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Livorno – Aiuto per stalking e violenze, la storia di una realtà virtuosa, l’Ass. Quinto Comandamento

LIVORNO – Nel marasma delle associazionismo cittadino, sono venuto a conoscere l’Associazione Onlus Quinto Comandamento. Un’associazione come le altre? No, assolutamente no!

Parto dallo scopo dell’associazione che è un unicum locale. Infatti, la loro finalità, stranamente, non è quella di organizzare dibattiti o mostre (come nel caso di tante associazioni cittadine), ma è quello di aiutare le donne che sono o sono state vittime di stalking e di violenza psicologica-fisica.
Come? Offrendo protezione, ma sopratutto dando assistenza fisica e psicologica alle persone che sono vittime di qualsiasi tipo di abuso o di violenza. Insomma, un atto-aiuto concreto alle donne che hanno sofferto quel terribile fenomeno chiamato stalking o violenza fisica e psicologica.

Partiamo dal principio, lo scorso fine settimana, ho avuto il piacere di conoscere Samantha Polese (SP), referente dell’omonima Associazione su Livorno, e di confrontarmi, nuovamente, con Luca Malacarne (LM), istruttore di difesa personale e stretto collaboratore di Samantha nell’Associazione medesima. Con loro ho avuto una lunga conversazione, ma per facilitarne la lettura ai nostri lettori, la riporterò qui sotto forma d’intervista.

La storia relativa alla vostra nascita associativa è molto particolare. E’ vero che la vostra sinergia è nata per caso?
LM:
Sì, particolarissima. Sei anni fa, ero a gestire la sicurezza fuori da una discoteca a Rosignano Marittimo, quando sono stato raggiunto per caso da una ragazza che in quel momento era vittima di stalking. Accanto a me, si presentò Samantha che si avvicinò e mi diede una mano… Quella sera portammo quella ragazza in salvo e la proteggemmo dal suo assalitore.
Nei giorni successivi, ci rincontrammo a Livorno e da lì nacque la nostra collaborazione.
Samantha mi spiegò l’attività della sua associazione ed inizialmente ci accordammo sul fatto che io le fornissi solamente i contatti di alcune ragazze e donne che sapevo fossero in difficoltà, poi tutto il resto è storia: una collaborazione molto forte ed intensa che dura da più di sei anni.  

Con chi collaborate? Adesso, che servizi offrite?
SP:
La nostra attività è possibile grazie anche alla collaborazione che abbiamo instaurato col Comando dei Carabinieri d’Ardenza di Livorno. I Carabinieri sono i nostri primi referenti e la collaborazione tra noi e Loro è reciproca: dai Carabinieri portiamo le donne a fare denuncia, mentre loro, talvolta, ci forniscono un contatto delle donne che sono state vittime di qualche tipo d’abuso.
A queste donne, grazie a Luca, offriamo gratuitamente aiuto 24 ore su 24, nel caso in cui si trovassero nuovamente vittime di violenza fisica o psicologica. Siamo sempre disponibili al telefono e, nel caso in cui ci venga richiesto aiuto, siamo pronti a dirigerci lì.
Oltre a questo, per autofinanziarci e per proteggere maggiormente queste donne, offriamo due volte l’anno un corso di autodifesa personale e di assistenza psicologia alle persone ed alle donne che ne hanno maggiormente bisogno. Mediamente, siamo così in grado di svolgere due corsi l’anno per otto persone che coinvolgono donne dai venti ai sessanta anni.

E’ difficile rapportarsi con le donne dopo che sono state vittime di abusi? Quali sono gli scogli che dovete superare?
LM: Sì, non è mai facile e per rapportarsi a delle donne che hanno avuto storie di violenza fisica o psicologiche sono necessari anni ed anni d’esperienze. Il nostro aiuto può essere di tipo fisico e/o psicologico, anche se la cosa più difficile è dare sicurezza e tranquillità. Il primo giorno del corso, piangono e sono disperate, hanno paura di qualsiasi contatto fisico e sono terrorizzate da qualsiasi tipo d’uomo, noi cerchiamo di far loro capire che non tutti gli uomini sono “uomini neri” e che con la  forza di volontà possono riacquisire la sicurezza in se stesse.

Quali sono le vostre soddisfazioni? Cosa vi fa andare avanti nella vostra attività?

L’ex Presidente dell’Ass. Nazionale Antistalking Quinto Comandamento, Francesco Lanza

Anche se in sei anni abbiamo visto il fenomeno dello stalking notevolmente aumentato, noi riteniamo di aver dato una mano a molte donne che erano in difficoltà.
SP: Io svolgo dei lavori saltuari, ho 38 anni e due figli, ma non mi sono mai tirata indietro dai miei impegni. Ho conosciuto questa associazione nel 2010 quasi per caso, il Presidente dell’Associazione, Francesco Lanza, mi chiamava ‘la sanguigna’, perché prendevo le cose molto a cuore: forse aveva ragione.
Anche il soprannome che hanno dato a Luca è più che significativo, lo chiamano ‘il salvatore’ perché è sempre disponibile ad aiutare le donne in difficoltà.
LM:
(ride) E’ l’attività che svolgo in assoluto con più piacere, perché mi permette di essere d’aiuto a molte donne che sono in difficoltà. Appena vengo a conoscenza di queste cose, corro subito sul posto: faccio semplicemente questo. 

L’impressione che ho avuto da questo incontro, è quella di una realtà concreta e non autoreferenziale, che meriterebbe di essere conosciuta maggiormente. Un esempio di persone che si impegnano a fare del bene senza guadagnarci nulla e che, come spesso accade, non sono nemmeno note all’opinione pubblica locale.

 

 

Per entrare in contatto con loro, vi lasciamo i seguenti riferimenti:
Pagina Facebook
Samantha Polese (339 8670886, samantha.livorno@libero.it)

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