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Malala Yousafzai: un’adolescente da premio Nobel

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“Oggi, mi concentro sui diritti delle donne e sull’istruzione delle ragazze, perché sono quelle che soffrono di più. C’è stato un tempo in cui le donne hanno chiesto agli uomini di difendere i loro diritti. Ma questa volta lo faremo da sole.”
Malala Yousafzai, Discorso per l’Onu, 12 luglio 2013, New York
manifestazioni-per-malala

Nata nel 1997, Malala Yousafzai è una studentessa e attivista pakistana, non che premio Nobel per la pace 2014.
Ammettetelo, vi sentite piccoli piccoli in confronto a lei. Personalmente la mia quotidianità mi sembra insignificante se penso alla vita di Malala, ed è giusto così perché lei è un’eroina dei giorni nostri che a soli diciassette anni può dire di aver cambiato la vita di milioni di persone.
Ma chi è davvero Malala?

All’età di undici anni, quando noi probabilmente ci stavamo preoccupando di avere un nuovo videogioco o un paio di scarpe alla moda, Malala inizia a scrivere un blog per conto della BBC (British Broadcasting Corporation) che racconta la sua vita sotto il regime dei talebani in Pakistan che occupavano il distretto dello Swat, contrari al lavoro femminile ed a ogni tipo di istruzione delle ragazze. Questo incarico le fece ottenere nel 2011 una candidatura all’International Children’s Peace Prize per la lotta per i diritti dei giovani. A soli dodici anni Malala è già una figura di rilievo internazionale che rappresenta però una minaccia assai notevole per i talebani a causa della sua necessità di gridare al mondo che anche le donne hanno dei diritti che devono essere rispettati.

Malala Yousafzai

Malala durante il discorso per l’Onu

Per questa ragione il 9 ottobre 2012, mentre tornava a casa da scuola su un autobus, un uomo salito a bordo le spara un colpo di pistola in pieno volto lasciandola in fin di vita. Ricoverata d’urgenza nell’ospedale militare di Peshawar riesce a sopravvivere grazie ad un’accurata rimozione chirurgica del proiettile dalla testa. Nonostante ciò il leader talebano Insanullah Ihsan, avendo rivendicato l’attentato alla vita della giovane ragazza, dichiara che ella “è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità” e che quindi sarebbe stata oggetto di nuovi attentati terroristici. Trasferita successivamente a Birmingham nel Regno Unito, dove un ospedale si era offerto di curarla, Malala insieme alla famiglia si stabilisce temporaneamente a West Midlands.
La giovane, viva per miracolo, aveva intrapreso una battaglia che non aveva intenzione di abbandonare per nessun motivo e che per la prima volta aveva fatto luce sulle condizioni di milioni di bambini in tutto il mondo senza diritto ad un’educazione.

“Parlo per chi non ha voce, i talebani non mi ridurranno al silenzio”. E’ così che il giorno 12 luglio 2013 la sedicenne Malala parla al Palazzo di vetro dell’Onu a New York spiazzando la popolazione di tutto il mondo con il suo appello ai leader per le tutele dei bambini, i diritti delle donne e per la pace mondiale.

Malala-Yousafzai-book

“Io sono Malala”

Ormai icona internazionale, l’8 ottobre 2013 la giovane attivista pubblica il suo primo libro dal titolo “Io sono Malala” dove racconta il suo percorso verso l’affermazione dei diritti delle donne e gli ostacoli che ha superato. “Come mio padre, sono sempre stata incline alle fantasticherie -racconta nel libro- e anche in classe, a volte, la mia immaginazione prendeva il volo: mi vedevo percorrere quegli scalini quando all’improvviso un terrorista saltava fuori e mi sparava.
Mi domandavo cosa avrei fatto, in tal caso.
Forse mi sarei tolta una scarpa e l’avrei usata per picchiarlo…
Ma subito dopo mi dicevo che se l’avessi fatto non ci sarebbe stata differenza tra me e un terrorista.
Avrei fatto meglio a dirgli: “Va bene, sparami pure, ma prima ascoltami.
Quello che stai facendo è sbagliato.
Io non ho niente contro di te.
Voglio semplicemente che tutte le ragazze vadano a scuola”.
Non ero spaventata, ma avevo cominciato a controllare tutte le sere che il cancello fosse ben chiuso, e a chiedere a Dio cosa accade quando si muore.”

Il 10 ottobre 2014 la diciassettenne Malala, premiata con il Nobel per la pace insieme al 60enne Satyarthi, diventa la più giovane vincitrice di un premio Nobel e fonda insieme al padre Ziauddin la Malala Fund http://www.malala.org ), associazione no profit che si occupa di investire nelle comunità del Pakistan, Nigeria, Kenya e Giordania, che vogliono rendere l’educazione agibile a tutti.

La sorprendente storia di questa ragazza coraggiosa, che è riuscita tirare fuori la voce e battersi per una giusta causa, ha emozionato tutto il mondo mettendolo difronte alla realtà dei fatti. L’incredibile forza di Malala è di ispirazione per molti, giovani ed adulti, e ci fa comprendere che la società in cui viviamo può essere cambiata senza ricorrere alle armi, donando una concreta speranza alle popolazioni bisognose di vivere una vita migliore.

 

Claudia Perossini