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Marta Sbranti - 12 gennaio 2018

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Marta Sbranti - 12 gennaio 2018

Offline in tempo reale tra reggae, archi, musica elettronica, danzatori e videoinstallazioni

Marta Sbranti - 12 gennaio 2018
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Grande successo per il secondo appuntamento della Stagione Danza del Teatro Verdi di Pisa, che la sera dell’Epifania ha ospitato il concerto- spettacolo multimediale Offline in tempo reale, con il duo Africa Unite, il quintetto di Architorti e la compagnia MM Contemporary Dance Company, diretta dal coreografo Michele Merola.

In scena un mondo virtuale dove le videoinstallazioni proiettate su un telo semitrasparente nel proscenio, erano le vere protagoniste della scena. Parti del corpo, dettagli ingranditi e deformati, serie di numeri binari, onde elettromagnetiche e figure geometriche distorte hanno dialogato con i due monitor sul palco.

L’isolamento collettivo generato nell’epoca dell’iper-comunicazione di massa e dei social media era il fil rouge di tutto lo spettacolo. Inoltre era notevole il connubio incalzante e dinamico tra le sonorità elettroniche, gli archi della compagnia Architorti e la coinvolgente musica reggae.

Il Concerto- spettacolo

La riflessione sull’uso quotidiano delle tecnologie era la materia d’indagine del duo Africa Unite composto da Madaski e Bunna, che hanno proposto varie canzoni di critica sull’essere connessi oggi con il mondo.

“sono connesso con il mondo, sono connesso con il sapere, sono connesso con il potere, sono sconnesso di mente”

Il concerto-spettacolo era suddiviso in tre parti: Illusione, Social Addicted e la Reazione.

La prima parte Illusione era introdotta da Hopptiquax, il personaggio ambiguo e distorto interpretato da Madaski che rappresentava la rete delle reti, il sovrano del virtuale.

La seconda parte, Social Addicted, ha mostrato il nuovo esercito di “social addicted”, persone che fanno della propria vita un’esposizione continua e spettacolare. Persone sempre attente a tenere sotto controllo lo “spettacolo” delle vite altrui, spiandole attraverso i social. D’impatto era il gioco tra i cantanti, Madaski e Bunna, con la propria immagine virtuale, incombente e ingombrante apparsa sul telo, come a indicarne l’importanza nel mondo d’oggi rispetto alla realtà.

Nell’ultima parte, Reazione, è emersa la consapevolezza della crescente dipendenza dal virtuale che ci controlla in modo subdolo, incidendo negativamente sulla vita presente e sul nostro futuro.

La compagnia MM Contemporary Dance Company, diretta da Michele Merola ha accompagnato i due cantanti, costruendo sequenze di assoli, duetti o d’insieme, con movimenti fluidi, basate prevalentemente sull’idea di sequenzialità, mostrando frasi coreografiche ripetute come in un loop. Una coreografia che sicuramente ha sottolineato tutto il disagio e l’oppressione della rete.

 

Offline è una critica all’era digitale. È un invito a disconnettersi dalla tecnologia: un paradosso dello spettacolo stesso che invece ha “abusato” degli strumenti tecnologici.

È nel finale che ha avuto luogo la vera rivoluzione. Il quintetto d’archi insieme a Madaski e Bunna hanno preso posto davanti al pubblico. Senza più teli o videoinstallazioni divisori e ingannevoli hanno eseguito due brani riducendo alla sola acustica l’uso delle tecnologie. Una mossa degna di un finale “a effetto”, che ha ricevuto molti applausi e consensi.