1 Ottobre 2022

George Harrison: Living in the Material World

16854_bigDopo la morte di George Harrison (Novembre 2001) molte furono le case di produzione cinematografiche ad avere idea di iniziare a dar vita a vari biopic o documentari, esattamente come venne fatto per John Lennon. Senza voler dar il via ad una produzione per realizzare una pellicola che a sua volta ripercorresse la storia di uno dei componenti dei Beatles con attori che si calassero nella parte del cantante/compositore inglese, Martin Scorsese, non certo un neofita nella realizzazione di documentari basati su leggende (ancora viventi) della musica come Bob Dylan ( nel 2005 diresse No Direction Home: Bob Dylan) decide di realizzare, mentre era alle prese con Shutter Island, un documentario su George Harrison.


George Harrison: Living in the Material World ripercorre l’intera esistenza del cantautore britannico, partendo dalla sua adolescenza fino alla morte; si passa dalla nascita dei Beatles fino al loro scioglimento negli anni ’70. Scorsese, grazie al materiale a sua disposizione sottolinea non solo il talento, ma anche l’anima dell’uomo, non trascurando l’interesse che Harrison aveva verso la musica, sopratutto quella orientale (e in particolari modo indiana), la spiritualità tra le altre cose a lui molto cara fino al cinema ed il contributo che egli dette alla settima arte.

E’ un documentario onesto quello che spetta vedere allo spettatore. Un opera che con le sue tre ore e dieci minuti cercherà di portare a galla la vita di un uomo, figlio del suo tempo, senza passare da un processo di beatificazione o penalizzazione. Ancora una volta il grande cineasta è capace di fare un ritratto antropologico di rara bellezza e sincerità dal quale traspare il rispetto e l’amore che Scorsese nutre per questa figura. GeorgeHarrison_009-1Ricco di interviste e filmati che sono stati dati alla produzione dal figlio e dalla vedova di Harrison, Olivia Harrison, questo documentario è sicuramente uno dei migliori nel suo campo e merita una visione da parte di tutti, anche da coloro i quali che non si reputano fan dei quattro di Liverpool. A fare da contorno ad una storia che ha a volte dell’incredibile, ricca di ottimi approfondimenti psicologici e interventi (alcuni anche interessanti come ad esempio quelli di Ringo Starr o Terry Gilliam che in questo modo simboleggia anche l’unione tra cinema e musica e quanto quest’ultimo avesse colpito ed interessato il compositore inglese) che assieme ai filmati seguono in ordine cronologico l’esistenza di Harrison, vi sono musiche di repertorio che terranno incollato lo spettatore allo schermo e che grazie a questo documentario avranno una sfumatura nuova, originale e sincera. Inoltre molto spazio viene dedicato al fenomeno Beatles, forse il capitolo più scontato di tutto il lavoro fatto da Scorsese, ma non per questo meno importante o povero di materiale.

George Harrison Living In The Material World 4George Harrison: Living in the Material World è un prodotto di assoluto valore, supportato da una scelta di filmati e interviste che mettono a nudo, senza puntare a scandalizzare o creare assurdi misteri, la vita e la natura di uno dei componenti dei Beatles e sebbene i 200 minuti di durata possano spaventare ad una prima vista, vi assicuriamo già da ora che il documentario è diviso in due parti per rendere la visione più scorrevole e meno pesante per i più. A parte questa pecca, se proprio la vogliamo chiamare così, è indubbiamente da lodare il lavoro fatto da Martin Scorsese che ha saputo firmare e donare a noi tutti, ancora una volta, un quadro perfetto e (forse veramente) sincero di una parte della storia della musica.

Claudio Fedele

 

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Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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