5 Dicembre 2021

Oggi siamo con Federico Freschi, l’autore di To Live or Not edito da Mangasenpai. Federico è un ragazzo di 31 anni che sin da piccolo ha sempre avuto la passione per il disegno e i fumetti tanto che una volta diplomatisi ha deciso di inseguire il suo sogno. Un sogno che lo ha portato anche a Tokyo in Giappone, per studiare e migliorare la propria tecnica là dove i manga sono nati.

To Live or Not è un manga il cui primo volume è uscito il 25 Febbraio ed è ambientato in una Livorno dove violente gang rivali si contendono il territorio della città. Ma un ragazzo di nome Leonardo, dotato di un misterioso potere, cercherà di porre fine a questa guerriglia e riportare finalmente la pace nella città labronica.


Federico Freschi To live or not

Ciao Federico! Nel primo volume di To Live or Not hai accennato alla genesi di questo manga. Al fatto che nel 2017 ti trovavi a Tokyo e da un qualcosa di scherzoso, complice la nostalgia, piano piano è nato questo progetto. Ma quale è stato il momento in cui hai partorito questa idea? Quand’è che hai iniziato a vedere la città di Livorno, con i suoi scorci e le sue bizzarrie, come una possibile location per uno shonen?

“L’idea, appunto, mi è venuta mentre mi trovavo in Giappone, ed ho iniziato proprio là a buttare giù le prime bozze e annotazioni riguardo al mondo di To Live Or Not, ma ho cominciato a lavorare seriamente al progetto qualche giorno dopo il mio ritorno in Italia. Le ambientazioni sono sempre state il punto debole delle mie storie, e non ero riuscito a trovarne una che mi soddisfacesse a pieno prima di scegliere proprio Livorno. Essendo la città in cui sono nato, cresciuto e vivo tutt’oggi, mi sono posto la sfida di creare uno shonen di combattimento ambientato proprio qua, cercando di creare finalmente qualcosa di più personale e mixando i canoni del manga per ragazzi all’ambientazione livornese.”

So che quando questo progetto ha iniziato a prendere forma hai dovuto girare per Livorno per studiare e ricreare al meglio tutti i luoghi necessari alla tua storia. E immagino anche che ti sarai dovuto documentare per cercare curiosità, miti da inserire nel manga.  E’ stata un’esperienza che ti ha legato ancora di più alla città? Ci sono degli aneddoti, curiosità che ti hanno stupito durante questa fase di ricerca?

“Assolutamente, passare giornate intere a far foto per riferimenti e studiare la storia della città non solo mi ha avvicinato ancora di più a questa, ma mi ha fatto conoscere luoghi e dettagli che in trent’anni non avevo mai approfondito. Gli aneddoti sono tanti, dall’intrufolarmi all’interno delle Terme del Corallo all’andare a chiedere il permesso di inserimento nel fumetto ai personaggi più caratteristici di Livorno (ed esempio i tortai di Gagarin). E le ricerche non sono ancora finite!”

Una cosa che mi ha molto divertito non è stato solamente ritrovare tutti i bellissimi scorci della nostra città riprodotti tra le tavole del tuo manga ma anche ritrovare alcuni personaggi noti o bizzarri di cui la nostra città è popolata. Come ti è venuta l’idea di attingere ai personaggi reali ma soprattutto, ne troveremo di altri nei prossimi volumi?

“Ci sono delle figure livornesi che dovevano essere per forza inserite all’interno di un fumetto ambientato nella nostra città, ed alcuni di loro fanno ancora oggi parte della cultura di Livorno. Non mi è neanche risultato difficile trovare loro una collocazione all’interno del fumetto, da quanto sono strani e bizzarri! Vedremo altre figure livornesi nei prossimi volumi, certamente, maper il momento non posso dire nulla!”


Ricordo che nel 2015 ti avevamo intervistato in occasione dell’uscita di Devil’s Joke e adesso siamo di nuovo qui a parlare della tua seconda opera, To Live or Not. Cos’è cambiato da allora? So che hai fatto diversi viaggi in Giappone e frequentato scuole di manga, senti che il tuo stile si sia evoluto e di essere maturato o cambiato dai tempi di Devil’s Joke?

“Sono completamente cambiato da quando ho pubblicato Devil’s Joke quasi sette anni fa, e già To Live Or Not ne è la prova. Un tempo cercavo la perfezione maniacale del tratto (anche se ero ancora molto acerbo come disegnatore), ed un prodotto più mainstream che facesse contenti più lettori possibili. Adesso invece, grazie a To Live Or Not, do la priorità al divertimento, ai dettagli negli sfondi e ai dialoghi. Questo fumetto ha completamente cambiato il mio modo di disegnare e raccontare storie, e mi diverto molto di più nel fare il mio lavoro.”

L’ultima volta avevamo anche parlato della situazione dei manga in Italia. Passati 5 anni come vedi adesso la situazione? Pensi che le cose siano cambiate? Pensi che i manga e tutto ciò che veniva definito come “nerd” che magari prima era di nicchia, adesso, divenuto pop, possa anche in qualche modo aver cambiato lo scenario italiano? Credi che alcuni ostacoli siano caduti e che adesso ci sia una maggiore apertura verso questo genere di fumetto e di conseguenza per i loro autori?

“Il manga italiano negli ultimi anni è mutato e adesso si trovano ottimi prodotti nel mercato. Basti solo vedere la qualità della stampa dei volumi, le case editrici aperte ai manga italiani che sono duplicate e tutte le nuove realtà per fumettisti (come riviste, e-book e scuole di tecnica manga). Anche il pubblico sembra molto più aperto ai manga nostrani, prima c’era molto più diffidenza e pregiudizio, ma c’è da dire che i veri amanti del fumetto hanno sempre sostenuto questa industria. C’è ancora molta strada da fare in Italia, ma la situazione sta lentamente migliorando sempre di più.”

Ah domanda d’obbligo, quando uscirà il prossimo volume?

“L’uscita del volume due è ancora un mistero! Io sono già al lavoro da prima che uscisse il primo numero, ma alla fine la decisione spetta alla casa editrice!”

Ringraziamo Federico Freschi per la sua disponibilità e gli facciamo un grosso in bocca al lupo!
Se volete seguire i suoi lavori e progetti futuri vi lasciamo la sua pagina Facebook The Fresco .

 

Alessio Nicolosi

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