13 Luglio 2020

Il fatto

Stamani intorno alle 11 un attacco terroristico di matrice islamica tra i più violenti degli ultimi anni ha scosso la Francia e l’intero occidente. Stando ai primi elementi all’improvviso tre terroristi vestiti di nero e armati di kalashnikov hanno fatto irruzione a Parigi davanti alla sede di Charlie Hebdo, un giornale satirico francese noto per le vignette contro l’Isis e Al-Qaeda. I tre hanno sparato uccidendo 12 persone e ferendone gravemente altre 4, tra i morti il direttore del giornale, alcuni vignettisti e due agenti di polizia.


I terroristi sarebbero giunti davanti all’ingresso del giornale facendosi aprire la porta dalla vignettista Corinne Rey, detta Coco, dopo averla minacciata, la stessa ha poi riferito alla polizia che i due avevano un perfetto accento francese. Dopo il massacro i terroristi sono scappati a bordo di una macchina rubata facendo perdere le loro tracce e investendo un poliziotto.

Al momento della vicenda non si sa niente di più, Parigi è blindata e la polizia sta assediando la città per dare la caccia ai terroristi.

La drammatica sequenza di un'uccisione (Foto ANSA)
La drammatica sequenza dell’uccisione di un poliziotto (Foto ANSA)

  Sospetti sulla matrice islamica degli attentatori

Un gruppo di giornalisti si sono rifugiati sul tetto dell’edificio girando  video in cui si  sente gli attentatori sparare al grido di “Allah u Akbar”  (Allah è grande), questo e  numerosi altri indizi fanno pensare ad un  attentato di matrice islamica,  precisamente si pensa a terroristi vicini  all’Isis o ad Al-Qaeda. Alcuni testimoni  sopravvissuti riferiscono che i  terroristi hanno detto di essere di Al-Qaeda, tuttavia  non ci sono  ancora elementi certi, per dimostrarne effettivamente il legame.  Numerosi sono gli elementi che fanno pensare ad un attacco  premeditato, il primo  fra tutti la scelta di colpire durante la riunione  settimanale di redazione.

 Profezie amare

Appare davvero amara, e quasi profetica, la vignetta pubblicata nei giorni scorsi: “Ancora nessun attentato in Francia”, si legge sul disegno, mentre un talebano armato risponde: “Aspettate. Abbiamo tempo fino a fine gennaio per farci gli auguri”.


Foto ANSA
Foto ANSA

Prime impressioni personali

Sarebbe quasi inutile per un giornale come il nostro fare giorno per giorno la cronaca dei massacri dell’Isis, di Al-Qaeda o di Boko Haram. Ogni giorno giustiziano persone senza pietà, ma quando due terroristi “freddano” 12 persone a Parigi al grido di “Allah è grande” per la loro “colpa” di lavorare per un giornale satirico la cosa è ben più grave.

È grave non perché la vita di un europeo valga di più di quella di un iracheno ma perché dietro l’attentato si cela la volontà di mettere a tacere la libertà di stampa, la libertà di satira, le libertà europee.

Non è singolare che sia stata scelta proprio la Francia, essa è storicamente il paese simbolo della libertà nonché uno dei paesi fondatori dell’UE, impegnata in prima linea contro l’Isis e più in generale contro il terrorismo islamico, con una grande influenza nel Nord Africa e nel Medioriente.

Mi viene spontaneo e razionale considerare l’attacco terroristico di oggi come un attacco alla libertà europea, giustificato, per così dire, da una precisa volontà di mettere a tacere gli oppositori. Detto questo sono sicuro che il sangue non prevarrà sulla libertà e la democrazia, ma nel frattempo non possiamo chiudere gli occhi.
La storia dimostra quanto la cultura, il progresso, la laicità di uno stato, i diritti e le libertà dei suoi cittadini siano ormai requisiti innegabili per uno stato moderno e libero, su questo piano la distanza tra noi e loro è incolmabile, e proprio per questo penso che l’unica opportunità di cambiamento per questi paesi passi attraverso una rivoluzione culturale orientata verso la laicità, il rispetto delle donne e di conseguenza il progressivo raggiungimento dei diritti e la libertà. Ma in quelle realtà si assiste ad un grande indottrinamento che blocca la cultura attraverso una propaganda degna del regime nazista.

In questa situazione delicata è certo che non si può parlare di diritto all’autodeterminazione dei popoli, discorsi utilizzati più o meno razionalmente per altri paesi, e penso sempre di più che avesse ragione Oriana Fallaci nel sostenere che purtroppo con l’islam integralista non si può dialogare, perché le loro menti sono totalmente annebbiate dall’ideologia, non è sbagliata la definizione di “nazi-islamici”, e sfido il più solidale dei pacifisti a dimostrare il contrario.
All’odio non si risponde con altro odio, e non si risponde neppure con un’operazione fallimentare e priva di prospettive future come lo è stata la guerra in Iraq, ma l’Europa si deve svegliare se non vuole restare immobile di fronte a tanti spargimenti di sangue, l’unico modo per svegliarsi è abbandonare una volta per tutte la “dialettica del politicamente corretto” e iniziare a ragionare concretamente sul da farsi.

Per chi non si fosse ancora svegliato questo non è soltanto un attacco a Charlie Hebdo, è un attacco all’occidente e alla libertà di stampa.

Simone Bacci

@s_bacci

simo.bacci93@gmail.com

 

 

 

 

 

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