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Mali minori – Simone Lenzi

Dopo il grande successo de “Sul Lungomai di Livorno” lo scorso 5 Giugno è finalmente uscito l’ultimo libro di Simone Lenzi dal titolo “Mali minori”.

Mali minori è una raccolta di piccoli episodi tragicomici accaduti in tenera età che però, nel loro piccolo, hanno segnato l’infanzia dei giovani protagonisti. Nello specifico, il così definito male minore è una sfortunata incomprensione avvenuta tra l’infante e la misteriosa sfera degli adulti ovvero, anche più banalmente, un regalo tanto atteso e mai ricevuto che ha lasciato un piccolo grande vuoto nell’infanzia del fanciullo stesso.

Se ci pensiamo bene tutti abbiamo avuto a che fare con questi mali minori. Per esempio il sottoscritto da bambino nutriva una grande passione per i dinosauri, guardavo numerosi documentari sul tema e manco a dirlo Jurassic Park era, ed è tutt’ora, uno dei miei film preferiti. Per questo chiesi per circa tre o quattro anni di fila, purtroppo invano, a Babbo Natale di ricevere la riproduzione giocattolo del famoso T-Rex che avevo visto in qualche negozio di giocattoli. Non che avessi da recriminare contro il povero Babbo Natale, che sinceramente in passato non mi aveva mai fatto mancare niente, ma il fatto di non aver mai ricevuto quel dannato T-Rex, al posto magari di qualche pusillanime erbivoro, ha segnato i miei Natali e lo considero a tutti gli effetti, in questo senso, il mio male minore.

Come si è inteso, Mali minori, è una raccolta di questi episodi deliziosamente narrati in modo tale da far emergere l’ingenuità e il punto di vista dei mal capitati. Queste storielle suscitano spesso il riso (non per svelare troppo ma il racconto di Bambi l’ho trovato terribilmente esilarante) ma alcuni racconti sono capaci di far riflettere il lettore che, volgendo la memoria alle sue esperienze puerili e ai suoi mali minori, prova un profondo senso di solidarietà e partecipazione al dolore degli infanti stessi creando così un leggero velo di malinconia.

E’ una macchina del tempo o un tuffo nel passato a quando questi episodi apparivano davvero come i mali maggiori coi quali doverci confrontare, delle ingiustizie subite nonostante dimostrassimo il nostro valore non giocando col pallone in casa o andando a letto presto senza fare storie. Quando però il lettore sfiora l’ultima pagina viene improvvisamente colto da un senso di purificazione da quelle tenere tragedie, una catarsi che mi piace pensare abbia coinvolto l’autore stesso nello stendere alcune delle sue memorie, finché infine non torniamo al nostro presente con un inevitabile sorriso ebete a rigarci il volto.

Se come lo scrittore ha affermato “scriverlo è stato un piacere” per noi leggerlo e parlarne con voi lo è stato altrettanto.

 

I mali minori non hanno aria da tragedia. Non sono mai, per definizione, niente di irreparabile. Sono i doni sbagliati di Natale, gli esiti di un’informazione parziale o difettosa, i piccoli ma perfidi accanimenti della sfortuna che assumono agli occhi di un bambino la valenza di un disastro. Scaturiscono da un’incomprensione degli adulti che sembra mettere a rischio il senso stesso del mondo. Oppure da un’incapacità dei bambini a corrispondere alle aspettative degli altri, che li porta a conoscere per la prima volta quell’inadeguatezza contro cui si troveranno a lottare per tutta la vita. Oppure infine da quella cospirazione di cose che porta talvolta a interpretare gli eventi come un teatro, dove a reggere le sorti dei personaggi più inermi interviene spesso una mano dispettosa. Viene in mente la parabola del piccolo Carlo Emilio Gadda che, forzando per una volta l’avarizia dei genitori, riuscì finalmente a farsi comprare un gelato, che per colpa di un piccione non mangiò mai. Certo, col tempo il male minore smette di far soffrire. Resta, però, di lui un qualche noioso prurito dell’anima. Proprio come quando, d’estate, si aggiunge all’opprimente calura la noia di una zanzara.

 

Alessio Nicolosi

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