Amici in Bici – alla scoperta dell’arte a Livorno

Matteo Taccola - 9 Aprile 2014

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Sulle tracce di Maddalena Carrai

Matteo Taccola - 9 Aprile 2014
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10176065_10201196865518374_7397081691190946918_n[1]Ci sono giovani artisti che si stanno ormai affermando, ma non per questo smettono di continuare a
lottare e migliorarsi. E’ il caso di Maddalena Carrai. Di caso non parlerei più perché è già da diversi
anni che questa artista, di gran talento, si sta facendo strada fra il mondo del graphic design e non solo.
Maddalena ha lavorato già a 21 anni con artisti di calibro internazionale, primi fra tutti Lady Gaga.
Seguite questa intervista se volete, come me, conoscere qualcuno che attraverso il sacrificio e la totale
dedizione sta riuscendo a far diventare realtà quello che poteva rimanere un semplice sogno.

 

Ciao Maddalena, innanzitutto ti ringrazio profondamente del tempo che ci dedichi, siamo tutti molto contenti di poterti fare qualche domanda.

1393423_433939636711331_547639495_n[1]La passione ti ha portata veramente lontana. Puoi dire ai nostri lettori come sei riuscita a incanalare
tutta questa energia e a trasformarla in arte?

Disegno da quando ho memoria ed è l’unica cosa che so veramente fare. Appena finito il liceo scientifico provai per alcuni mesi la facoltà di Biotecnologie a Pisa, ma dopo poco mi resi conto che non era quella la strada che faceva per me, dovevo cambiare. I miei erano molto scettici su quello che volevo fare ed il mio futuro come “illustratrice”.

Ho dovuto lottare per imporre il mio stile di vita e soprattutto volevo lavorare tantissimo, più che potevo, per riuscire a fare qualcosa che li avrebbe colpiti e li avrebbe fatti ricredere sul mio lavoro e sulle mie capacità, cosi ho iniziato a lavorare veramente sodo e alla fine posso dire che sono sulla buona strada per diventare una professionista del settore.

Inizialmente, prima di intraprendere il percorso che ora stai solcando con molte soddisfazioni, hai avuto
delle difficoltà? Come le hai affrontate e sono state esperienze comunque utili?

Ho dovuto affrontare la mia famiglia e i loro pregiudizi. La mia è una famiglia stupenda e comprensiva, però è ovvio che quando l’unica figlia, che è sempre andata bene nelle materie scientifiche e va all’università si mette di punto in bianco a voler creare un lavoro dal nulla qualche perplessità è comprensibile. Quindi ho dovuto affrontare sia i miei sia me stessa: non sono una persona molto sicura e tendenzialmente sono negativa, al contrario di quanto faccia trasparire, quindi vedo sempre le cose in maniera un po’ cinica e senza fronzoli, di conseguenza ho dovuto trovare una buona dose di
coraggio nell’accettare quella che sono e andare avanti con la mia passione. Sono state tutte esperienze fondamentali perché mi hanno rafforzato e mi hanno fatto lavorare molto sodo, raggiungendo buoni risultati in breve tempo.

Una domanda che non può mancare è come sei riuscita a contattare l’artista Lady Gaga! Raccontaci!
L’hai conosciuta di persona?
La signorina Stefani Joanne Angelina Germanotta, (alias Lady Gaga), ha un social network che si chiama LittleMonsters.com, una specie di Facebook misto a Tumblr fatto per i suoi fans. Nel network si postano soprattutto foto inerenti a Gaga, alla propria vita quotidiana e anche fan art. Io ho
iniziato nel 2012 a mettere sul social qualche mio disegno inerente alla cantante, piacevano, ma niente di esaltante, il “successo” l’ho avuto quando un giorno ebbi l’idea di disegnare e pubblicare della pagine a se stanti di fumetto che raccontassero in maniera ironica e molto comica le imprese di Lady Gaga e della sua Haus of Gaga. I fumetti ebbero moltissimo successo, tanto che il Tag “haus comix” è uno dei tag piu popolari del social network (attualmente sono la sesta utente più popolare su oltre un milione di utenti). Insieme ai fumetti ho pubblicato molte illustrazioni più professionali, queste vennero viste dall’art director di Gaga, che mi ha contattato dicendomi che la star adorava il mio stile e chiedendomi se potevo fare delle illustrazioni per la parte americana del tour di Gaga, il Born This Way Ball Tour…da li poi è iniziata una progettazione sul concept e sullo stile delle 6 illustrazioni che feci e un buonissimo rapporto professionale che curo ancora oggi con l’art director della cantante.

Come definiresti i lavori che hai eseguito? Da chi prendono ispirazione? E se volessimo collocarli in
una corrente artistica dove li inseriresti?

