1 Ottobre 2020

Recensione di The Invisible Woman 

105423.jpg.origEra l’anno 1857. L’attrice Nelly Ternan (Felicity Jones) si esibisce al Haymarket Theatre di Londra quando incontra lo scrittore Charles Dickens (Ralph Fiennes), che all’epoca aveva quarantacinquenne anni ed era sposato già da una ventina di anni e tra i due inizia una relazione, che è stata tenuta segreta da parte del pubblico per tutta la durata della loro vita… 


Seconda prova da regista per Ralph Fiennes, attore di grande talento e indubbia fama, che con il passare degli anni si è sempre più calato in lungometraggi importanti o quanto meno interessanti sul piano politico/sociale! Tutti noi ce lo ricordiamo nei panni della SS tedesca in Schindler’s List o nel drammatico Il Paziente Inglese, mentre quest’oggi è davanti alla macchina da presa con l’ultimo film del geniale Wes Anderson, affiancato da un cast d’eccezione: The Grand Budapest Hotel.

Fiennes, tuttavia, con gli anni ha provato comunque a immedesimarsi anche nel ruolo di regista e di fatto è suo quel Coriolanus del 2011 tratto dall’omonima opera di William Shakespeare. Con The Invisible Woman si torna così ad abbracciare un percorso che l’attore sembra aver intrapreso ormai tre anni addietro e che vede essenzialmente la messa in scena di storie o biografie legate alla cultura di sua Maestà Inghilterra. Questa volta, ad essere preso in considerazione, è niente meno che Charles Dickens!

iiLa Donna Invisibile (potenziale titolo con cui sarà distribuita in Italia la pellicola) è una tradizionale biografia e a supporto di tale affermazione potremmo dire che già dal punto di vista tecnico Fiennes si fa portavoce di una regia abbastanza classica, che rientra nei canoni del genere e di certo non strepitosa, ma comunque incisiva e adatta al caso. Un film che vuole, così, narrare la “relazione” tra uno dei più famosi scrittori inglesi e la giovane attrice Nelly che porta il volto di una non certo impressionante ( né più di tanto brillante) Felicity Jones, la quale, va detto, si mantiene troppo spesso all’ombra del regista, che ha ben deciso di calarsi anche nel ruolo del protagonista. Il Dickens di Fiennes è senza dubbio molto ispirato, potenzialmente fedele all’originale e immenso tanto nel carisma che nella messa in scena, un uomo imponente ma buono e sincero, coinvolto in una storia da cui non può sottrarsi e su cui grava, al contempo, una reputazione da difendere.

In base a tutto ciò va detto che la vicenda, abbastanza ben narrata, ogni tanto si lascia andare a qualche eccessivo momento morto e a dialoghi magari troppo artificiosi che potrebbero rappresentare uno dei più forti punti deboli della produzione. E’ bene sottolineare per lo più che The Invisible Woman è inoltre una storia che non punta principalmente nel voler narrare l’epoca o la personalità dell’autore di Oliver Twist, di marcare contorni o problemi politici, ma piuttosto cerca di mettere in luce quel lato oscuro e intimo, nonché biografico, dal quale i testi scolastici molte volte allontano studenti o curiosi poiché lo ritengono poco importante. Gossip? Forse, perché no?!ss

In effetti, se dovessimo tirare le somme di tutta l’opera c’è da dire che poco importa oggi se Dickens, il genio e l’artista, aveva una relazione segreta con una donna di gran lunga più giovane di lui e la pellicola, troppo a lungo, si sofferma su questo particolare, mentre invece (e stranamente) si dimostra più elegante e capace di suscitare maggior interesse quando rivolge la propria attenzione sulla società inglese vittoriana o su quei fenomeni che hanno dato ispirazione a Dickens facendogli scrivere molti dei suoi romanzi. Fiennes (già attore in Grandi Speranze che ne celebrava il centenario della nascita), tuttavia, non fa di lui un uomo eccessivamente buono o particolarmente cattivo, cerca piuttosto di realizzare un personaggio a tutto tondo, una persona comune separando la sfera privata da quella pubblica e sfornando un opera che, in definitiva, concessa la cura nelle scenografie e nei costumi, si lascia guardare unicamente grazie alla passione e all’impegno con cui quest’ultimo si è calato nelle vesti dello scrittore inglese.

The Invisible Woman in definitiva è un film con tanti alti e bassi, ma rimane comunque un opera per certi aspetti godibile e che rientra al cento per cento nel filone di tutti quei film in costume o di quel genere cheaA li vede ambientati nella Londra del passato. Ci si aspettava di più forse poiché ogni qual volta che si vuole parlare di un autore noto si spera sempre nel miracolo o quanto meno in un qualcosa che sappia meravigliare ma al contempo rimanere fedele alla realtà e alle notizie biografiche che si hanno appreso su di esso. Questo, l’ultima fatica di Fiennes, riesce a darlo a momenti, poiché principalmente, dimenticandosi di tutti quegli aspetti politici che hanno contraddistinto Dickens e concentrandosi sulla relazione segreta, indirizza la vicenda sulla vita e l’intimità di quest’ultimo non facendone un personaggio potremmo dire “pop” o caricaturale, ma nemmeno riuscendo ad eguagliare la sua la sua grandezza e la sua genialità!   Nel complesso, dunque, un film che potrebbe comunque essere interessante e che ad alcuni potrebbe piacere, anche se il ritratto che qui viene fatto dell’autore inglese non è abbastanza appagante e di certo farà storcere il naso a più di una persona.


Concludiamo in ultima analisi questa recensione con una domanda magari un po’ schietta, ma sincera: E’ più importante approfondire, dunque, la vita dell’uomo o l’artista? A seconda della risposta che darete saprete già in cuor vostro se guardare o meno The Invisible Woman.

Review Date
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Charles Dickens, Felicity Jones, Ralph Fiennes
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Claudio Fedele
Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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