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E.SPERIMENTI GDO Dance Company in scena al Teatro Verdi di Pisa

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In occasione della Giornata Mondiale della Danza (29 aprile), istituita nel 1982 su iniziativa dell’International Dance Committee e dell’International Theatre Institute presso l’Unesco, la Rassegna Danza del Teatro Verdi di Pisa ha proposto due creazioni della GDO E.sperimenti Dance Company.

La compagnia è nata nel 2014 e formata da nove giovani performers di diversa estrazione artistica, con un background tecnico che spazia tra vari stili di danza: dalla contemporanea, all’hip hop, passando per il floorwork (lavoro a terra), il teatro danza e la breakin’, ognuno con una propria cifra stilistica e identità artistica.

Le due coreografie Convergenze e Per…Inciso, presentate al Verdi il 29 aprile, appartengono a un trittico tratto dalle produzioni principali della compagnia,“i craft”, di cui fa parte anche Hopera, presentata all’edizione NID Platform nel 2015 (New Italian Dance Platform, un’iniziativa di promozione e distribuzione della migliore produzione coreutica italiana). Ad attendere gli spettatori nel foyer del teatro giovani danzatori provenienti dalle scuole di danza del territorio, hanno eseguito alcune incursioni tra il pubblico e nella platea, coreografati e diretti da Federica Angelozzi, assistente di Kledi Kadiu, la quale, a seguito di un workshop coreografico, ha realizzato una performance densa di significati con un’attenta scelta dei brani quali “Sogna, ragazzo sogna” di Roberto Vecchioni, un inno alla forza di volontà e “Pace” di Arisa, sul quale ha danzato Martina Nadalini, una delle professioniste del talent televisivo Amici.

Convergenze è stata la prima coreografia di Federica Galimberti presentata sul palcoscenico dalla GDO E.sperimenti Dance Company, con un ensemble tutta al maschile, accompagnata da una musica elettronica elaborata da Filippo Braco. Priva di scenografia, di quinte sceniche e con impianto luci a vista, i danzatori hanno sviluppato sequenze d’insieme e assoli di danza contemporanea, hip hop e breakin’, rendendo il palcoscenico uno spazio Uni Info News Convergenzedinamico, vitale e di grande impatto visvo. Il tema della fragilità umana davanti all’eterno è stata restituita con una narrazione astratta dai loro corpi, vestiti di nero, con movimenti dinamici che, in un alternarsi di equilibri, disequilibri, elevazioni, floorwork, danze tribali, contact, hip hop e gestualità riprese dalle arti marziali, hanno creato atmosfere cupe e inquietanti, ma anche gioiose e solari. Convergenze dunque come contaminazione di stili, di atmosfere, di dinamiche, di identità e soprattutto di condivisione.

 

L’attesa del cambio scena sul palcoscenico è stata accompagnata in platea dal brano “Voglio vivere così” di Claudio Villa, che ha coinvolto il pubblico nell’atmosfera cantautoriale italiana, colonna sonora della seconda coreografia della serata, Per…Inciso di Mattia de Virgilis, Francesco di Luzio e Federica Galimberti. I danzatori si sono confrontati con brani di interpreti e cantautori italiani dagli anni ’60 ai giorni nostri, restituendo al pubblico i passaggi che hanno legato cinque generazioni diverse, da Modugno a Guccini, da De Andrè a Giorgio Gaber, da Raffaella Carrà a Ivano Fossati, da Vinicio Capossela a Jovanotti. La coreografia ha visto la partecipazione di sette giovani danzatori che hanno lavorato tra tradizione e innovazione, con un linguaggio gestuale frizzante, energico e ironico, interpretando in maniera innovativa, e mai ripetitiva, i vari brani italiani in un’alternanza di coreografie di gruppo e assoli che esprimono un linguaggio contaminato e coinvolgente che caratterizza ogni espressione artistica, anche nelle suggestioni più drammatiche, in continuoUni Info News-Per Inciso rapporto con il visual/light design. Un “imprenditore delle parole”, così si è definito un danzatore della compagnia, unico danzatore- attore, che in alcuni momenti della coreografia ha offerto spunti di riflessione sulla “libertà d’espressione”, di cui vuole disfarsene perchè “ora non vuol dire più niente, ma fra poco sarà pure pericolosa”.

Entrambi gli spettacoli hanno esaltato le potenzialità della compagnia formata da danzatori under 30, ricca di contaminazioni stilistiche, artistiche e di singole identità che unendosi hanno dato vita a una coinvolgente performance in cui il linguaggio, drammaturgicamente di contenuto con esperienze riprese dal reale e dal vissuto, è stato trattato in modo leggero, ironico, raffinato con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico vasto e vario.

Marta Sbranti