Un “Bellissimo” viaggio in una magica storia d’amore

La Redazione - 16 Dicembre 2018

SERIE B: IL PUNTO. 16°giornata: Palermo primo dopo un altro pari, male il Lecce a Brescia

La Redazione - 16 Dicembre 2018

Trashopoli 9: “La fine del mondo”, quando la politica perde la sua reputazione

La Redazione - 16 Dicembre 2018
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Amici di Trashopoli, ben tornati al nuovo numero della rubrica del trash politico italiano. Questa settimana è stata segnato dalla vittoria di Anastasio dell’ultima edizione di X-Factor, giovane rapper campano che ha conquistato il tele-voto e i telespettatori di Sky attraverso la prosa delle sue canzoni. Come per i Maneskin tutti a dire il ragazzo è bravo, ma…. (Ma cosa, direte?) ha messo mi piace a Salvini e Casapound ed in una canzone (“Adolescente”) parla di “svastiche nei cessi”, quindi è un fascio. Scoppia la polemica ed il solito giornalismo spazzatura italiano butta nel tritacarne un ragazzo di 20 anni per alcune sue vecchie azioni sui social network. Premettendo che con questa logica chiunque potrebbe passare per “un mostro”, l’occasione del “massacro” Anastasio è per dire che la politica italiana anche in questa settimana sia stata affetta da sadomasochismo, continuando ancora nella sua opera di autoscreditamento. È questa “la fine del mondo”, come “il tormentone” di Anastasio, ed in questo numero parleremo di tutto ciò: dalla vittoria di Anastasio, alla funzione segnalazioni su Rousseau, a Deputati-Vicepremier e esponenti del Governo che confondono in maniera clamorosa fatti storici o attuali con altri avvenimenti. Concluderemo, infine, con Matteo Renzi, che in veste di Cicerone fiorentino, trasforma Brunelleschi nel medico pro-vax Burioni. Benvenuti in Trashopoli 9: “La fine del mondo”, quando la politica perde la sua reputazione!

Libero, sabato 15 dicembre 2018

★★★★★ Anastasietà (vince) X-Factor: In meno di dodici ore, Marco Anastasio è passato da essere il vincitore assoluto ed annunciato di X Factor a fascista conclamato. Il rapper di Meta di Sorrento infatti, dopo la vittoria di Giovedi sera, è stato “sgamato” a mettere alcuni like sulle pagine social di Casapound, Salvini e Trump e subito qualche compagno ha additato il giovane come nostalgico del ventennio. Anastasio si è giustificato dicendo che sono soltanto mi piace e, come dichiarato a Libero nell’edizione di ieri, non si rispecchia nella politica attuale. Ormai anche un like diventa pesante e ti fa passare da idolo delle giovani folle a cattivo esempio. Peccato però che i puntatori di dita contro resteranno delusi, infatti la sua “La Fine del Mondo” continua ad essere ascoltata e comprata e, nonostante le rime scomode, l’artista campano si prepara a volare nelle hit parade di questo freddo inverno. Ovviamente, like permettendo.

La Repubblica, giovedì 13 dicembre 2018

★★★★ – Chi fa la spia è figlio della cyberdemocrazia: Sì, è tutto vero. Il M5S inventa un altro dei suoi strumenti ultra tecnologici: si chiama “Segnalazioni ed è disponibile sulla piattaforma Rousseau, strumento di democrazia diretta utile come una forchetta per mangiare la minestra.
Con questo nuovo tool (avrei potuto dire strumento, ma ormai gli inglesismi stanno prendendo il sopravvento) i cittadini pentastellati potranno segnalare comportamenti scorretti di coloro che fanno parte dell’universo del M5S, dai semplici iscritti ai parlamentari europei, passando per tutte le cariche disponibili a livello nazionale e locale (ministri, parlamentari, consiglieri e sindaci). Dunque, qualsiasi iscritto/militante/attivista/politico del M5S potrà essere segnalato da altri iscritti del MoVimento nel caso in cui vengano ravvisate delle violazioni delle linee guida del partito (pardon, movimento).
Poco importa il divieto di mandato imperativo sancito dalla nostra Costituzione, chi sbaglia deve essere segnalato, multato e rimosso dal MoVimento. Giusto (siamo ironici), ma chi controlla le segnalazioni? A quanto pare gli attuali controllori sono nel bel mezzo di un trenino in una non ben definita discoteca romana. Fortuna che c’è il ministro Luigi Di Maio, alle prese con una segnalazione nei confronti di un certo Giggi di Avellino, il cui padre aveva nella sua ditta degli operai in nero.
Siamo all’apoteosi del trash. il MoVimento 5 Stelle ha appena creato uno strumento che lo porterà alla sua autodistruzione, un po’ come la Morte Nera costruita dall’Impero in Star Wars: una macchina quasi perfetta, costruita per distruggere i Ribelli e dominare le galassie, la cui potenza è capace di distruggere interi pianeti. Allo stesso modo il MoVimento 5 Stelle, nato per distruggere la vecchia politica italiana, la cui potenza l’ha portato al 33% alle ultime elezioni. Finché un giorno non arriva una piccola astronave, che si infila in piccolo cunicolo, spara un piccolo raggio laser e distrugge l’arma più potente dell’Impero. Il piccolo cunicolo è “Segnalazioni” di Rousseau, e il piccolo raggio laser è rappresentato da tutte quelle “soffiate” che saranno effettuate dagli utenti della piattaforma. Dunque, ci permettiamo di dare un consiglio al MoVimento: tappate quel cunicolo finché siete in tempo.

