2 Giugno 2020

La marcia trionfale della Juventus ha trovato il suo epilogo, è stata una cavalcata inarrestabile quella della banda Conte che non ha incontrato rivali. Fino allo scorso Novembre-Dicembre ogni settimana ci si chiedeva quale fosse la cosiddetta ”antijuve”, bhè al momento non esiste. Tutto il campionato è stato un monologo dei bianconeri, la loro condizione atletica, la loro fame e la loro organizzazione di gioco (con la complicità di qualche suicidio di altre concorrenti) ha ammazzato il campionato.

La festa scudetto si è realizzata alla fine del match contro il Palermo, una partita certo non emozionante che ha ripercorso un copione già noto a tutti: tanto possesso palla, tante conclusioni ma un evidente difficoltà nel segnare. Ai torinesi per laurearsi campioni bastava non perdere ma grazie a un rigore piuttosto generoso, realizzato da Vidal, è arrivata la vittoria permettendo ai bianconeri di poter celebrare il loro 29′ scudetto (o 31′ secondo le diverse scuole di pensiero) con ben tre giornate di anticipo. Conte lo ha definito lo scudetto dello ferocia e con lui si schierano i giocatori che sono tutti concordi nel dire che questo titolo ha un sapore molto diverso dal precedente perché stavolta avevano a che fare con l’incognita Champions e poiché sentivano sulle spalle la responsabilità di essere i favoriti, dunque per certi versi più difficile, ma nonostante questo se la sono cavata egregiamente. L’esultanza dei tifosi è stata, come di consueto, incontenibile e ha scombinato un po’ i piani della dirigenza che invece aveva previsto di effettuare dei giri di campo per salutare tutti i presenti nello Stadium. A seguito della partita è avvenuto l’immancabile giro per le strade di Torino sul pullman scoperto che, stavolta si, ha provveduto a salutare e a festeggiare a dovere insieme a tutti i tifosi della città e con tutti coloro che sono accorsi per l’occasione da ogni parte dello stivale.


In questo clima di festa però hanno fatto drizzare qualche orecchio le parole del tecnico leccese che in qualche modo ammoniva la società e richiedeva chiarezza in merito all’argomento mercato per poter puntare, magari già dalla prossima stagione, a obbiettivi molto più prestigiosi. Sono solo state delle affermazioni estemporanee che certo non devono preoccupare i tifosi bianconeri riguardo la permanenza di Conte sulla panchina nel prossimo futuro ma di fatto possono evidenziare una sorta di piccolo disagio per chi, come lui, ha una gran fame e vuole sempre vincere. Ora prepariamoci al consueto tormentone sul top player, dopo le voci sul clamoroso ritorno di Ibrahimovich, sui quotidiani sportivi si è parlato di Higuain, Suarez, Sanchez, Robben (ne ho dimenticato qualcuno?) insomma proprio di tutti, ma il mercato vero, quello è un’altra cosa.

Dopo la conquista del tricolore non si è fatto attendere il messaggio, tramite il suo sito ufficiale, dell’eterno capitano Alessandro Del Piero, dove salutava tutti i tifosi e si congratulava con gli ex compagni e la società. Fa un po’ di tristezza oggi a un anno di distanza non vederlo lì su quel campo a correre e a sventolare il tricolore coi suoi compagni ma immaginarlo dall’altra parte del televisore, sul suo divano a godersi il trionfo come un qualunque altro tifoso, lui che un tifoso qualunque certo non è.

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