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Assassin’s Creed – Recensione (no spoiler)

Alessio Nicolosi - 12 gennaio 2017
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Assassin’s Creed rappresenta sicuramente uno dei film più attesi di questo inizio 2017 soprattutto per i numerosissimi fan della celebre saga videoludica targata Ubisoft. Attesa che non può non tradire un certo timore per il fatto che fin qui i film tratti dai videogames si sono sempre rivelati dei flop ma come si suol dire la speranza è l’ultima a morire. Anche e soprattutto perché, nel tentativo di sconfiggere questa legge non scritta, nel film è stato impiegato un cast di prim’ordine. Che sia stata la volta buona?

Forse anche i meno appassionati o coloro che sono estranei a questa nota saga di videogame avranno almeno una volta sentito nominare il nome di Ezio Auditore, il mitico protagonista di alcuni storici capitoli della saga. Ma spieghiamo innanzitutto per i non appassionati cosa è “Assassin’s Creed”. Si tratta di un videogioco uscito per la prima volta nel 2007 la cui trama, semplificandola un po’, prevede che il protagonista, grazie ad un prodigioso macchinario chiamato Animus, possa rivivere i ricordi dei propri antenati al fine di svelare dei segreti o recuperare misteriosi artifizi come appunto, in questo caso, la Mela dell’Eden. Acerrimi nemici del Credo sono i Templari che faranno di tutto per mettere le loro mani sulla Mela al fine di ottenere il suo immenso e misterioso potere.

La pellicola però non ripercorre alcun capitolo del videogioco, si limita a prendere spunto dalla trama per creare una storia inedita (probabilmente per non finire in un gigantesco ginepraio ed incorrere nelle ire dei fan). Così abbiamo il protagonista, Callum Lynch, che viene in qualche modo “rapito” dalla fondazione Abstergo al fine di scoprire dove il suo antenato Aguilar, assassino vissuto nell’Andalusia del XV secolo, abbia nascosto questa misteriosa Mela. E da qui Fassbender, grazie all’Animus, potrà rivivere il passato del proprio antenato tra fughe rocambolesche e combattimenti mozzafiato contro i soldati spagnoli.

Assassin’s Creed però non è stato accolto nel migliore dei modi, negli USA le vendite al botteghino si sono rivelate al di sotto delle aspettative e sono pervenute numerose critiche al film. Tanto è vero che forse sono stato in qualche modo influenzato e dunque non coltivando particolari aspettative mi sono goduto il film per quello che è e alla fine devo dire che non era così pessimo come lo descrivevano. Si tratta pur sempre di un film preso da un videogame e per questo deve essere valutato. Infondo è stato come vedere un film d’azione come tanti altri, coi suoi pregi e i suoi difetti. E dunque andiamo a vedere quali sono.

Tra le cose che ho avuto modo di apprezzare di più c’è sicuramente l’interpretazione di Fassbender che veste perfettamente i panni di un adepto del Credo, anche la fondazione Abstergo era intrigante così come anche la trama e lo spirito stesso del film ricalcavano abbastanza fedelmente quello del videogame. Ed anche un elemento che forse avrà fatto storcere il naso ai più, ovvero la realizzazione dell’Animus, l’ho trovata interessante e si prestava bene scenograficamente per coinvolgere di più lo spettatore.

D’altro canto però ci sono anche diversi difetti che mi hanno colpito e meritano altrettanta attenzione. Sicuramente i meccanismi sui cui si basa la trama di Assassin’s Creed non sono tra i più semplici e a dire il vero talvolta determinate situazioni sono spiegate in modo superficiale quindi posso ben immaginare che uno spettatore casual si possa esser trovato confuso o annoiato durante la proiezione. Questa probabilmente è una delle colpe che più è stata imputata al film e posso comprenderla ma avendo giocato a tutti i titoli della saga di Assassin’s Creed non ho avuto modo di percepire pienamente questo malessere che invece uno spettatore completamente ignaro potrebbe in effetti aver provato.

Detto questo però una delle cose che meno ho apprezzato è stata l’ambientazione spagnola. Mi spiego meglio, uno degli elementi più caratteristici di Assassin’s Creed è proprio la possibilità, rivivendo i ricordi dei propri antenati, di poter visitare ed esplorare città del passato. Così nel gioco abbiamo visitato la Firenze rinascimentale, Venezia, Roma, Istanbul o più di recente Parigi durante la rivoluzione francese e così via. Tutte ambientazioni a dir poco affascinanti e ricche di storia mentre questa Andalusia invece non mi ha lasciato proprio niente. Sono convinto che si siano volute fare delle scelte precise riguardo la tecnica cinematografica da usare per la realizzazione del “passato” che però personalmente ho trovato infelici. Quando il protagonista “tornava nel passato” l’atmosfera era sempre cupa, fumosa e l’uso stesso della regia con tagli repentini e visuali frenetiche ha reso pesanti ed a tratti persino fastidiose diverse scene. Personalmente credo che questa tecnica stilistica derivi dal fatto che chi sedeva dietro la macchina da presa volesse dare all’Andalusia una dimensione quasi onirica ma per quanto mi riguarda è diventata solo molto caotica.

Scelte stilistiche a parte un altro elemento controverso è stato il fatto che il film è ambientato molto più (o forse troppo) nel presente che nel passato e in molti hanno trovato noioso questo aspetto. Chiaramente non potevano fare un film con un’ora e mezza di parkour e acrobazie però sono convinto che poteva essere dato molto più spazio a questo scenario, magari permettendoci di rivivere ciolwk4xeae3-zw-jpg-largequalcosa di più del Credo, le sue trame, l’eterno conflitto tra Assassini e Templari o magari riguardo l’inquisizione stessa.

Infine, se l’interpretazione di Fassbender è stata convincente, lo stesso non si può dire del personaggio interpretato dalla Cotillard un po’ fiacco e vittima di una evoluzione narrativa durante lo  svolgimento del film un po’ confusa e forse banale. Così come lo stesso finale del film un po’ tirato via forse per esigenze di tempo.

Tirando le fila, anche se forse ho cercato il pelo nell’uovo, il film comunque sia si lascia guardare ma ritengo che purtroppo sia un prodotto a metà. Da un lato la volontà di assecondare i desideri degli appassionati spingevano per premere sull’acceleratore mentre dall’altra l’esigenza di dover far capire a tutti i meccanismi della trama hanno frenato forse le ambizioni del film. Così facendo però, a giudicare dalle numerose critiche ricevute, il film non ha pienamente soddisfatto i primi e i secondi hanno capito poco e nulla della trama.

Nonostante tutte le critiche sicuramente Assassin’s Creed al momento rappresenta l’esperimento più riuscito in quanto a trasposizione cinematografica di un videogioco ma purtroppo non è un titolo del quale vantarsi, considerata la concorrenza.

Alessio Nicolosi