Il Giornale sabato 16 dicembre 2018

★ – Da Calabresi padre e figlio a Sofri e Battisi: cercasi urgentemente psicanalista freudiano per la maggioranza: Giusto poche settimane fa il Ministro del Lavoro – “Sua Cittadinanza” – Luigi Di Maio, volendo querelare il direttore di Repubblica Mario Calabresi, ha invece sporto querela contro il suo defunto padre, il commissario Luigi Calabresi. Calabresi figlio, in trasmissione su La7 aveva allora incalzato il Ministro accusandolo di approssimazione, Di Maio si era scusato e il tutto era passato come una gaffe gigantesca, per poi cadere nel dimenticatoio. Ma il Governo del Cambiamento naviga sulle più basilari logiche freudiane, parlando e ragionando spesso più per associazioni di idee che non per fatti. L’associazione di idee in questione è la seguente: Adriano Sofri, ex leader di Lotta Continua e padre di Luca Sofri, è stato condannato come mandante dell’omicidio del commissario Calabresi. A questo punto probabilmente la “sete di gaffe” è passata trasversalmente tra le menti del governo per tornare di nuovo in campo, stavolta non in tv ma in aula.
Siamo in Senato, e durante la discussione sul Ddl Anticorruzione il leghista Pasquale Pepe non si risparmia sui mandanti dell’omicidio calabresi: “vorrei ricordare che quella cultura politica, in un frangente di questa Repubblica, ha addirittura provato ad aiutare Sofri, Bompressi e Pietrostefani”. Fin qui tutto nella norma, sennonché dopo una piccola interruzione Pepe continua: “A proposito di Sofri, caro Ministro, – e guarda il foglio nella sua mano per accertarsi che il nome pronunciato sia quello giusto – spero che il presidente Bolsonaro finalmente lo assicuri alle patrie galere per i crimini schifosi che ha commesso qui in Italia”.
Il danno è nuovamente fatto: Pepe ha confuso il terrorista Cesare Battisti, fuggito in Brasile, con Adriano Sofri. I suoi vicini d’aula applaudono, la Senatrice Taverna che in quel momento dirigeva la discussione dal banco della Presidenza, gli chiede di “attenersi ai temi della discussione”. Nessuno dei colleghi presenti si accorge della gigantesca gaffe. A questo punto, sempre procedendo per associazione di idee, la possibilità più probabile è che la prossima querela arrivi a Battisti Lucio, anziché Cesare.
Ma si sa, con tutti gli impegni del fare politica, ricordarsi anche i nomi e i cognomi di terroristi, ricercati e uomini di giustizia uccisi ingiustamente, è chiedere troppo. Riuscirà la vedova di Lucio Battisti a difendersi dalle accuse di terrorismo sul defunto marito? In caso ci penserà Mogol, oppure lo psicanalista freudiano di Conte. Calabresi ha sbagliato, non è l’approssimazione il problema: la maggioranza è stressata, ci vuole uno psicanalista subito!

Il Giornale – Lunedì 10 dicembre 2018

★★★ – Anno Domini 2018 – Esponente del Governo, Satana vuole il cambiamento climaticoNel corso di Uno Mattina, una delle nostre “grandi” trasmissioni di servizio pubblico, per qualche minuto è stato lasciato spazio al delirio di Cristiano Ceresani. Non un comune cittadino ma il Capo di gabinetto del lecitamente vituperato Ministro Fontana.