I lavori per Gaga sono frutto in realtà di un caso. La Haus mi aveva chiesto una cosa molto tecnologica e “pura”, feci dei progetti ma non mi esaltavano. Un giorno feci un’illustrazione inerente a Klimt totalmente a caso, che non era progettata per il tour (era un’illustrazione personale), Gaga la vide
e chiese esplicitamente di usare quel preciso stile per ogni mia illustrazione che dovevo fare per lei. Ho scoperto solo dopo che le mie illustrazioni che riprendevano Klimt, riprendevano involontariamente uno stile un po’gitano e in quel periodo Gaga stava scrivendo una canzone appunto intitolata Gypsy (gitana). Le illustrazioni che feci riprendono palesemente dalla simbologia e lo stile di Klimt e l’arte secessionista in generale, con un tocco POP e più grafico. Non penso che i miei lavori siano collocabili in una corrente artistica per dei semplici motivi: non sono un’artista e i miei lavori non sono quadri,ma illustrazioni digitali. Il mio stile è quello di creare atmosfere che volutamente riprendono da correnti
artistiche passate rimodernandole con dei tocchi POP.

Non hai intenzione di dedicarti anche ad altri artisti del mondo dello spettacolo?

Si certamente! Il mio percorso “artistico” si può dire sia iniziato con Amy Winehouse, che mi ha dato un input fondamentale per la mia ricerca creativa. Mi ispiro a moltissimi artisti nei miei lavori, prendo tutto quello che mi piace da molti elementi e personaggi del mondo POP e fondo il tutto cercando però di fare cose abbastanza eleganti e non pacchiane. Gaga è una Musa ispiratrice, non faccio semplici ritratti di lei che risulterebbero inutili e monotoni, cerco di creare una filosofia attorno alla sua filosofia simbolica e artistica, per me è molto stimolante. Diciamo pure che lei è un pretesto per sperimentare cose e stili che con altri soggetti mi risulterebbe più difficile fare. In molti dei miei lavori se non dicessi apertamente che il soggetto è Gaga in pochi,(solo i fan di Gaga più accaniti), lo capirebbero. Non so per quale motivo, ma se se mi ispiro a lei mi vengono idee che altrimenti non verrebbero cosi facilmente. È una Fashion Icon e per me questo è importantissimo visto che voglio lavorare nell’ambito della fashion illustration.

Invece l’esperienza dell’evento online di Versus Versace? Come lo hai vissuto?1184950_412728415499120_1448292990_n[1]

È stato molto informale. L’ art director di Gaga ha rapporti molto stretti con l’atelier di Versace e mi ha fatto provare delle illustrazioni in stile Versace adatti alla loro filosofia. I lavori sono molto piaciuti, uno in particolare ha colpito molto Donatella chel’ha voluto usare come parte della scenografia nella serata online di Versus a New York.

Hai disegnato anche per un brand che produce t-shirt? Come sta andando? Hai già avuto qualche
soddisfazione?

Ho disegnato grafiche per diversi Brand. Il Brand a cui ti riferisci  si chiama Bee Chic ed è stata la mia prima commissione più articolata riguardante il mondo dell’illustrazione per moda. Il Brand sta crescendo velocemente e penso di aver fatto un lavoro molto carino con le illustrazioni. Questa
esperienza mi ha anche aiutato a far pratica con la simbologia grafica e di colori da usare per le t-shirts, gli stili più consoni ai vari target di consumatori e altri fattori di marketing applicato alla fashion illustration molto interessanti. Attualmente sono in vendita in alcuni noti negozi di Livorno e anche in altre parti della Toscana e ovviamente su internet. Le t-shirts raffigurano personaggi famosi deceduti che giocano in un luna park eterno. Ogni personaggio fa qualcosa di peculiare alla sua personalità o alla sua carriera. Esempio: Amy Winehouse gioca col tiro a segno e butta giù bottiglie di vodka, John Lennon va su un carosello dove a posto dei cavalli ci sono tanti Yellow Submarines e tante altri concepts.

Qualcuno era curioso, avendo visto delle immagini su Facebook, di sapere di più su una certa Vespa
personalizzata! Puoi dirci qualcosa?1920519_10201110096429201_1348645453_n[2]

La Fondazione Piaggio mi ha chiesto di dipingere interamente una Vespa Primavera 2014. Il presidente della fondazione ha visto i miei lavori ad un format fatto in un evento alla Piaggio, mi ha dato il suo biglietto da visita e mi ha chiesto di contattarlo. Da li è venuta l’idea di farmi dipinger a mano un’intera Vespa. Ora la Vespa è finita e faranno un evento per metterla nel museo a metà giugno: la Vespa è da esposizione non è commerciabile, però sarà esposta permanentemente al Museo della Piaggio.

Quali sono i prossimi progetti di cui hai intenzione di occuparti?

