Site icon Uni Info News

Recensione di Dragon Trainer

Recensione di Dragon Trainer 

“Rimanendo attaccato saldamente ai canoni del genere e della storia, Dragon Trainer si rivela un lavoro portato alla luce con passione e impegno”

Trama 

È ambientata nel mitico mondo popolato da giganteschi vichinghi e draghi selvaggi la storia di Hiccup, un giovane vichingo che non riesce ad adattarsi alla lunga tradizione della sua tribù di eroici cacciatori di draghi. Insieme a un gruppo di altri nove giovani entra a far parte dell’impresa militare denominata “The Dragon Initiation Programme” che lo catapulta subito in una grande avventura: per compiere il rito iniziatico che lo traghetterà all’età adulta Hiccup dovrà infatti catturare un dragone. La vita di Hiccup sarà stravolta dall’incontro con questo drago, che sfiderà lui e i suoi compagni a vedere il loro mondo da un punto di vista completamente diverso. Scoprirà così che ciò che era iniziato come un’opportunità per dimostrare il suo valore si trasformerà in un’occasione per stabilire un nuovo corso per il futuro di tutta la sua tribù.

Recensione 

Le storie di amicizia tra uomini e “animali”, sebbene in tal caso non si parli di una bestia qualunque, ma di quello che rappresenta ormai l’elemento fantasy per eccellenza, ovvero il drago (o viverna), ha sempre affascinato l’uomo che grazie al suo estro e fantasia è riuscito a portare a galla avventure e trame originali e cariche di sentimento che a loro volta hanno riscosso un enorme successo di pubblico e critica. 

Adottando, così, una formula del tutto non originale e proponendo una ambientazione tanto mitologica quanto inesplorata, gli antichi villaggi dei Vichinghi Islandesi, Dragon Trainer si mostra ai nostri occhi come un film che è grazie ad un’ottima fusione tra estetica e contenuti riesce a convincere e risultare in gran parte gradevole pur non proponendo niente di rivoluzionario.

La storia infatti tra il piccolo Hiccup e Sdentato, una rara e temibile specie di drago chiamata dagli abitanti di Berk “Furia Buia”, è una delle più classiche a cui possiamo immaginare di assistere, ma l’attaccamento, in questo caso, ai canoni del genere non fa di questo film un punto di debolezza, poiché l’intera vicenda, in fin dei conti, riesce a ruotare attorno ad una scenografia azzeccata e capace di dare scorci di paesaggi nordici mozzafiato con l’aggiunta di un ottimo uso del 3D, il quale aumenta ancora di più godibilità della pellicola senza risultare alle lunghe forzato o fastidioso.

Il fulcro dell’intera produzione sta essenzialmente nel doppio rapporto tra il protagonista con il suo (nuovo) amico drago ed il suo popolo poiché se da una parte Hiccup troverà in Sdendato un essere capace di renderlo felice e valorizzare le sue capacità, le quali non si confanno di certo alle più tradizionali virtù del suo popolo, portandolo di conseguenza a maturare e crescere, dall’altra vi è la grande difficoltà da parte del protagonista nel farsi accettare dalla gente del proprio villaggio. Vedendo, dunque, una società come quella vichinga, qui rappresentata, ancorata ai valori della guerra, il rapporto tra quest’ultimo e la furia buia simboleggia non solo gli errori degli uomini verso le ciò che non conoscono, ma anche e sopratutto una denuncia al pregiudizio verso coloro che vedono come diversi e per questo pericolosi.

La pellicola, di fatto, procedendo ad un ritmo moderato, senza tante scene di azione, ad esclusione di un finale mozzafiato, sottolinea sempre di più la voglia di voler fare un ritratto sia antropologico che zoologico, dove ad emergere non sono tanto le differenze tra due specie diverse ma tutti quei particolari che le rende simili. 

Tutto questo è poi amalgamato con estrema naturalezza ad una colonna sonora orecchiabile e capace di sposarsi perfettamente con i toni del film, unita da brani arrangiati in modo coerente con quel che viene proposto sullo schermo dal compositore John Powell. I draghi, inoltre, sono ognuno differente dall’altro, diversi e dai tanti colori, essi appaiono sia temibili che simpatici e riescono a colpire lo spettatore per le tante differenze sia anatomiche che per quel che riguarda il combattimento.

Commento Finale 

Dragon Trainer è un passo in avanti importante per la DreamWorks, perché conferma che non solo la Pixar può contare su storie incedibili e profonde e con questa pellicola la casa produttrice può ritenersi soddisfatta di una storia che nel complesso, pur rimanendo del tutto priva di una qualunque originalità, riesce a soddisfare, divertire e intrattenere in modo sano e intelligente, a cui si aggiunge una gran dose di ironia, scene piene di gaff tutt’altro che banali e sequenze di volo emozionanti, girate in modo davvero encomiabile. A tutto questo ben di Dio si aggiunge un’ottima rappresentazione della società Vichinga, sia in positivo che nei suoi lati negativi, una scenografia curata fin nei minimi dettagli e tutto un catalogo di draghi e viverne che coloreranno lo schermo di ogni cinema o abitazione conquistando grandi e piccoli per il numero di specie, tutte diverse, proposte in modo originale!

Claudio Fedele

 

Review Date
Author Rating
4
Exit mobile version