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“Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio”

Veronica Tati - 31 Marzo 2019
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  • Titolo: Chiamami col tuo nome
  • Autore: Andrè Aciman
  • Edizione: Guanda
  • Anno: 2007
  • Genere: Narrativa

Come vivi la tua vita sono affari tuoi. Ma ricordati, cuore e corpo ci vengono dati una volta sola. La maggior parte di noi non riesce a fare a meno di vivere come se avesse a disposizione due vite, la versione temporanea e quella definitiva, più tutte quelle che stanno in mezzo. Invece di vita ce n’è una sola, e prima che tu te ne accorga ti ritrovi col cuore esausto e arriva un momento in cui nessuno lo guarda più, il tuo corpo, e tantomeno vuole avvicinarglisi. Adesso soffri. Non invidio il dolore in sé. Ma te lo invidio, questo dolore.

In alcune librerie ho visto questo libro tra gli scaffali della narrativa rosa. E voglio ben pensare che ci sia finito per sbaglio.

“Chiamami col tuo nome” è, prima di essere una storia d’amore, una storia di ricerca di sé stessi e della propria identità.

Siamo nel 1983, in Riviera. Elio ha 17 anni, è ebreo e passa ogni estate nella villa di famiglia. Suo padre è uno stimatissimo professore e la sua villa è frequentata ogni giorno da colti quali giornalisti, studiosi e artisti. Ogni estate, la famiglia di Elio, seleziona uno studioso che sta per pubblicare un libro, un saggio o una tesi e lo ospita per i mesi estivi durante il quale egli può lavorare ai suoi studi. Quest’anno è la volta di Oliver, ebreo americano, biondo, perfetto e sicuro di sé. Per Elio l’ospite estivo è solo una scocciatura ma con Oliver accade proprio il contrario.

Oliver succede nella vita di Elio proprio in un momento in cui quest’ultimo è alla ricerca della propria identità. E’ l’inizio una serie di avvenimenti che porterà i due protagonisti a conoscersi sempre meglio.

Elio non è un diciassettenne come tutti: è colto, trascorre il suo tempo a comporre musica, suonare il piano e leggere. Questa caratteristica attrae Oliver che comunque, sin dalle prime, si dimostra freddo e distaccato nei confronti del ragazzo. I due, piano piano, si scoprono a vicenda e si innamorano, trascorrendo così una delle estati più belle della loro vita che porterà Elio a capirsi fino in fondo e Oliver a prendere delle decisioni molto importanti.

Il libro è suddiviso in 4 parti:

  1. “Se non dopo, quando?”
  2. “La collina di Monet”
  3. “La sindrome di San Clemente”
  4. “I luoghi dello spirito”

Ogni parte racchiude un viaggio interiore per entrambi i protagonisti, di scoperta dell’altro, fino ad arrivare all’identificazione nell’altro che porterà i due a chiamarsi con i reciproci nomi. Tre sono le citazioni all’interno del romanzo che raccolgono il senso in toto della storia e del titolo di quest’ultima:

  1. Voglio conoscerti e, attraverso te, voglio conoscere me stesso.
  2. Dove sono stato finora?
  3. Lui era il passaggio segreto che mi conduceva a me stesso.

Scrittura lenta e intensa a tratti e veloce in altri, quella di Aciman è una scrittura fatta per farci sentire Elio in tutto e per tutto. Noi lettori indaghiamo insieme a lui, nell’io più profondo che si possa descrivere in meno di 300 pagine. Siamo accompagnati per mano nella storia di un adolescente che scopre sé stesso, il suo corpo e il suo cuore.

Associo sempre questo romanzo al mare: lo scrittore è l’onda e noi lettori siamo i bagnanti in balia di quest’ultima. A momenti veniamo allontanati velocemente dalla riva, in acque dove non tocchiamo, burrascose e dove dobbiamo cercare di stare al passo con gli avvenimenti. Poi, lentamente, veniamo riportati a riva e ci viene dato il tempo necessario per interiorizzare quegli avvenimenti e per stabilizzarci, insieme a Elio, in questo uragano che è la sua vita in questo momento.

La copertina che Guanda ci regala (e che vi lascio qui sotto*) è un tocco di classe e due sono le interpretazione che io le ho dato:

  1. Le due figure rappresentano Elio e Oliver che vengono a contatto e che sono speculari, in segno di riconoscimento.
  2. Le due figure, una in costume blu e una in costume rosso (colori dei costumi che indossa sempre Oliver), rappresentano le due personalità di Oliver che, se da un lato incontriamo freddo e distaccato nella prima parte “Se non dopo, quando?” (particolarità, tra le altre, che attrae Elio sin dall’inizio), dall’altro si ribalta completamente in situazioni intime con Elio sin dalla seconda parte “La collina di Monet”

Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio vivamente di guardarvi anche il film: adatto a chi ama i film lenti, introspettivi e di formazione.

 

Veronica Tati

 

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