Attualmente sto lavorando per un Brand di t-shirt per creare logo e illustrazioni per le maglie. Ho altri piccoli progetti con la Haus of Gaga. Inoltre sono stata recentemente chiamata da un’agenzia di fashion partners che si occupa di trovare giovani talenti per le aziende di moda. Ho progetti futuri importanti con loro riguardanti il mondo della fashion illustration. Intanto a Luglio me ne andrò alla Saint Martins a
Londra, la scuola di moda più famosa del mondo che, su consiglio dell’agenzia, mi dovrebbe dare un punto ulteriore sul mio curriculum

Lavorare in Italia sarà possibile? O ti dovremmo rimpiangere? Come è successo per tanti giovani talenti
italiani?

Nell’immediato diciamo che lavorare in maniera professionale penso che mi sarà impossibile. L’agenzia di cui ho parlato sopra mi ha già offerto dei lavori a Pechino e l’Italia per chi deve fare gavetta ed esperienza non è adatta. Forse tornerò a lavorare a Milano per case di moda dopo aver fatto esperienza, anche se il massimo sarebbe lavorare a Parigi. L’italia non è ancora pronta per formare la gente in senso pratico perché non da grosse opportunità. Io sono già fortunatissima a poter lavorare saltuariamente anche se sto facendo un’università a tempo pieno, però credo che in Italia non andrei molto oltre nel mio campo. Se mi accontentassi potrei rimanere certo, ma io non mi accontento.

In Italia, in special modo, a Livorno come vedi l’ambiente culturale? E’ chiuso?

In italia non si capiscono questi lavori “creativi”, si giudicano inutili o comunque non all’altezza di un lavoro “normale” e si reputano più facili. In effetti sono più facili ma solo perché chi li fa ha una passione dentro e quindi lo fanno sembrare facile, se a fare un lavoro di illustratore ci mettessero un avvocato ovviamente li risulterebbe impossibile, come a me risulterebbe impossibile fare l’avvocato. Sono lavori che per farli al meglio bisogna lavorare e fare sacrifici quanto un lavoro reputato normale. Questo genere di lavori qui in italia è molto sottopagato appunto per questo motivo. Se viene un idraulico a casa tua lo paghi (e anche tanto) per qualsiasi scemata, ma un grafico che ti fa una locandina o una collezione di t-shirt non si è tenuto a pagarlo. Moltissimi credono che il mio lavoro sia inutile o meno impostante del loro, ma chiedetevi una cosa: vi immaginereste un mondo senza una minima illustrazione,(parlo anche di quelle per le pubblicità, quelle animate,ecc),senza una minima grafica per t-shirt (il logo Nike è stato fatta da una donna grafica come potrei essere io o una delle mie colleghe), senza vestiti personali,(senza la moda e i designer e i fashion illustrator non ci sarebbe la moda anche quella più banale)? Vi piacerebbe che i vostri figli non possano neanche sapere cos’è un film d’animazione tipo la Carica dei 101 o Il Re Leone? Vi piacerebbe un mondo senza quadri, musei, musica, danza,teatro,letteratura? Se le risposte sono no allora avete bisogno anche di noi.
In italia e a Livorno siamo molto chiusi perché si tende a pensare così, ecco uno dei motivi base per cui siamo i fanalini di coda dell’europa, basta fare un salto in Francia per capire quanto può essere diverso.

Per concludere. Cosa puoi dire a chi come te vuole coltivare questa passione e trasformarla in un
lavoro? Cosa gli consigli di fare?

Lavorare, lavorare, lavorare. Se c’è la passione la si deve coltivare, fare sacrifici, fare notti in bianco e saltare qualche discoteca con gli amici per fare ogni giorno pratica e riuscire a migliorare costantemente. Pensare anche in maniera oggettiva e non dire soltanto “io voglio fare l’artista” perché è
difficile camparci, bisogna pensare anche al mercato, sondarlo, studiarlo, fare cose creativamente valide, ma che possono avere anche riscontri commerciali utilizzabili. Le scuole sono importanti per dare una base solida, ma il vero percorso professionale lo si fa da soli, andando a battere le musate e cercando occasioni di lavoro varie, ma mai svendersi perché si da ragione a chi dice che il nostro lavoro è inutile e facile e di poco conto. Se sai che questa tua passione è inscindibile da te, se non riesci a passare dei giorni senza vivere la tua passione, se sei disposto a fare sacrifici e andare anche contro delle persone a te care per fare quello che ti piace, se la passione è forse la cosa più importante dopo la tua famiglia, allora puoi creare una vita e un lavoro con la tua passione. Io disegno quasi tutti i giorni e non sono mai stanca di farlo, anzi è come una droga, penso sia questa la vera passione.

Se volete rimanere aggiornati con le illustrazioni di Maddalena Carrai, cliccate qui.

Matteo Taccola

matteo.taccola@uninfonews.it