19 Ottobre 2021

Chiara Malagnino nasce a Grosseto, in Toscana, il 4 marzo del 1996. Ha sempre risieduto in Toscana insieme alla famiglia subendo l’influenza del mondo artistico che in questa regione ha trovato fin dai tempi più remoti terreno fertile. Oggi frequenta il Liceo Artistico di Grosseto, ma a breve dovrebbe trasferirsi in quello di Siena.

Ha iniziato a interessarsi all’arte e alla creatività in generale fin da subito:


Già prima delle elementari sapeva disegnare, avendo una zia pittrice tutto gli è risultato più facile, ha seguito poi diversi corsi, ma mai uno regolare, preferendo piuttosto la strada di auto-didatta.

I soggetti che preferisce ritratte sono quelli umani, in particolare i corpi femminili, “nasce” dalla matita passando poi dal carboncino e giungendo all’olio, sua tecnica preferita che ancora sta sperimentando, utilizzando la luce più che il colore.

Gli artisti che predilige sono Caravaggio e i fiamminghi, mentre l’epoca artisticamente a lei più congeniale è il Rinascimento.

 

Chiara sei una giovane pittrice? Ti reputi tale? O preferiresti l’appellativo di artista?

Gli appellativi “artista” e “pittrice” devono per forza nascondere grandi cose dietro alle semplici parole…Io nei miei (quasi) 18 anni nascondo ben poco!

Hai detto che la tua creatività è sbocciata fin da subito? Quando te ne sei resa realmente conto?


Non me ne sono resa conto. Semplicemente non riesco ad immaginare “Chiara” senza creatività. È qualcosa che ho dentro.

IMG_2819500Perché preferisci i soggetti umani? Quali sensazioni ti da ritrarre un corpo umano? E come mai soprattutto quelli femminili? Cosa ritrovi in loro che in un corpo maschile manca?

A tante domande probabilmente non sono ancora pronta a rispondere… Questa ne è l’esempio! Non so perchè mi piaccia così tanto dipingere soggetti umani,forse è per le sensazioni uniche che mi danno, è come se le toccassi,ogni tratto di matita,ogni pennellata è un continuo modellare ed è una cosa così bella che non riesco proprio a spiegarla. I corpi femminili semplicemente non mi mettono in difficoltà come farebbe un corpo maschile,che per certi versi è duro e quasi spigoloso. Li preferisco da dipingere,ma uno studio ad esempio sui muscoli è qualcosa di stupendo anche per me. 

Hai detto che hai utilizzato diverse tecniche, pur nella tua ancor breve, carriera artistica.

Quali sono i pro e i contro di quelle fino ad ora da te utilizzate? L’olio è l’ultima cronologicamente parlando che hai usato, ma affermi che sia la tua preferita. Come mai?IMG_2819501

Ho realmente iniziato a dipingere e disegnare a soli undici anni,per questo ho potuto sperimentare,senza nessuna fretta,le varie tecniche. Ho iniziato con la matita ed il carboncino,che mi hanno dato gioie immense,poi ho provato l’acquerello,ma per una che ama le tinte forti e i grandi contrasti come me non è l’ideale. Ho provato altre varie tecniche pittoriche,i pro e i contro sarebbero sempre gli stessi,perchè tendo ad avere pregiudizi. È sbagliato,lo so…

L’olio è la mia tecnica preferita in assoluto perchè riesce a dare quella morbidezza di cui parlavo prima,quella morbidezza che avvolge i corpi femminili,i visi,gli sguardi. Ed insieme il realismo di un immagine che si può “toccare” e sentire. 

Di Caravaggio, dei fiamminghi e del Rinascimento dicci tre cose che ti hanno fatto innamorare di questi personaggi e dell’epoca aurea dell’arte.

– Caravaggio…non c’è bisogno di spiegare!

– Il realismo giustamente esasperato;

– L’atmosfera e la luce nei dipinti;

Hai mai fatto mostre? Progetti di farle? Quali sono i tuoi obbiettivi per il futuro?

Non ho mai fatto una mostra esclusivamente mia,ma di recente ho esposto tre quadri,due ritratti di cui uno un autoritratto,ed una copia di magritte,ad una mostra organizzata dal mio liceo,a grosseto,durante la notte bianca. Ho esposto la stessa copia di magritte anche durante una mostra/concorso a follonica lo scorso anno. Non ho ancora progetti futuri,avendo cambiato da pochi giorni scuola (andrò al liceo artistico di siena) non so cosa mi aspetta. Per ora mi devo mantenere al livello scolastico,poi chissà…

Quando dipingi che cosa vuoi esprimere? Nelle tue opere ci sono significati che vanno al di là della pennellata o del tratto della matita?

Dipende molto dal soggetto. Ad esempio se dipingessi un paesaggio personalmente non avrei nulla da esprimere,se non bellezza,fine a se stessa. Quando dipingo un corpo,una figura,comunico con gli altri tramite la posa,i gesti,la luce. Il modo migliore per esprimere qualcosa però resta sempre il ritratto,che non mi stancherà mai,da un volto puoi percepire aspetti psicologici,puoi percepire emozioni,sensazioni. Tutto.

IMG_2819499La città dove ora risiedi ti ha dato e/o ti sta dando spunti in senso artistico?

La mia città non è un grande stimolo per nessuno, in generale. Mi ha fatto un grande piacere però la mostra/evento che c’è stata (la città visibile) vuol dire che qualcosa si muove e si sta muovendo! 

Spiegaci il procedimento che va dall’idea alla tela, è complesso? E’ più difficile trovare l’idea “giusta” o riportarla sulla tela?

Il processo che porta l’idea sulla tela per me non è complesso: nella mia testa ogni idea è un’immagine,e viceversa,ogni immagine rappresenta qualcosa. Il difficile sta solo nel realizzare l’immagine,perchè non mi accontento mai!

Credi che l’arte abbia ancora senso in una società consumistica in cui il principio dominante sembra quello del “prendo e porto via”, in cui la riflessione, il tempo per meditare, utili per la creazione di una qualsiasi opera, sono ormai visti come ostacoli al sempre più veloce progresso?

A volte penso tristemente che l’arte sia qualcosa in via d’estindione,poi mi “ricordo” che sono proprio questi pensieri e queste convinzioni che portano alla vera e propria rovina dell’arte;

nella nostra società,il progresso e la “fretta” che contraddistingue l’uomo moderno distruggono l’arte,e noi,che ancora apprezziamo un certo tipo di cose non dobbiamo fare altro che…farle,farle ed ancora farle,mettere in movimento qualcosa,non accontentarsi della comoda fotografia e cercare qualcosa di più nelle pennellate su una tela: un quadro. Chi ha mai pensato di aspettare quando può avere pure un banalissimo cellulare a portata di mano?

 

Matteo Taccola

matteo.taccola@gmail.com

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Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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