di quest’ultima sono ben più di sei.

 

Un consiglio sull’argomento ci sta tutto:

“I dolori della giovane libraia” di Lauro Mango, ed. 001edizioni

 

Veronica Tati