Per quanto si può evincere dall’intervista per il Ceresani la causa degli sconvolgimenti climatici sarebbe da attribuire Satana! Roba da matti. Ma per rendere l’idea riportiamo alcune parti del suo botta e risposta.All’affermazione: – “Secondo la tesi del suo libro, il cambiamento climatico, non è dovuto alle colpe dell’uomo.”-.

Ceresani risponde: – “Sì è dovuto anche all’incuria all’ingordigia dell’uomo” – (qui è poco convinto) e prosegue – “In esso come nella storia però agiscono delle forze trascendenti. Nel libro, attingendo dalle sacre scritture, cerco di spiegare come Satana nei tempi precedenti la parusia (ritorno di Cristo sulla terra), conscio del fatto di restargli poco da vivere, prenda di mira il creato: questo è un dato teologico!” -.

Qua si ferma, fa una pausa come a voler attribuire alle sue ultime parole un’aura di certezza; quasi che dato teologico sia sinonimo di dato scientifico.

Ma non si ferma qui, avvale la sua tesi dichiarando che: – “Quel che sta avvenendo oggi è un qualcosa di inedito nella storia ma di simile a quanto descritto nella Bibbia: temo che l’umanità prima di redimersi debba scontrarsi con shock climatici ancora più intensi.” -.

State pure tranquilli perché il profeta conclude l’intervento dandoci speranza: -“Oggi è l’immacolata concezione (N.B. L’intervista è dell’8 dicembre) festa della Madonna e sarà proprio la Madonna a salvare il pianeta perché, e questo lo voglio dire, il nostro pianeta non è destinato alla distruzione, dal punto di vista teologico (ancora!) è una verità“.

Nel corso del ‘600 il poeta inglese Milton scrisse un poema, il “Paradiso perduto”, divenuto famoso poiché con audacia letteraria rivoluzionò l’entità del Diavolo facendogli deporre l’antica maschera di mostro grottesco (ancora presente nel Lucifero dantesco) e conferendo alla sua figura il fascino dell’indomito ribelle, la bellezza maledetta dell’angelo caduto. Questa risemantizzazione del Diavolo fece tanto scalpore che il pittore Willam Blake dichiarò che egli era – “del partito di Satana senza saperlo” -.

Ecco ci sembra ipotizzabile che forse, anche il Capo di gabinetto Consani, sia effettivamente “del partito del demonio senza saperlo” se, nel caso delle sue dichiarazioni pubbliche, intendiamo il demonio come allegoria dell’ignoranza.

Libero, domenica 16 dicembre 2018

★ – Deliri di onnipotenza su “Il Nove”, va in Scena “La Firenze Secondo Matteo”: il fatidico giorno è arrivato, il Senatore Semplice di Scandicci Matteo Renzi ha debuttato come conduttore e storico dell’arte. Se la profezia pre-referendum costituzionale di Berlsuconi (“lo vedrei bene a condurre l’Isola dei Famosi“) si è quasi esaudita, il suo ego, la sua tracotanza e presunzione non sono ancora terminati. Le vicissitudini della “Firenze secondo Matteo” sono state davvero estenuanti, (prima il rifiuto di MediasetLa 7, per poi approdare sulla “centralissima” Nove), ma nonostante questi segnali ed il rischio che la trasmissione andasse in onda su Disney Channel HD, la produzione di Arcobaleno 3 è un comizio politico. Brunelleschi diventa Burioni e i quadri degli Uffizi diventano simboli per accattare il sistema mediatico (con le sue celeberrime fake news),  il quale ha danneggiato una “fantomatica verità politica” di oggi. Non si sa quale sia questa verità, Bechis, su Libero, ipotizza che si riferisse all’inchiesta Consip su Tiziano Renzi, anche se secondo lo scrivente è più probabile che si riferisse al popolo, il quale, influenzato dall’ignoranza delle fake news, ha scelto la “falsità”, ovvero Lega e 5 Stelle. Più o meno la solita storia, sempre secondo i soliti fortunati (catastrofici) slogan: “la scienza vota Pd”, ovvero chi non vota Pd è deficiente.

La strumentalizzazione di Firenze e dei suoi quadri avviene in questo prodotto mediocre, nonostante nella prima puntata siano stati illustrati alcuni spunti interessanti, segni di un Renzi appassionato alla storia dell’Arte. Ennesima occasione persa.


Hanno contribuito all’articolo: Dario Baldi, Francesco Cristallo, Simone Bacci, Enrico Raugi e Paolo Gambacciani