15 Luglio 2024

Submarine : la strana vita di Oliver Tate e la voce di Alex Turner

submarine-movie-poster-02Oliver Tate (Craig Roberts) è un timido ragazzo di Swansea, piccolo sobborgo gallese che si affaccia sulle rive dell’oceano, capace di vantare un ristretto numero di abitati, immerso nei boschi e nella brughiera tipica del sud del Regno Unito. La vita di Oliver sembra scorrere tranquilla, vittima della routine quotidiana fatta di scuola, casa, studio e famiglia. Eppure c’è qualcosa che non torna, un desiderio represso che lo tormenta, la necessità di avere il potere di lasciare un segno, di permettere che certi eventi non capitino e possa essere soddisfatto della propria esistenza. Oliver, per questo, si impone due grandi obbiettivi: trovare una ragazza e non lasciare che il matrimonio dei suoi genitori finisca a causa di una relazione extra coniugale di sua madre con una vecchia fiamma del liceo venuto ad abitare vicino alla loro casa.


Non si sottovalutino mai i film indipendenti, perché sono quelli che sanno regalare le più grandi soddisfazioni agli spettatori. Una frase un po’ azzardata, non c’è che dire, ma anche autentica e sincera, che trova le sue fondamenta in un numero illimitato di produzioni a cui Submarine non Submarine_movie_stills_7fa eccezione. L’opera di Richard Ayoade, qui per la prima volta in cabina di regia, è tanto semplice nella sua messa in scena e nella narrazione, quanto delicata e profonda nel voler analizzare tematiche sempre attuali e interessanti.

Tratto dall’omonimo romanzo di Joe Dunthorne, il lungometraggio si colloca perfettamente in quella tradizione cinematografico letteraria in cui è possibile trovare da un lato pellicole come About a Boy, e dall’altro romanzi di formazione come Il Giovane Holden. Ispirandosi, per atmosfera e impostazione, proprio al noto romanzo di Salinger, Submarine è una ballata romantica che vede protagonista un tipico adolescente con problemi a relazionarsi con chi ha accanto, la sua famiglia e soprattutto con se stesso.

6-Submarine-quotes

submarine-movie-picture-23Oliver è un tipo strano, ama fare voli pindarici quando si tratta di ipotizzare determinate situazioni irreali che lo vedono protagonista. Lascia che la sua mente vaghi libera durante le ore di lezione, senza prestare ascolto al professore, e spera tanto di trovare l’anima gemella. Sarà proprio l’incontro con Jordana ad avviarlo in quella che rappresenterà un frammento della sua vita più maturo e responsabile, grazie al quale riuscirà a interagire con una realtà che pare sempre più sfuggire al suo controllo.

Submarine offre un protagonista affascinante ed originale, pur nel suo essere un tipico adolescente come tanti altri con diversi problemi, dotato di un grande carisma ed una tangibile sensibilità. La voce fuori campo di Craig Roberts permette di empatizzare con il suo alter ego su schermo con naturalezza, non apparendo mai artificiosa o invadente.

E’ proprio grazie a questo equilibrio interno che la prima fatica del regista inglese riesce nell’ardua impresa di confezionare una pellicola così affine ai canoni che l’accomunano ad altre quanto impossibile da lasciarsela sfuggire. I dialoghi, il montaggio e la sceneggiatura sono tutti elementi curati fin nei minimi dettagli e coerenti con un dramma di formazione che non nutre grandi ambizioni se non quelle di voler narrare per il semplice gusto di farlo e, nel dimostrarlo con un’autenticità di ferro, non si dimentica di cospargere al suo interno piccolezze che lo rendono un unicum nel panorama indie cinematografico recente.

La regione del Galles compone un quadro sullo sfondo perfetto ed in alcune inquadrature tremendamente suggestivo. Sa stupire ed al contempo donare un tocco decadente e malinconico marcato che si rispecchia nei sentimenti del giovane protagonista. Le scenografie sono perciò di grande importanza, perché oltre ad essere manifesti nitidi del luogo e del tempo, sono anche un riflesso del mondo immaginario in cui Oliver vive. Esse rappresentano il fondale adatto di quell’universo in cui cerca di esserne il demiurgo, ma che invece scoprirà, a sue spese, di esserne una semplice marionetta.


