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Che sia ROSA, che sia NERO

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Due artisti di fama internazionale, dall’uso esclusivo dei colori alla catfight su Instagram.

Anish Kapoor, di fronte alla sua opera “Descension

Anish Kapoor, artista inglese di origine indiana, famoso per le sue installazioni in cui indaga le possibilità offerte dai più svariati materiali, aveva già fatto discutere per l’acquisto in esclusiva di un colore. Non di certo di un colore qualsiasi: aveva acquisito i diritti sul cosiddetto “Vantablack“, il nero più nero del mondo. Il nome non è casuale: “Vertically Aligned NanoTube Arrays” (“disposizioni di nanotubi allineati verticalmente”). Si tratta infatti di un composto di nanotubi di carbonio, cioè di cilindri microscopici che trattengono dentro di sè tutta la luce ( per la precisione il 99,965% dei raggi) permettendo a una superficie dipinta con questo colore di apparire bidimensionale e “schiacciata”, nonostante la sua corporeità. Il colore era stato infatti progettato per gli aerei da guerra stealth perchè non fossero intercettati dai radar.

Il suo creatore, Ben Jensen della Surrey Nanosystem lo aveva commentato così:

“Il rivestimento [di vantablack] riflette così poca luce che le tre dimensioni sembrano scomparire. Quando si osserva il vantablack su un foglio di alluminio arricciato, questo sembra piatto e informe, anche con gli occhi puntati sopra di esso. Questo è il punto: è il materiale più scuro mai creato

International Klain Blue

Già Yves Klein aveva monopolizzato un colore, l’International Klein Blue, realizzato nel 1957 e brevettato nel 1960, divenuto poi il suo marchio di fabbrica. Studiato per avere la stessa intensità e luminosità dei pigmenti asciutti, fu ottenuto proprio fissando questi con una resina sintetica.

Yves Klein, “Antropometrie”

Ma l’acquisto in esclusiva di Kapoor aveva sin da subito fatto discutere (#Sharetheblack, l’hashtag ufficiale della polemica su Twitter), in particolare Stuart Semple, artista britannico, che ha deciso di inventarsi un personalissimo “Rosa più rosa del mondo”. In realtà, come Semple stesso afferma, “non si sa se sia effettivamente il rosa più rosa del mondo”, ma di certo è il più rosa che loro abbiano mai visto.

“The world’s pinkest pink”

Dopotutto, non è l’esatto punto di colore che interessa all’artista, ma la sua vendita, autorizzata a chiunque, tranne che, come espressamente richiesto sul suo sito, a Anish Kapoor e ai suoi collaboratori.

La risposta alla provocazione non si è fatta attendere a lungo: un gesto inequivocabile condiviso con una foto su Instagram. Kapoor infatti, nonostante il divieto, è venuto in possesso del tanto innovativo pigmento e l’ha commentato così:

Up yours #pink

A photo posted by Anish Kapoor (@dirty_corner) on

Ma anche il gesto di Kapoor ha suscitato una reazione dalla parte opposta: di fronte all’indispettito dito medio rosa, due dita nere, nerissime, in segno di vittoria, dall’account Instagram personale di Semple.

https://www.instagram.com/p/BOXv0SwDXum/

Una diatriba che fa discutere, un atto di marketing o reali divergenze artistiche? Pubblicità o modi diversi di vedere l’arte? Sicuramente un buon investimento per Sample, dato che sul suo sito il barattolo di rosa proibito risulta già out of stock.

Ad oggi, l’unica sicurezza è che nessuno dei due colori, da nessun artista, autorizzato a usarlo o meno, è ancora stato utilizzato per una vera opera d’arte. Tante chiacchiere e pochi risultati insomma, che fanno apparire questa diatriba quasi una gag da cartone animato:

che sia ROSA!” “che sia BLU!”

La Bella Addormentata Nel Bosco