27 Settembre 2022

Marco

 

Non sono certo il primo a trattare la notizia del rifiuto da parte della Corte Suprema Indiana di riconoscere alla Novartis l’esclusiva sull’imatinib mesilato ( un farmaco usato per trattare alcuni tipi patologie croniche, fra cui la leucemia mieloide cronica, causata da anomalie nel cromosoma Philadelphia), distribuito come Glivec: la notizia risale quasi a un mese fa e la contesa legale fra le due aziende risale al 2006, quando il tribunale indiano espresse contro la richiesta di brevetto della Novartis un verdetto sfavorevole, basato sull’interpretazione della legge indiana sui brevetti, che non riconosce l’innovazione incrementale ( una pratica con cui è possibile di brevettare farmaci che migliorano in modo dimostrabile la formula chimica e quindi l’efficacia di prodotti già esistenti ), consentendo il brevetto solo a farmaci nuovi.
La Novartis ha però sostenuto che la versione prodotta come farmaco generico al prezzo di circa 175 dollari dalla concorrente indiana deriva da una formula ritenuta instabile e non sottoposta alla sperimentazione umana; la loro versione, distribuita alla “modica” cifra di 2.600 dollari, avrebbe invece già ricevuto l’approvazione per uso clinico ( cosa che annullerebbe il vantaggio dato dal prezzo low cost dei farmaci generici ).

Qual’è la verità, allora? Fino a prova contraria possiamo solo affidarci alla decisione della Corte Suprema, che evidentemente non ha ritenuto vi fossero problemi nella distribuzione del Glivec da parte dell’industria farmaceutica locale.


La questione, tuttavia, è un’altra: per quanto importante sia il contributo di questo farmaco nel settore dell’oncologia e quello che darà la sua diffusione ad un prezzo ridotto in campo umano, ciò che dovrebbe interessare è il quadro generale che emerge da questi episodi riguardo la ricerca scientifica: da un lato i progressi fatti dai ricercatori costano capitali notevoli, non sono esenti da contestazioni e spesso finiscono per soccombere alla logica del profitto; dall’altro scoperte valide che sopravvivono ai protocolli, alle numerose fasi della sperimentazione ed alla burocrazia, devono fare i conti con la sfiducia di molti verso l’efficacia dei farmaci anticancro, in particolare quelli più economici, provocata dalle famose “panacee” che compaiono sul mercato.

Un caso famoso si verificò in Italia alla fine degli anni novanta in seguito alla presentazione del cosidetto metodo Di Bella, la cui introduzione nel novero delle cure per il cancro rappresentò, secondo molti esperti, un errore. Questa “cura innovativa” venne fortemente promossa dai principali mezzi d’informazione e da alcuni esponenti politici disposti a sfruttare l’onda mediatica che si era creata ancora prima di ricevere la formale approvazione del Ministero della Salute, che in base alle sperimentazioni effettuate aveva ritenuto non ci fossero i presupposti necessari a far proseguire ulteriormente le ricerche ( il British Medical Journal del 1999 riporta la sospensione del trattamento all’86% dei pazienti per tossicità, progresso della malattia o decesso ). Più di recente abbiamo assistito alla diffusione, soprattutto nel web, della notizia di una nuova medicina miracolosa, l’Escoazul ( altrimenti detto Vidatox ), sviluppata a Cuba: questo rimedio naturale, ricavato dal veleno dello scorpione azzurro, è stato distribuito gratuitamente ad innumerevoli malati, anche se non aveva ricevuto alcuna certificazione da parte del Ministero della Salute.

Ed ecco apparire, in mezzo a questo caos, quello che sembra l’ennesimo miracolo a buon mercato; in questo quadro la sconfitta della Novartis potrebbe rappresentare una vittoria contro quei colossi aziendali che al pubblico vengono presentati come il malvagio ed imponente Golia e fornire un passo avanti nello sviluppo delle farmacie dei poveri ( ovvero di industrie che producano low cost per l’utenza delle fasce basse e medio – basse farmaci equivalenti a prodotti costosi ma necessari alla lotta contro le malattie più gravi ), ma che rischia di essere eclissata dai troppi allarmi fasulli lanciati finora, per interesse o disperazione.

Marco Romagnoli

(In basso link di approfondimento)

Allerta Escozul


British Medical Journal – Multitrattamento Di Bella

 

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