7 Ottobre 2022

Gabriele Collesano nasce a Pontedera, in provincia di Pisa, il 12 maggio 1985.

Si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Pisa nel 2011 e successivamente ha conseguito un diploma di Master in Economia Aziendale e Management alla Facoltà di Economia Avanzata del medesimo istituto.  Ha studiato pianoforte sin da bambino presso l’Accademia Musicale Toscana e dal 2003 è allenatore di pallacanestro. Le sue più grandi passioni, oltre alla musica e al basket, sono la fotografia e la scrittura.


Nel 2013 è uscito “Da adesso in poi”, il suo romanzo d’esordio.

 

Buongiorno Gabriele, è un nostro piacere poterti intervistare, ma iniziamo subito, senza altri indugi, con qualche domanda.

Sappiamo che sei uno scrittore, cosa significa per te esserlo?

Intanto buongiorno a voi, piacere mio. Sì, pare che sia uno scrittore… A parte gli scherzi, definirmi uno scrittore mi fa strano perché sono alla prima esperienza di pubblicazione, quindi spiegarti cosa significa per me esserlo mi torna abbastanza difficile, forse è ancora troppo presto per spiegarmelo e spiegarvelo, il romanzo è uscito da appena una settimana. Sicuramente è motivo di soddisfazione sapere che il frutto delle mie idee si sia concretizzato e che qualcuno lo possa leggere e giudicare.

Hai scritto un libro, come si intitola e di cosa parla?

Il mio romanzo si intitola “Da adesso in poi”. È la storia di Eugenio, il quale, senza preavviso, si trova a dover fare i conti con due eventi inaspettati che piombano improvvisamente nella sua vita: il vuoto incolmabile lasciato da una delusione d’amore e un sogno notturno ricorrente a lasciare acceso il lume della speranza. È la storia di un giovane come tanti e di una vita da ricostruire, tutta in saluta; finché non maturerà una scelta consapevole. Di più non vi posso dire… Vi dico solo che non mancheranno i colpi di scena!


La copertina, qual è il suo significato? L’hai scelta tu?

Assolutamente la copertina l’ho scelta io. Il suo significato è che bisogna sempre  guardare avanti, senza abbattersi, anche quando tutto gira come non vorresti. È un inno  a doverci credere sempre “nel proprio davanti”, perché – come scrivo nella prefazione citando Luciano Ligabue – “quando smetti di sperare inizi un po’ a morire”. Nella mia copertina figurano, infatti, due bambini per mano che guardano l’orizzonte, che guardano il loro avvenire. Amo i bambini e penso che, a differenza degli adulti, hanno quella forza e quella  spensieratezza  che gli permette di viversi la vita sempre con entusiasmo, senza un problema o un ostacolo che li possa buttare giù.

Cosa pensi del linguaggio di un libro? Mi spiego meglio. La scrittura in un libro, secondo te, deve essere vicino al parlato comune o l’autore deve ricercare, in maniera diversa, un modo di esprimersi considerato aulico, in un certo senso irreale?

Io penso che non importa il come, ma importa il cosa: nel senso che non importa tanto come ti esprimi ma è fondamentale che il cosa vuoi dire arrivi al lettore. Quindi non ho puntato né a un linguaggio
ricercato né tantomeno aulico, il mio obiettivo è quello di far arrivare al mio referente quello che gli voglio comunicare col mio romanzo, “il cosa” appunto. La forma e “il come” sono solo una questione di contorno. Spero di esserci riuscito, sta a voi dirmelo se avrete modo di leggere il mio libro!

Quando hai scritto questo romanzo a chi o a che situazioni pensavi?

Quando ho deciso di scrivere il romanzo ero in auto con la mia ragazza, mi sono girato verso di lei e le ho detto: “Ho deciso, scrivo un libro!”. La buona musica dei cantautori italiani (Ligabue e Negramaro in primis) non manca in macchina nostra e sono forse loro che mi hanno dato la spinta per prendere questa decisione. Penso che per scrivere un libro siano fondamentali un’idea e qualcuno che ti sostenga nel percorso di concretizzazione di quell’idea: l’idea c’era e prendeva ispirazione da quella musica; il qualcuno che mi ha sempre sostenuto è colei alla quale ho comunicato la mia voglia di scrivere il romanzo: la mia ragazza. In pochi mesi (da ottobre a dicembre 2012) il tutto ha preso forma.

Il titolo è il fine a cui tende in ultima istanza il lettore o è una chiave per comprendere fin da subito il tuo romanzo?

Il titolo è il mezzo per arrivare al fine, è il filo conduttore di tutta la trama. Che ne sarà di Eugenio “da adesso in poi”? Che ne sarà di Eugenio adesso che tutto sembra essergli crollato addosso? Troverà la sua strada? Ce la farà a rialzarsi? Queste sono tutte le domande che voglio che scaturiscano nella mente del lettore quando prenderà in mano il mio libro e leggerà il titolo che ho scelto.

La domanda è d’obbligo, ma in realtà siamo tutti curiosi di saperlo, presto uscirà qualche altro tuo lavoro?

Chi lo sa, ogni tanto qualche nuova idea mi circola in testa… Può darsi che presto mi giri nuovamente verso la mia ragazza mentre sto guidando e le comunichi che voglio scrivere un altro libro! Quel che è certo è ora la mia testa è questo romanzo; più avanti, ripeto, chi lo sa…

Infine, dove possiamo acquistare l’opera? Dicci almeno tre buoni motivi per farlo!

“Da adesso in poi” è disponibile (sia in versione cartacea che in versione ebook) sui più importanti circuiti online (lafeltrinelli.it, ibs, amazon per citarne alcuni), in più è ordinabile in oltre 1350 librerie fisiche (tra cui tutte le Feltrinelli). Per chi vive nella mia zona, la Libreria Roma di Pontedera ha già a disposizione le copie sui propri scaffali! Tre buoni motivi per acquistarlo? Io sono di parte quindi  non sono la persona più indicata per consigliarvelo, vi riporto una recensione di  un importante comitato di lettura che lo ha letto in prevendita: “Da adesso in poi è un romanzo giovane che entra subito nel cuore; leggerlo è un po’ come ritrovarsi. L’autore è disincantato e diretto, fresco e pungente, proprio quello che ci vuole per incuriosire il lettore: ci porta a percorrere la trama accanto al protagonista; ce lo fa amare, criticare e scoprire in tutta la sua interezza, con le sue fragilità e i suoi desideri. Ovviamente dopo averlo letto viene da chiedersi, e poi?”

copertina fronte ridimensionato[1]

Matteo Taccola

 

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Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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