03_original

fae6176e021f8fd8a814acd8ca114b33
Alex Turner (in foto) ha curato la colonna sonora della pellicola. Richard Ayoade, in compenso, ha diretto molti dei video musicali degli Arctic Monkeys, di cui Turner è il frontman.

Submarine sapientemente cerca di non dipingere un affresco piatto e scanzonato dell’adolescenza del suo protagonista, anzi, fa di tutto per avvicinarsi alle problematiche ed ai sogni infranti di quella particolare età in cui ogni cosa sembra essere alla nostra portata, ma che invece si rivela lontana. Per questo motivo la storia d’amore, i problemi dei genitori di Oliver e il dolore a cui siamo costantemente messi di fronte, non sono che prove a cui siamo chiamati a partecipare e invitati a superare. Ogni cosa ha uno scopo preciso, anche se a noi ignoto, che può essere anche solo per andare avanti, per imparare dai nostri errori o per cercare di ottenere il meglio dal momento che viviamo. Gli atti di bullismo, ribellione e disagio, altro non attestano che per Oliver il mondo ha bisogno di essere cambiato, secondo il suo punto di vista. Eppure non ci vorrà poi molto a capire che è la vita a cambiarti, a renderti diverso, a farti diventare grande.

A supporto di un lavoro tecnico di lodevole fattura, vi sono poi le tracce musicali scritte dal frontman degli Arctic Monkeys, Alex Turner. Sono sei le canzoni buttate giù di suo pugno, inserite nei momenti più importanti della pellicola e che fanno da colonna sonora all’intera opera. Ironicamente simile nell’aspetto a Craig Roberts ed al suo giovane ragazzo inglese che gira per tutto il film con una valigetta ed divisa scolastica, Turner mette da parte il sound che caratterizza la sua band e la collaborazione con l’amico Miles Kane, per prediligere un’acustico dolce e malinconico, che accarezza le immagini senza mai prenderne il posto o lasciare che queste perdano di incisività.

C’è, anche sul lato dell’abbinamento tra ciò che si vede e ciò che si sente, un grande rispetto reciproco e una grande armonia, che assume un valore ancora più marcato quando ci si rende conto che i testi sembrano usciti fuori direttamente dalla testa di Oliver Tate.

Submarine è un esordio d’impatto e d’assoluta qualità, un film tanto umile quanto coraggioso, ribelle e mansueto a seconda del punto di vista con cui ci si approccia ad esso. Estremamente delicato, capace di fare dell’introspezione psicologica del suo protagonista il proprio punto di forza, il lavoro svolto da Ayoade pur non brillando nella sceneggiatura, raccontando una delle tante storie di giovani e tra i giovani, è un’opera imperdibile, dalla quale si fa fatica a staccare gli occhi o annoiarsi. 6a00d8341c630a53ef0133f42b4635970bIl lungometraggio è intriso fino al midollo di citazioni cinematografiche, si passa da un’inquadratura ricorda E.T. di Spielberg, ad una che strizza l’occhio a Twin Peaks di David Lynch, ad un’altra sembra citare Quel che Resta del Giorno, Submarine è uno dei progetti indipendenti meglio riusciti questi ultimi anni. Grazie alla personalità del suo introverso protagonista, la storia di Oliver Tate propone riflessioni sull’essere adolescente e quel che si prova senza mai apparire scontata e banale, retorica o inverosimile. In aggiunta a quanto appena detto è bene prendere in considerazione il cast, di altissimo livello, e una colonna sonora d’autore che potrà essere apprezzata anche a prescindere dalla visione della pellicola, ma che, unita ad essa, conferisce all’insieme un tocco di sensibilità artistica sempre più raro da trovare in sala.

Review Date
Reviewed Item
Movie, Film, Richard Ayoade, Alex Turner, Craig Roberts,
Author Rating
41star1star1star1stargray
Show Full Content

About Author View Posts

Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

Previous CECINA, SABATO: Workshop di teatro e photo counselling con Artimbanco
Next Parla Livorno: Davide Vicari, il giovane che trionfa in Italia grazie alle sue poesie

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close

NEXT STORY

Close

Nasce “Spazio Pubblico”, mercoledì 14 settembre la prima iniziativa

13 Settembre 2022
Close