6 Dicembre 2019

walk on a line - Nikon- 2805x1863LIVORNO – Nell’ambito del contest Obiettivo Livorno – Scatta la città: Scorci di Vita Livornese, l’Associazione Uni Info News si è prefissata tra gli “obiettivi” quello di far conoscere da un punto di vista artistico tutti i partecipanti, così che coloro che ci seguano possano dare uno sguardo all’artista che è dentro ognuno di loro.

Questa sera intervistiamo Nicolò Domenici, che ringraziamo calorosamente per le risposte e a cui auguriamo un forte in bocca al lupo!

Quando fai una foto cosa provi? 

Non so bene come definire cosa provo. Posso solo dire che spesso nel fare le foto, c’è in me la volontà di raccontare qualcosa.
Posso azzardare di sentirmi come un osservatore, del mondo che ho attorno. Riflettendoci credo che ogni volta che faccio una foto in me ci sia un insieme di emozioni: dalla curiosità nel volere immortalare una situazione o scena, al’ emozione che questa scena mi scatena e che poi io cerco di trasmettere, passando dal sentirmi immerso nel “momento” fotografato.
jump- Nikon- 2805x1863Preferisci come soggetti le persone o i paesaggi? Perché?
Mi piacciono in particolare le foto che hanno le persone come soggetti, anche perché credo che per un “fotografo” sia più’ stimolante confrontarsi con un soggetto che si muove.
Nonostante questo nelle mie foto si crea sempre un legame o contatto tra la persona soggetto e il paesaggio. Difficilmente scindo le due cose. Io infatti di foto ai paesaggi ne faccio sempre, sono sempre stato “preso in giro” bonariamente dai miei amici perché ad ogni  uscita non manco di fare almeno una foto al tramonto, che per mia opinione sono sempre uno diverso dal’ altro. 
In sintesi le mie foto sono sempre un insieme di questi due tipologie di soggetto. Le persone al’ interno del contesto del paesaggio.
Propendi più per una macchina analogica o digitale? Quali pensi siano i vantaggi e gli svantaggi?
 
Per la mia stessa formazione fotografica, propendo più’ per la macchina digitale, perché sono figlio dei tempi e i miei primi approcci alla fotografia sono avvenuti attraverso compatte digitali ai tempi delle superiori.
Ho comunque un ricordo piacevole di quando da piccino ” aggeggiavo” e più’ semplicemente giocavo con la analogica di mio padre.
soul surferAmmetto che l’ idea del fare foto con una analogica mi affascina.
I vantaggi del digitale sono sicuramente la possibilità di fare molte foto, vedere come vengono e potersi così regolare nelle impostazioni per la seguente foto.
Con la digitale diciamo che è maggiormente permessa la sperimentazione e al tempo stesso tenere al sicuro le foto, non essendoci il rischio di comprometterle come avveniva con la pellicola dell’ analogica.
Usare una macchina analogica però ha il vantaggio di selezionare lo scatto, si ha un rapporto più’ ” intimo ” secondo me, perché ogni foto è una foto che hai scelto, dopo aver regolato tutte le impostazioni e senza la possibilità di tornare indietro.
Pensi che Livorno sia una città culturalmente attiva? E con una certa attenzione per l’ambito fotografico?
Si , o meglio si sta cercando di riportare la città ai livelli culturali che le competono.
Senza volersi confrontare con città come Pisa o Firenze, Livorno ha sempre avuto un movimento culturale di rilievo, che andava di pari passo con quello intellettuale.
Negli ultimi anni l’ attenzione per l’ ambito fotografico è sicuramente aumentato. 
C’è molto più’ interesse, misto a curiosità per gli scorci che la città può offrire: da quelli naturali a quelli di periferia, passando per quelli architettonici.
Livorno è bella, solo che non vuole sentirselo dire. 
Cosa ne pensi dell’uso che si fa quotidianamente dei social per pubblicizzare o pubblicare le fotografie? Che ne pensi di Instagram?
prendersi il giusto tempoE’ giusto.
D’altra parte sappiamo che la pubblicità è l’ animo del commercio, e se magari qualcuno vuole dare una prospettiva a una sua passione, è giusto che ci provi facendosi pubblicità. E’ ormai dimostrato che i  social  sono il modo più’ veloce e diretto per fare girare materiale e documenti. L’unico difetto  è che si sta inflazionando e persone che  non hanno un titolo o una vera preparazione tecnica, aprono pagine fotografiche a proprio nome.
Questo sinceramente mi vede poco favorevole.
Instagram come concetto base mi piace.
Raccontare la tua vita attraverso delle foto.Foto di vita quotidiana.
Anche io come tutti ho un profilo instagram, dove però metto solo foto fatte col cellulare, perché l’ app è nata con questa funzione e non mi sembra opportuno mettere foto fatte con la Nikon, per esempio. Io lo considero  come un gioco, un passatempo.
Credo però che quelli che usano instagram postando foto fatte con la digitale, dovrebbero scriverlo che macchina usano e se la usano.
Mi rendo conto questa non sia risposta molto simpatica, ma credo che in questi casi bisogna essere trasparenti.
Per te scattare le foto è più una questione “tecnica” o di impulso?
All’origine di tutto c’è l’ impulso.
Perché uno può avere tutta la tecnica del mondo, però se poi non ha l’occhio o il sentimento per cogliere i momenti delle foto, la tecnica rimane lì.
Ferma.
Sicuramente però , nel mio caso, mi rendo conto che non si può fare foto solo con l’ impulso, prima ci deve essere una corretta preparazione tecnica, altrimenti quello che hai visto e che ti ha colpito rimangono solo dentro di te.
Io solitamente fotografo d’impulso, quando sento che è una scena che comunica. 
LanscapeLivorno offre sia paesaggi suggestivi che scenari tipici di una città come tante altre, alcuni anche con sfumature ricche di decadenza. Sei più attratto dai primi o dai secondi?
 
Credo che per apprezzare davvero una città, la bisogna conoscere e scoprire a trecentosessanta gradi. I paesaggi suggestivi servono per colpire lo spettatore col primo impatto, però poi credo che l’ infatuazione scocchi quando si supera questo primo livello, imparando a conoscere la città nei suoi angoli più’ nascosti e veri.
Tra questi rientrano secondo me le “sfumature di decadenza” a cui facciamo riferimento.
Io sono maggiormente attratto da quei paesaggi che esprimano a pieno lo spirito della città.
Qualora tu dovessi arrivare tra i dieci selezionati per la votazione finale del Contest, cosa rappresenterebbe per te il laboratorio fotografico indetto dal comune? 
Sarebbe una grande opportunità, raggiunta attraverso il confronto.
Un riconoscimento per quella che per me, per ora, è una grande passione. 
Cosa ti ha spinto a prendere parte al nostro Contest Fotografico?
La possibilità di confrontarmi con altri cultori di questa arte.
Mettere a confronto il mio percorso di “fotografo” con quelli di altre persone che magari lo coltivano da più’ anni, se non da una vita.
Mi è piaciuta l’idea di “conoscere” altri appassionati, scoprendo che a Livorno ce ne sono molti più di quanto credessi.
Inoltre era interessante proprio il tema del Contest.
Quello di riuscire a raccontare la propria città , nella dimensione in cui la viviamo tutti i giorni, ovvero quella del quotidiano.
Matteo Taccola
e
Claudio Fedele
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Matteo Taccola
Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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