7 Dicembre 2019

Nuovo appuntamento per il Festival ”Scenari di Quartiere”

Sabato 14 settembre, ore 19

piazza Magenta (Quartiere MAGENTA)

”FONTAMARA”

dal romanzo di Ignazio Silone, nell’adattamento e drammaturgia di Francesco Niccolini

Livorno. Per il festival del Teatro di narrazione “Scenari di quartiere”, organizzato dalla Fondazione Teatro Goldoni e dal Comune di Livorno con la direzione artistica di Fabrizio Brandi, sabato 14 settembre, alle ore 19in piazza Magenta andrà in scena “Fontamara”, dal romanzo di Ignazio Silone, nell’adattamento e drammaturgia di Francesco Niccolini. La produzione, realizzata dal Teatro Stabile d’ Abruzzo e Teatro Lanciavicchio con la collaborazione del Centro studi Ignazio Silone e la regia di Antonio Silvagni, vedrà protagonisti gli attori Angie Cabrera, Stefania Evandro, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio e Giacomo Vallozza.

Voci. E Fantasmi. Talvolta fantasmi di fantasmi. Cinque attori danno voce ad un mondo, ad un paese, ai suoi abitanti e pure ai loro carnefici. Raccontano, quasi fosse un’opera sinfonica a più voci, la storia di Fontamara, dei Fontamaresi, di Berardo Viola e di Elvira. Le voci dei protagonisti si accavallano con quelle dei personaggi minori: ogni attore deve acrobaticamente passare da un’identità all’altra. Un mondo si affolla sul palcoscenico attraverso una partitura ferrea, un’alternanza di presenze e testimonianze. Perché di testimoni si sta parlando: quasi fossimo di fronte a un giudice, o forse al Giudizio Universale, sono tutti chiamati a ricostruire quei giorni osceni pieni di vergogna violenza e disumano accanimento sui più indifesi.

«Torno a Fontamara 35 anni dopo il mio primo viaggio – ha affermato Francesco Niccolini –  Allora avevo 15 anni: la forza disperata dei tre testimoni protagonisti del capolavoro di Silone non mi ha mai abbandonato. Quello stile piano, colmo di dignità e al tempo stesso di umiliazione, l’ironia della scrittura e la ferocia dei potenti. I privilegi dei ricchi, la loro ingordigia, la presa in giro spietata di un mondo destinato al genocidio. Perché un genocidio è stato. A distanza di tanti anni, penso che questo romanzo capolavoro sia un altro capitolo fondamentale per chi ha deciso di raccontare quel genocidio. Ora, insieme agli attori cafoni come si definiscono loro stessi del Teatro Lanciavicchio e ad Antonio Silvagni, provo a portare quelle voci e quei fantasmi sul palcoscenico.»


L’ingresso è libero.

Si informa che per questo appuntamento non si terrà la consueta visita turistica al quartiere condotta dalla guida livornese Fabrizio Ottone.

 

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