7 Aprile 2020

La lunga evoluzione percorsa dal linguaggio di programmazione potrebbe giungere ad una svolta, passando dalla gestione di una macchina alla ” produzione assistita ” di molecole usando segmenti di DNA: è questo ciò che si propongono alcuni ricercatori della University of Washington, che hanno recentemente pubblicato uno studio sul Nature Nanothecnology in cui descrivono il loro progetto di creare un linguaggio di programmazione con cui guidare delle reazioni chimiche nella produzione di determinate molecole in provetta o, addirittura, all’interno di una cellula.

L’obiettivo è la creazione una serie di schemi basati su un algoritmo che dovrebbe ricostruire il comportamento della reazione chimica che si desidera innescare e poi guidare, come accade in un filamento di DNA, la produzione di determinate molecole: in questo modo tramite un quadro astratto, matematico, dello svolgimento di una reazione sarebbe possibile programmare delle nanomacchine affinchè gestiscano una cellula nello stesso modo in cui il nostro corpo da milleni riesce a controllare la produzione di tutte le sostanze che fanno da regolatori naturali della nostra salute. L’equipe di ricercatori di Washington potrebbe quindi aver trovato un vero e proprio codice con cui “crackare” i normali schemi di funzionamento di alcuni tipi di reazioni chimiche per facilitare la produzione artificiale di medicinali od altre sostanze in modo più naturale, sostituendo filamenti di DNA autentici a quelli sintetici.


Una futura applicazione medica potrebbe essere quella di creare delle nanomacchine ” intelligenti ” programmate per reagire a delle anomalie sintetizzando i farmaci necessari a curare direttamente nella zona interessata da impiantare in una cellula; un aiuto notevole, soprattutto nella lotta ai numerosi disturbi che diventano tanto più difficili da curare quanto più tardivo è l’inizio del trattamento. Una ricerca, dunque, dalle grandi potenzialità, ma ancora in fase di sviluppo e che potrebbe fornire notevoli possibilità di progresso in altri settori della chimica oltre quello farmaceutico, in quanto potrebbe portare alla creazione di uno strumento capace letteralmente di istruire la chimica come i linguaggi di programmazione fanno con un computer.

Tuttavia, dato che non si dovrebbero né giudicare né valutare le idee prima che sia stata verificata la loro effettiva validità saremo costretti ad attenderne ulteriori sviluppi, con la speranza che da ulteriori ricerche, che la National Science Foundation ha deciso di sostenere tramite un importante finanziamento di 2 milioni di dollari, emergano risultati incoraggianti.

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