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L’effetto Grillo è svanito definitivamente?

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In questi giorni hanno fatto discutere le dichiarazioni di Beppe Grillo in merito alla discussione di voto del d.d.l. sulle Unioni Civili: “I parlamentari del M5S avranno libertà di coscienza al momento del voto”.

Polemiche da parte di alcuni esponenti, i quali hanno fatto capire che il cambio di linea voluto da Grillo somiglia ad un dietro front che potrebbe tradire e deludere molte persone che si erano affidate al MoVimento per far passare la legge sulle Unioni Civili. Il vice-presidente della Camera e membro del Direttorio del M5S, Luigi di Maio, ha invece affermato che sulle questioni etiche la libertà di coscienza è più che legittima. Le dichiarazioni più interessanti in risposta alle parole di Grillo arrivano comunque fuori dal MoVimento, direttamente dal Ministro dell’Interno e leader di NCD, Angelino Alfano, il quale ha parlato di “partita riaperta”, “scenario interessante” e di “possibilità che la legge sulle Unioni Civili salti”.

Ma quanto contano le parole di Grillo? In tutte le discussioni di voto sul d.d.l. Cirinnà gli esponenti pentastellati hanno sempre votato “sì” e, probabilmente, continueranno a farlo anche in futuro, nonostante le dichiarazioni del co-fondatore del MoVimento. Il M5S ha sempre ritenuto fondamentale rispettare gli impegni presi con i propri elettori e tra questi impegni c’è, appunto, la legge sulle Unioni Civili, ed è quindi ipotizzabile che, libertà di coscienza o meno, lo spettro dei franchi tiratori all’interno del MoVimento sia molto lontano. Naturalmente i contrari al d.d.l. non mancano, ma si parla di soli tre o quattro esponenti. Il M5S è quindi compatto ed è pronto a votare “sì” alla legge sulle Unioni Civili. Le parole di Grillo, in questo momento ed in questo contesto, contano poco. La scelta sulla libertà di coscienza non dovrebbe influenzare la presa di posizione degli esponenti pentastellati, i quali continuano a predicare coerenza e continuità con le scelte fatte fino ad oggi.

Al di fuori del MoVimento il vero sconfitto nella battaglia sulle Unioni Civili è il ministro Alfano. Il suo disperato tentativo di mettere pressione psicologica al M5S non sembra funzionare, così come non ha dato risultati l’affannosa ricerca di voti contrari al d.d.l. Cirinnà. Il Ministro deve quindi mettersi l’anima in pace: libertà di coscienza non significa che gli esponenti del MoVimento 5 Stelle cambieranno idea nei confronti della legge sulle Unioni Civili. Il d.d.l., molto probabilmente, passerà con i voti compatti di PD, SEL e M5S.

Se guardiamo, però, all’interno del MoVimento 5 Stelle, colui che ne esce ridimensionato è lo stesso Grillo. Le sue parole hanno avuto un debole effetto sugli esponenti pentastellati; tutto ciò rappresenta un segnale molto forte: il M5S è ormai indipendente. I deputati, in carica da quasi tre anni, sanno muoversi con destrezza all’interno del Palazzo, conoscono i giochi di potere dei vari partiti e, soprattutto, sanno cos’è meglio per il paese e conoscono le intenzioni, i pensieri e le idee dei propri elettori. Nel contesto delle Unioni Civili l’effetto Grillo, con il quale il co-fondatore del M5S ha più volte in passato mischiato le carte in tavola, sembra essere svanito. Resta da vedere se in futuro, in altri contesti e nelle discussioni su altre leggi, Grillo dirà la sua mischiando nuovamente le carte in tavola oppure se le sue parole finiranno nel dimenticatoio. Resta da vedere, cioè, se l’effetto Grillo svanirà definitivamente oppure se la presa di posizione forte degli esponenti M5S sulle Unioni Civili sarà solo un fuoco di paglia.